Capire come funzionano il proprio corpo e la natura è il primo passo per dimagrire

“Siamo quello che mangiamo”. Un modo di dire che purtroppo corrisponde a verità: vita frenetica, alimenti precotti e surgelati, poca cultura ecologica e alimentare hanno fatto sì che, rispetto agli anni ’80, la diffusione del problema del sovrappeso sia triplicata. In Italia più di 4 adulti su 10 (circa il 42% della popolazione) hanno problemi di peso. Anche tra i bambini i dati sono allarmanti: il 22% è infatti in condizioni di sovrappeso e l’11% sono obesi, con una maggior concentrazione geografica nel centro sud. Una vera e propria epidemia che porta con sé rischi e probabilità elevate di sviluppare malattie croniche: diabete di tipo II, disturbi cardiovascolari, ipertensione. 

Stressoressia, quando lo stress toglie la fame

Lo stress ed i suoi effetti collaterali. Tra questi, anche un disturbo del comportamento alimentare definito “stressoressia”: un nuovo acquisto tra tutte quelle patologie che sembrano essere quasi un’esclusiva del genere femminile. Colpisce essenzialmente le giovani donne, tra i 25 ed i 45 anni, particolarmente impegnate nei loro vari ruoli (mamma, figlia, lavoratrice in carriera o meno, compagna, casalinga e amica) e consiste in un dimagrimento eccessivo dovuto allo stress. In che modo? Le cause sono diverse. Prima di tutto vi è una mancanza effettiva di tempo per mangiare: le donne in questione tendono a saltare i pasti (specie la colazione ed il pranzo) per eliminare quelli che considerano i tempi morti. A volte si riducono ad un insalubre stuzzichino sedute alla scrivania mentre continuano a lavorare, o peggio ad una spremuta d’arancia o un succo di frutta.

Ortoressia: il disturbo alimentare con l’ossessione dei cibi sani

Ortoressia. Si tratta di una patologia emergente che riguarda l’ossessione nei confronti dei cibi sani e si identifica come un nuovo disturbo del comportamento alimentare.  Il termine è stato coniato solo nel 1997 ad opera di Steven Bratman, un medico specialista californiano, nel corso della stesura del suo libro “Health Food Junkies”. La parola mutua dal greco orthos (corretto) e orexis (appetito), dunque “mangiare sano“. Bratman però va oltre: spiega che si tratta di un disturbo mentale, descrive l’ortoressia nervosa confrontandola con l’anoressia. In comune oltre la radice del nome hanno molte cose, anche i rischi per la salute, ma si tratterebbe di due patologie ben distinte, benché a volte presenti in un medesimo individuo. Diverso è però l’obiettivo.

L’ortoressico infatti non ha come scopo la perdita di chili, il dimagrimento, ma solo il benessere psicofisico da raggiungere attraverso l’attività motoria e l’alimentazione. Sappiamo che questi fattori sono fondamentali per uno stile di vita corretto, ma nel caso dell’ortoressia queste tendenze salutistiche e logiche, diventano ossessioni, veri fenomeni compulsivi che possono portare ad un deperimento organico preoccupante.

Obesità e chirurgia bariatrica: gli interventi, i rischi ed i risultati

L’obesità grave si può curare con la chirurgia bariatrica, ovvero con quelle tecniche operatorie che hanno come scopo il dimagrimento, cioè  il calo ponderale ed il suo mantenimento nel tempo. Esistono diverse tecniche chirurgiche al riguardo, alcune rivolte a contrastare l’assorbimento dei nutrienti, altri di riduzione gastrica che hanno lo scopo di raggiungere più rapidamente il senso di sazietà. Vediamoli nel dettaglio:

•    Diversione Bilio-Pancreatica
•    By-Pass Digiuno-Ileale
•    Gastroplastica Verticale
•    Bendaggio Gastrico Regolabile
•    Palloncino Intragastrico
•    Lipectomia

Dieta: quella online aiuta a dimagrire

Le diete su internet, possono funzionare. Lo affermano i ricercatori del Kaiser Permanente Center for Health Research, in uno studio appena pubblicato sul “Journal of Medical Internet Research”. I siti internet che propongono consigli sul dimagrimento sono da tempo nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti. Molti di questi sono stati considerati pericolosi, in quanto istiganti a comportamenti anoressici o bulimici.

Ma gli americani sono andati oltre. Nel loro paese l’obesità è una piaga quasi insanabile e gli aiuti per combatterla possono e devono venire da ogni parte, anche dalla rete che, non dimentichiamolo mai, è uno strumento fondamentale in molti casi.

L’equipe diretta dalla Prof.  Kristine Funk, ha utilizzato dei siti internet seri, per valutarne la capacità di riuscita. Ecco come si è svolto l’esperimento.

Elettrostimolatori, come e quando usarli

In televisione e nelle televendite impazzano gli elettrostimolatori, ma sono davvero efficaci per tonificare e far dimagrire? L’elettrostimolazione prevede l’uso di un apparecchio che stimola le fibre muscolari attraverso impulsi elettrici a bassa frequenza. Le contrazioni fisiologiche imposte consentono ai muscoli di acquistare volume, forza, resistenza e di bruciare le riserve di grasso localizzato. Commenta il dottor Piero Volpi, traumatologo sportivo all’ospedale Galeazza di Milano

«L’elettrostimolazione è stata originariamente applicata nella pratica clinica per rieducare e recuperare quei gruppi muscolari, in particolare degli arti inferiori, resi ipotrofici da una immobilizzazione gessata dopo una frattura o un intervento chirurgico, specialmente in persone anziane incapaci o impossibilitate ad eseguire attività fisiche rieducative. In seguito il suo utilizzo si è esteso in medicina sportiva, riabilitativa, fitness e benessere»