Cure palliative, gli hospice in Italia

Le cure palliative, come precedentemente spiegato qui, sono i trattamenti volti ad alleviare il dolore e a rendere meno sofferta la morte, sia dal punto di vista fisico che psicologico, nei malati terminali o comunque nel caso di malattie cronico-degenerative che non rispondono più ad alcun trattamento farmacologico.

Sono i cosiddetti malati incurabili, 250.000 ogni anno in Italia, a poter usufruire delle cure. Si, ma dove? Abbiamo già visto ieri le leggi che regolamentano l’erogazione delle cure palliative nel nostro Paese. La prima, la Legge n.39 del 26 febbraio 1999, diede il via nel 2000 allo sviluppo degli hospice, strutture indipendenti o all’interno di cliniche ed ospedali, destinate a trattare con il fine-vita dei pazienti.

Cure palliative, cosa sono e perché servono

Le cure palliative, stando alla definizione fornita dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, comprendono tutti i trattamenti volti ad alleggerire le sofferenze dei malati terminali, senza più alcuna speranza di guarigione.

Quando tutte le terapie farmacologiche si rivelano inutili e non resta più altro da fare per il paziente, il rischio che si corre è di disinteressarsene a livello medico proprio perché privo di speranze di ripresa.
E’ invece fondamentale rendere l’inesorabile cammino verso la fine della vita più umanamente accettabile sia alla persona sofferente che ai suoi familiari, non dimenticando che, finché vivo, l’essere umano deve conservare tutti i suoi diritti, proprio come gli altri pazienti guaribili, e la sua dignità, soffrendo il meno possibile.

Cure palliative: dignità anche e soprattutto quando…..


C’è un aspetto della vita che tutti noi non vogliamo mai considerare: la vita finisce. Non passiamo mai troppo tempo a riflettere sulla morte, sugli ultimi giorni che passeremo su questo mondo. Da un certo punto di vista è anche giusto, perché pensare a qualcosa di così brutto come la morte? C’è un aspetto che troppe volte ricorre nella morte al giorno d’oggi, ovvero la perdita della dignità umana negli ultimi momenti della vita di un malato di cancro terminale.

E’ di questo che voglio parlare, perché oggi tutto questo non è più accettabile, soprattutto ora che la medicina ha molti strumenti per aiutare chi si trova in questa condizione, strumenti che si possono condensare in un concetto molto semplice da pronunciare: cure palliative. Purtroppo pochi sanno cosa sono le cure palliative, e ancora meno sono i medici in grado di farle, ma non per questo bisogna fare finta che non esistano.

Cure palliative: meglio in hospice che a casa


Per il trattamento dei malati terminali è meglio una struttura specializzata o la fornitura di cure palliative a domicilio? Qual è il livello di gradimento dei pazienti e degli addetti? Quale delle due opzioni garantisce una migliore qualità della vita al paziente terminale? Per cercare di rispondere a queste domande, Camilla Zimmermann, ricercatrice presso il dipartimento di oncologia psicosociale e cure palliative del Princess Margaret Hospital di Toronto, in Canada, ha realizzato un sunto sistematico dei quasi 400 studi randomizzati, controllati e pubblicati sull’argomento.

La fotografia che ne emerge, stando alle conclusioni dell’autrice, non consente di esaurire l’argomento, perché molti dei trial condotti finora non sono omogenei dal punto di vista metodologico e non tutti affrontano in modo adeguato il problema della valutazione dell’efficacia. Non è un caso che nei Paesi industrializzati i servizi di cure palliativo siano letteralmente proliferati negli ultimi anni: se inizialmente si trattava di strutture quasi unicamente dedicate alla patologia tumorale, oggi le stesse sono in grado di offrire servizi e cure integrate per la stragrande maggioranza delle malattie terminali.