I residui del fumo passivo danneggiano il DNA

Il fumo passivo danneggia la nostra salute quanto se non di più di quello attivo. Non ci stupisce quindi, ma ci preoccupa, venire a conoscenza di un recente studio su questo tema che indica come il fumo di “terza mano”, così viene definito ciò che rimane per anni su mobili e pareti, possa essere in grado di modificare e danneggiare il DNA.

Fumo passivo fa male: danni in base alla quantità

Il fumo passivo è pericoloso quanto quello attivo ed anche chi non ha mai toccato una sigaretta in vita sua potrebbe non essere a riparo, a prescindere da altri fattori di rischio, da malattie cardiache e problemi circolatori alle arterie al pari dei fumatori. Con particolare riferimento alla “dose” di fumo passivo inalato.

Il fumo passivo favorisce la demenza

Il fumo passivo può essere pericoloso tanto quanto quello attivo, Una ricerca internazionale condotta da scienziati provenienti da Cina, Stati Uniti e Gran Bretagna è riuscita a trovare una correlazione tra il respirare il fumo espirato dagli altri e la demenza.

Fumo passivo mette a rischio la memoria

Le sigarette non sono di certo un toccasana per la salute, e questo vale anche per chi passivamente, ne aspira il fumo. In questi ultimi anni, infatti, gli studi sul fumo passivo si sono moltiplicati, e non a caso. Secondo una nuova ricerca, condotta dalla Northumbria University di Newcastle, l’esposizione al fumo passivo metterebbe a rischio la memoria.

Fumo passivo causa aborti spontanei e mette a rischio fertilità

Che fumare fosse nocivo per le future mamme e i futuri papà era cosa nota da tempo, a non essere ancora chiari erano invece gli effetti del fumo passivo su chi non dipende dalle bionde ma ha costantemente vicino persone, parenti, conoscenti o amici che siano, che alle sigarette non riescono a rinunciare nemmeno per rispettare la salute altrui.
A far luce sui danni da fumo passivo sulla fertilità femminile è un recente studio americano condotto da un team di ricercatori della University of Rochester (Usa) e pubblicato sulla rivista Tobacco Control.

A quanto risulta dai dati raccolti dagli studiosi su un campione di 4.800 donne non fumatrici, essere esposte a fumo passivo comporta un aumento del rischio di aborti spontanei e infertilità pari al 68%.
Per subire danni e compromettere le possibilità di un concepimento che vada a buon fine è sufficiente un’esposizione al fumo passivo di sei o più ore al giorno.

Smettere di fumare. Aumentare il prezzo del pacchetto è l’unico rimedio efficace?

I fumatori accaniti, almeno quelli francesi, sarebbero più preoccupati delle ricadute negative del vizio del fumo sul proprio budget che sulla propria salute. A svelarlo un’indagine svolta in Francia dai Laboratoires Dr. Gaetano Zannini nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione contro il tabagismo. Un’iniziativa analoga ha preso il via anche nel nostro paese lo scorso 31 maggio in occasione della Giornata mondiale senza tabacco.

L’inchiesta transalpina denominata “Notobacko Grand Test”, partita nel 2007 e conclusasi all’inizio del mese di maggio appena trascorso, ha coinvolto 94mila uomini e donne francesi forti fumatori, il 37% dei quali giovani fra 25 e 34 anni. Mentre per tutti i partecipanti al sondaggio più che l’assuefazione alla nicotina sarebbe l’abitudine di stringere la sigaretta tra le dita ad impedire l’addio alle pericolose bionde, per le donne ad incidere sulla scelta di continuare a fumare sarebbero timori legati al mantenimento della linea.

La broncopatia è una malattia sociale: conosciamola meglio in occasione della Giornata Nazionale del Respiro

La Giornata Nazionale del Respiro, presentata a Roma martedì 20 maggio, si svolgerà domani 24 maggio in tutta Italia.
I principali obiettivi saranno la sensibilizzazione e l’informazione sui problemi respiratori, nonchè la volontà di stimolare il Governo ad emanare delle norme a tutela dei soggetti broncopatici.
Ogni anno muoiono in Italia 18 mila persone affette da broncopatie, in media tra le cinquanta e le sessanta al giorno.
La manifestazione è stata patrocinata dall’Istituto Superiore di Sanità, dalla Federazione Italiana per le Malattie Polmonari e Sociali e la Tubercolosi, dalla Società Italiana di Medicina Respiratori, dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri e dall’Unione Italiana Pneumologia.