Diabete di tipo 2, 80% dei casi si può evitare

Diabete: l’epidemia del nuovo millennio, 3 milioni e mezzo le persone colpite solo in Italia, pari al 6% della popolazione totale, con un nuovo caso fatto registrare ogni dieci secondi, l’80% dei quali evitabili. Sono i dati diffusi al Festival della Salute, in corso in questi giorni a Viareggio.
Ad esporli Federico Serra, vicepresidente della Public Affairs Association e anima del Manifesto dei diritti della persona con diabete. Serra ha ricordato come queste cifre si riferiscano ai casi accertati, e siano quindi approssimate per difetto:

Per ogni due persone che sanno di soffrirne, una terza ne è affetta e non lo sa.

L’esercizio fisico tiene a bada l’ansia negli ammalati

Le persone che soffrono di ansia possono trovare sollievo attraverso un’attività fisica regolare, stando ad un recente studio effettuato dai ricercatori dell’Università della Georgia.
Non la comune ansia, ma l’ansia che accompagna frequentemente malattie croniche come il diabete e le malattie cardiache, ancora più grave e più importante da sconfiggere perchè la tensione costante può interferire con il trattamento di tali condizioni, a detta degli esperti.

“Le persone colpite da malattie croniche ovviamente sono più a rischio di sviluppare ansia a livelli patologici, tuttavia spesso i sintomi ansiogeni vengono sottovalutati e non trattati”, ha spiegato Matthew Aringa, dottore di ricerca autore principale dello studio.

Mal di divorzio: le malattie croniche colpiscono anche chi si risposa

Uno degli eventi più traumatici della vita di un essere umano è senza dubbio il divorzio. Si sa infatti che la tensione pre-divorzio, ma anche lo stato di solitudine e lo stress psicofisico che ne scaturiscono dopo, portano ad alcune malattie di diverso tipo. Però è convinzione comune che chi si risposa, poi sta meglio e scampa a tutte quelle conseguenze ovvie per chi divorzia e rimane single a vita.

Purtroppo è una convinzione sbagliata. Secondo una ricerca dell’Università di Chicago sembra esattamente il contrario. Alcune malattie croniche, come ad esempio i problemi cardiaci, ma sorprendentemente anche tumori, sorgono nei divorziati il 20% in più rispetto alle persone che non si sono mai lasciate. Tra coloro che però si risposano e, all’apparenza, vivono una vita piuttosto felice, il tasso di incidenza di tali malattie non si azzera, ma diminuisce leggermente, passando dal 20 al 12%.

Dieta mediterranea, scudo protettivo contro le malattie croniche

La dieta mediterannea, fiore all’occhiello dell’alimentazione all’italiana, è da sempre conosciuta per i suoi benefici efffetti sulla salute, dovuti alla prevalenza di cibi sani e genuini. Adottare come dieta stabile e duratura un regime alimentare basato sulla cucina mediterranea risulta utile come fattore di protezione dalle principali malattie croniche.
E’ quanto evidenziato da un recente studio, pubblicato sulla versione on-line del British Medical Journal.

La dieta mediterranea fa letteralmente da scudo per l’organismo, difendendolo dallo sviluppo di patologie cardiache, dal cancro, dal morbo di Parkinson e dall’Alzheimer.
Secondo gli autori dello studio, l’adozione di questo regime alimentare potrebbe essere dunque impiegata come una vera e propria terapia di prevenzione per ridurre il rischio di morte prematura tra la popolazione.
La dieta mediterranea ha sempre avuto la reputazione di essere un modello di alimentazione  sana, che contribuisce a migliorare la salute e la qualità della vita.

Meteoropatia: il cielo grigio e i cambiamenti d’umore

Vi è mai capitato di sentirvi giù di morale, stanchi e spossati quando fuori piove ed il cielo è colorato di un grigio cupo?
Quando capita troppo spesso che l’umore cambi e si avvertano dei disturbi fisici per influenza delle condizioni climatiche o il passaggio di stagione, allora si soffre di una vera e propria patologia: la meteoropatia.
Il soggetto meteorosensibile, a causa di fattori costituzionali o acquisiti, ha una particolare predisposizione a contrarre la meteoropatia, sindrome legata alle variazioni meteorologiche.

L’individuo interessato inizia ad avvertire i sintomi già prima che si realizzino i cambiamenti climatici, con un certo anticipo.
Il mutamento climatico deve essere brusco per scatenare la sintomatologia, che di solito ha un’insorgenza acuta e un’altrettanto rapida attenuazione o scomparsa, con il cessare della condizione atmosferica scatenante, o con il realizzarsi della situazione climatica opposta.