Endometriosi, neuropelvologia: cosa è e come funziona

L’endometriosi è un disturbo che colpisce le donne e consiste nella presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina in altre parti del corpo femminile. Questa malattia può colpire le donne fin dalla prima mestruazione e perdura fino alla menopausa. Un nuovo approccio è la neuropelvologia: vediamo cosa è e come funziona.

Trapianto di rene da donatore vivente: espianto in laparoscopia

Un trapianto di rene da donatore vivente. Non è la prima volta che accade, ma rimane un intervento raro e straordinario: poco tempo fa a Roma, presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù un padre aveva donato un rene alla propria piccola figlia (leggi). Stavolta è stato un marito ad offrire l’organo alla moglie. L’intervento si è svolto presso il Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena: con la tecnica laparoscopica, dunque poco invasiva, è stato prelevato il rene. Sono bastati quattro piccoli fori sull’addome dell’uomo di 56 anni, attraverso i quali bisturi, micro-telecamera e strumentazioni particolari hanno permesso l’espianto. La metodica, definita mininvasiva,ovviamente è meno rischiosa del procedimento tradizionale ed il recupero post-operatorio è sicuramente più breve.

Obesità: dimagrire con la chirurgia senza cicatrici

L’obesità nelle sue forme gravi può essere trattata con la chirurgia bariatrica. L’evoluzione delle tecniche in sala operatoria permette ora di operare senza lasciare cicatrici visibili. Questo è possibile grazie alla innovativa Sils (Single Incision Laparoscopic Surgery) ovvero chirurgia laparoscopica con una singola incisione, nata già nel 2008 presso il Policlinico A. Gemelli di Roma. Ce ne spiega i dettagli  il Dott. Roberto Tacchino Responsabile dell’Ambulatorio di Chirurgia dell’Obesità presso il medesimo nosocomio.

“Si tratta di una tecnica già usata da tempo per altri tipi di interventi chirurgici, come la prostatectomia, la colecistectomia, l’asportazione della milza, di un’ernia, o per interventi di oncologia colon-rettale; noi l’abbiamo applicata alla chirurgia dell’obesità. Con la Sils, anziché fare i soliti 4-8 fori sull’addome per far passare le varie strumentazioni ne basta uno. Viene effettuato nel “fondo” dell’ombelico ed è di circa 20 millimetri.

L’obesità si cura con la chirurgia: ecco le linee guida

L’obesità si può curare con la chirurgia. In questi casi si parla di chirurgia bariatrica, specifica per indurre un deciso calo ponderale. Si tratta di una tecnica nata in Italia negli anni ’70 sviluppatasi però solo di recente con l’avvento della laparoscopia, poco invasiva rispetto alle metodiche tradizionali. Stiamo parlando ovviamente di casi di obesità gravi per cui questa soluzione diventa un importante salvavita.

Troppo spesso i chili in eccesso vengono considerati solo dal punto di vista estetico ed un intervento di questo tipo sembra essere superfluo, paragonabile alla chirurgia estetica. Così non è: le persone gravemente obese solitamente soffrono di diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, problemi alla colonna vertebrale e, ormai è statisticamente accertato, hanno un maggiore rischio di contrarre il cancro.

Robot chirurgo, il futuro della chirurgia in scena a Roma con i casi più difficili

Operare i casi più difficili con il supporto della chirurgia robotica. Oggi si può. Lo hanno fatto a Roma i migliori esperti del settore nell’ambito della tre giorni conclusasi ieri e dedicata al settimo congresso europeo di laparoscopia e chirurgia robotica, presieduto dal professor Vito Pansadoro.

Specialisti provenienti da tutto il mondo hanno mostrato le tecniche migliori per utilizzare i robot chirurgo, effettuando diciotto difficilissimi interventi. Interventi che senza l’apporto del robot chirurgo sarebbero davvero inimmaginabili: la chirurgia robotica amplifica la precisione del braccio umano, garantendo risultati che rasentano la perfezione e riducendo i rischi di imprecisioni e complicazioni sotto i ferri.

Da Vinci, il robot chirurgo

Si chiama Da Vinci ed è un robot chirurgo molto apprezzato. Approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) americana già nel 2000, opera in tutto il mondo. Nonostante il nome, che vuole essere un vero omaggio al genio di Leonardo, Da Vinci è una creatura prodotta in america ed è quanto di meglio la tecnologia possa offrire in chirurgia laparoscopica:

uno schermo Hd con immagini tridimensionali, una suturatrice digitale, ma soprattutto quattro braccia meccaniche ed una consolle che permette al chirurgo vero e proprio di lavorare lontano dal tavolo operatorio, manovrando il robot attraverso un prezioso joystick. I vantaggi di questa tecnica che manderà a breve in pensione la laparoscopia (di cui comunque può dirsi figlia) sono molti:  prendiamo ad esempio l’intervento di asportazione di un tumore alla prostata.

Curare l’obesità: farmaci e chirurgia laparoscopica

Mangiamo male e troppo. Consumiamo poco. Dunque è una questione di equilibrio? Il banalissimo bilancio tra entrate uscite? Sì, ma non solo. Sovrappeso e obesità potrebbero anche essere scritte nei nostri geni. Una scomoda eredità trasmessaci uno, o da tutti e due i genitori. Sono i cosiddetti fattori genetici necessari ma ancora non sufficienti da soli a farci ingrassare. Perchè ciò avvenga, sostengono gli specialisti, devono intervenire anche altre cause scatenanti- quelle ambientali: abitudini familiari, livello culturale, condizioni economiche e sociali.

 Un mix esplosivo che porta l’obesità ad essere considerata dalla prestigiosa Organizzazione Mondiale della Sanità uno dei problemi di salute pubblica più visibile e ciò nonostante anche troppo trascurato. Una vera e propria epidemia (“globesità” come la definisce stessa OMS), che si sta diffodendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un intervento immediato, problemi sanitari molto gravi per milioni persone nei prossimi anni. Ma quando si può realmente parlare di obesità? Una persona si definisce obesa quando il suo indice di massa corporea (BMI) è superiore a 30, o il suo peso eccede di più del 20% rispetto al peso ideale (l’indice di massa corporea si ottiene dividendo il peso in chili per il quadrato della propria altezza. Se il risultato è tra 25 e 30 c’è sovrappeso, se supera i 30 obesità, oltre i 40 si tratta invece di grande obesità).

Obesità: la chirurgia bariatrica può salvare la vita

Sono oltre 5 milioni gli obesi nel nostro paese che dovrebbero sottoporsi alla chirurgia bariatrica per vedere raddoppiate le proprie probabilità di sopravvivenza nell’arco di venti anni, e 500mila di essi sono grandi obesi che andrebbero operati con urgenza. A dirlo sono gli esperti della Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche (Sicob) che si sono riuniti a Milano per ribadire come la chirurgia antiobesità (chirurgia bariatrica) non sia un intervento estetico ma salvavita, soprattutto nel caso degli obesi oltre i 45 affetti da diabete di tipo 2 a rischio di complicanze.

A dimostrarlo invece una ricerca anagrafica condotta in Liguria dalla stessa Sicob: a 20 anni dall’intervento sopravvive il 40% degli operati (200mila persone), mentre questa percentuale è del 5% (25mila) per gli obesi non operati. La chirurgia bariatrica permetterebbe quindi di salvare 175 mila vite.