Il cancro è il miglior modo di morire?

Il cancro è il miglior modo di morire”. E’ questa la dichiarazione shock dell’ex direttore del British Medical Journal, Richard Smith. Che consiglia di smettere di impiegare denaro, attualmente nell’ordine di milioni, per curare il cancro.

Resuscitare un morto è possibile?

Resuscitare un morto è possibile? Non si tratta di una provocazione né di qualsiasi reminiscenza horror alla Frankenstein, ma una domanda che si  pone  da tempo il dott. Sam Parnia, della Stony Brook University School of Medicine. Ed alla quale da diversi anni sta tentando di dare una risposta.

Giornata nazionale degli stati vegetativi, tra la vita e la morte l’elenco delle contraddizioni

Il 9 febbraio 2011 si celebrerà la Giornata nazionale degli stati vegetativi. A deciderlo il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Salute. Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, motiva la decisione spiegando che in questo modo il ricordo di Eluana Englaro

non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti.

A volere la Giornata, spiega Roccella, le associazioni dei familiari delle persone che vivono allo stato vegetativo. Il 9 febbraio è la data della morte di Eluana Englaro, definita dal sottosegretario

una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura.

Eutanasia, lo spot sul fine vita diffuso dai Radicali riaccende le polemiche

L’associazione Luca Coscioni ed il Partito Radicale hanno diffuso in questi giorni uno spot pro eutanasia realizzato dalla Exit international e già bloccato dall’autorità per le comunicazioni australiana. Pochi minuti di filmato per difendere una scelta, quella sul fine vita, messa sullo stesso piano delle tante altre decisioni importanti che siamo chiamati a prendere nel corso della nostra esistenza: cosa studiare, con chi trascorrere i nostri giorni, persino il taglio di capelli.

L’associazione della morte ad eventi anche banali se vogliamo, non è affatto casuale. La vita finisce: è naturale. Vivere è un tempo finito e, pur riconoscendo il diritto a prolungarlo quanto più possibile, malgrado le sofferenze, di quanti vogliono ancora combattere per vedere sorgere il sole, bisogna d’altro canto tutelare le volontà dei malati terminali quando queste siano orientate verso l’altra di scelta: l’eutanasia.

Cure palliative: dignità anche e soprattutto quando…..


C’è un aspetto della vita che tutti noi non vogliamo mai considerare: la vita finisce. Non passiamo mai troppo tempo a riflettere sulla morte, sugli ultimi giorni che passeremo su questo mondo. Da un certo punto di vista è anche giusto, perché pensare a qualcosa di così brutto come la morte? C’è un aspetto che troppe volte ricorre nella morte al giorno d’oggi, ovvero la perdita della dignità umana negli ultimi momenti della vita di un malato di cancro terminale.

E’ di questo che voglio parlare, perché oggi tutto questo non è più accettabile, soprattutto ora che la medicina ha molti strumenti per aiutare chi si trova in questa condizione, strumenti che si possono condensare in un concetto molto semplice da pronunciare: cure palliative. Purtroppo pochi sanno cosa sono le cure palliative, e ancora meno sono i medici in grado di farle, ma non per questo bisogna fare finta che non esistano.