Vega test intolleranze alimentari è attendibile?

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Buonasera dottoressa, dopo un test sull’ intolleranze alimentari effettuato con il metodo Vega T. è risultato che sono intollerante a: latte latticini e derivati, carne di maiale,orzo , frumento integrale, glutine,cicoria, fibre, miglio , avena , grano, riso brillato, riso integrale,crusca,fragole, albicocche, mele, pere, prugne, more, mirtilli, lamponi, legumi, fave, piselli, fagiolini, patate, barbabietole, aglio, cipolle, carote, carciofi, scalogno. Ma soprattutto al glutine. Quindi mi chiedo se sia possibile essere intolleranti a tutti questi alimenti, se il test sia veramente attendibile e se sia giusto toglierli tutti insieme dalla dieta. potrei incorrerre in una carenza nutrizionale importante? Cosa mi suggerisce di fare? Non ho flautolenza, meteorismo e cefalee. A volte dopo aver mangiato la pizza o piatti abbondanti sento lo stomaco gonfio. Grazie.

Test intolleranze alimentari per la pancia gonfia

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Buonasera, sono una ragazza di 22 anni. Oggi ho eseguito un test Elisa per le intolleranze alimentari e sono risultata intollerante al latte vaccino. Volevo gentilmente chiederLe se è affidabile questo test o se mi consiglia di fare altri esami. Poi vorrei sapere cosa ne pensa Lei delle intolleranze, se esistono o meno. Ultimamente, sempre più frequentemente, noto la pancia gonfia, ho dolori, mi tira e borbotta: a cosa potrebbe essere dovuto? Che esami dovrei fare per accertamenti? La ringrazio per la Sua disponibilità Cordiali Saluti.

 

Intolleranza a lievito e latte, durata astinenza e reintroduzione

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Salve, ho effettuato un test leuco-citotossico per intolleranze alimentari su 120 alimenti oltre celiachia. Il risultato celiachia è stato: anti transglutaminasi IgA 3,3 ; anti gliadina IgA 2,8. Per quanto riguarda il test citotossico è risultata: intolleranza grado 1 lievito di birra e cacao (astinenza 2 mesi) e grado 2 latte vaccino (astinenza 2 mesi). E’ già un anno che ho eliminato latte e prodotti del latte poichè avevo notato che la loro assunzione mi provocava colite, episodi di diarrea e altri disturbi…………

 

Colon infiammato, celiachia, intolleranze: cosa mangiare?

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Salve, vi scrivo perchè voi siete davvero l’ultima mia speranza, sono una 20’enne stanca di sentirmi male ogni volta che mangio qualcosa . . … vi spiego subito, tutto è incominciato precisamente 3 anni fa, mangiavo tutto quello che mi andava, e per la verità pesavo molto di piu di quello che dovevo, un giorno dopo tante diete andate male, decisi di farne una da sola, perchè ormai ero stanca di andare dai nutrizionisti o dietologi che illudevano di perdere peso rapidamente e senza sforzi, ……………..

Dimagrire con test intolleranze alimentari, funziona? Nutrizionista risponde

Dimagrire con l’ausilio di un endocrinologo e test di intolleranza alimentare, è possibile? Non esistono bacchette magiche per perdere peso, ma varie modalità dietetico-nutrizionali, abbinate ad impegno e stile di vita sano. L’endocrinologo si trova spesso a che fare con problematiche legate al dimagrimento eccessivo o all‘accumulo di chili, proprio perché è sua competenza occuparsi anche di disturbi del metabolismo, come il diabete o difetti del funzionamento della tiroide come l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, che ne sono tra le cause. Ne parliamo nel nostro spazio dedicato ai Consulti online.

 

Celiachia, attenzione al tumore intestinale

La celiachia è una malattia autoimmune con forte componente ereditaria. Il rivestimento del duodeno viene danneggiato quando entra in contatto con il glutine contenuto nel grano ed i cereali come orzo, segale ed avena. Sono molte le cause sulle quali si è disquisito poste ad origine di questa malattia: ciò che si conosce per certo sono i suoi effetti.

Questa particolare intolleranza porta infatti i villi intestinali, destinati dal nostro corpo all’assorbimento di sostanze nutritive, ad appiattirsi ed a non assorbire adeguatamente i principi essenziali.

Bambini il 30% è allergico

Triplicata la rinite allergica, quintuplicata l’allergia alimentare: negli ulti­mi dieci anni in tutti i Paesi occidentali l’incidenza di patologie allergiche (asma, eczema, rinite e allergie alimentari) nei bambini sta facendo re­gistrare livelli di allarme, tra il 20 e il 35% della popolazione pediatrica. Come si corre ai ripari? La comunità scientifica è concorde: con la dia­gnosi e la terapia precoce, contrariamente a quanto pensano in molti.

«Nel Regno Unito negli ultimi cinque anni c’è stato un aumento signifi­cativo dei ricoveri per reazioni anafilattiche, soprattutto nella fascia d’età compresa tra zero e cinque anni e, secondo i primi risultati del registro anafilassi del nostro Centro, questa tendenza è confermata anche in Italia, nell’area del Nord est»

dice Antonella Muraro, responsabile scienti­fico del Centro di specializzazione per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari della Regione Veneto e membro italiano del Consiglio direttivo dell’European Academy of allergy and clinical immunology.

«Non è vero che fino ai tre anni non si può fare nulla. Secondo la mia esperienza con bambi­ni anche molto piccoli, quando la diagnosi e la terapia sono tempestive, le allergie raramente evolvono in patologie croniche. Se interveniamo precocemente possiamo impedire che con il passare del tempo si sommino sia le manifestazioni allergiche, cioè i sintomi clinici, sia il numero di allergie»

Intolleranza alimentare

Intolleranza alimentare

L’intolleranza alimentare non va confusa con le allergie alimentari. Essa è una reazione avversa ad un qualche tipo di prodotto o ingrediente che si verifica ogni volta che il cibo è mangiato, ma soprattutto se se ne consuma grandi quantità. La differenza sostanziale con l’allergia alimentare è che qui il sistema immunitario non è attivato. Non è nemmeno la stessa cosa dell’intossicazione alimentare, che è causata da sostanze tossiche che possono causare sintomi in chi ha mangiato il cibo contaminato. L’intolleranza alimentare non comprende reazioni psicologiche al cibo.

CAUSE: L’intolleranza alimentare si verifica quando l’organismo non è in grado di assorbire un certo tipo di prodotto alimentare. Questo avviene di solito perché il corpo non produce abbastanza quantità di una particolare sostanza chimica o un enzima che serve per la digestione degli alimenti.

Ad esempio, uno dei tipi più comuni è l’intolleranza al latte vaccino, che contiene un tipo di zucchero chiamato lattosio. Molte persone hanno una carenza di lattasi, l’enzima che normalmente compone le cellule che rivestono l’intestino tenue. Senza questo enzima, non si può scomporre lo zucchero del latte in forme più semplici che possono essere assorbite nel flusso sanguigno. L’intolleranza al lattosio può causare sintomi molto simili alla sindrome del colon irritabile.

Differenza tra allergie alimentari e intolleranze alimentari

Un buon esempio per capire il sottile confine che separa la manifestazione allergica da quella dell’intolleranza è il mal di pancia che insorge ogni volta che si beve latte. E’ sintomo di allergia e dipende da un anomalo comportamento del sistema immunitario nei riguardi di certe proteine del latte, oppure di un’intolleranza al lattosio, lo zucchero del latte, se questo non viene digerito. Nel primo caso va eliminato dalla dieta ogni tipo di latte, compreso lo yogurt; nel secondo, invece, si tollera sovente il latte ad alta digeribilità e lo yogurt. Anche la prognosi è differente nei diversi casi.

 Nei bambini piccoli, ad esempio, l’allergia al latte di norma tende a scomparire spontaneamente con la crescita, mentre l’intolleranza al lattosio, se grave, può durare anche tutta la vita. E’ inoltre possibile che il mal di pancia sia semplicemente dovuto a difficoltà digestive causate da cattiva qualità del latte o da un suo consumo eccessivo. In tal caso, basta semplicemente ricorrere ad uno di buona qualità o ridurne il consumo.

Colite. Cause, sintomi e terapie

Colite. Di cosa si tratta? E quali sono le ragioni per cui il nostro intestino a volte va in tilt? Che ruolo ha come mangiamo? La colite è la sindrome del colon irritabile, infiammazione, quindi, di quella parte dell’intestino che è il colon, ed è discretamente diffusa: ne soffre il 15% delle persone. I sintomi. Si manifesta con dolori dell’addome, crampi, gonfiore, ma anche diarrea con o senza stitichezza contemporanea, nausea, vomito e spossatezza. Un disturbo nel quale lo zampino dello stress è cruciale.

Quali le diagnosi e le cure? Quali le cause? E quale il ruolo dell’alimentazione e degli stili di vita? Domande alle quali risponderanno stasera Tino Casetti, professore alla guida del dipartimento di malattie digestive e metaboliche dell’AUSL di Ravenna e Rosalba Mattei, specialista in scienze tecniche diabetiche applicate all’Università degli studi di Siena. Ospiti di Michele Mirabella ad Elisir.

Si rimanda qui per ulteriori approfondimenti.