Prioni, luce sui meccanismi d’infezione?

E’ stata fatta luce sui meccanismi di comportamento dei prioni (proteine alla base, tra le altre patologie, del morbo della “mucca pazza”, N.d.R.) grazie ad una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicata di recente sulla rivista di settore PLOS Pathogens.

Addio Mucca pazza, torna la pajata

Per molte persone non significherà nulla ma a breve tornerà sulle tavole italiane la pajata di bovino, tolta dalla commercializzazione in seguito all’exploit di mucca pazza che colpì il nostro paese nei primi anni di questo secolo.

Mucca pazza, morto 1 medico nel pesarese

Un medico di 53 anni a Fano è morto venerdì scorso dopo circa 1 mese e mezzo di agonia a causa della sindrome della mucca pazza. Al momento non è ancora chiaro come l’uomo abbia preso la malattia, ma secondo Il direttore degli ospedali riuniti Marche Nord, Aldo Ricci, il morbo non è necessariamente legato all’assunzione di carne.

Mucca pazza, caso sospetto all’Umberto I di Roma

Vi sarebbe un caso sospetto di mucca pazza all’Umberto I di Roma. Il condizionale è d’obbligo ma a quanto pare, l’uomo di 77 anni morto lo scorso lunedì presso il reparto di Medicina II del policlinico romano, era affetto da encefalopatia cronica degenerativa prionica, in poche parole, il suddetto  morbo della mucca pazza. La diagnosi deve ancora però essere confermata dall’autopsia che a breve verrà effettuata.

Mucca pazza 10 anni dopo: la Coldiretti fa il punto della situazione

9 Marzo 2001: entrava in vigore il ddl 11 gennaio 2001, n. 1, recante:

“Disposizioni urgenti per la distruzione del materiale specifico a rischio per encefalopatie spongiformi bovine e delle proteine animali ad alto rischio, nonché per l’ammasso pubblico temporaneo delle proteine animali a basso rischio”.

La misura di emergenza arrivava dopo 50 casi di BSE rilevati in alcuni allevamenti italiani. L’Encefalopatia in questione immediatamente ribattezzata “Mucca Pazza” era stata diagnosticata per la prima volta ben 6 anni prima in Gran Bretagna, nel 1985 da dove si era poi diffusa in tutta Europa, coinvolgendo migliaia de animali e purtroppo portando anche a morte circa un centinaio di persone (almeno secondo i dati ufficiali) contagiate probabilmente tramite l’alimentazione.

Mucca Pazza, creato primo test del sangue affidabile

Un test in grado di riscontrare il morbo della mucca pazza nel sangue con largo anticipo rispetto alla manifestazione dei sintomi ora è realtà.

Si tratta del risultato di uno studio effettuato dai medici inglesi dell’University College di Londra appena pubblicato sull’ulto numero della rivista specializzata in pubblicazioni scientifiche “The Lancet”.

Diossina: uova, latte e carne contaminati in Germania

Diossina, uova, latte e carne di maiale oltre che i prodotti derivati, potrebbero essere contaminati: ad un livello 10 volte superiore rispetto a  quello consentito dalla legge. La salute sarà a rischio? Gli esperti giurano di no. Ma solo ieri parlavamo del secondo decesso causato in Italia per il morbo della mucca pazza ed ecco che arriva un nuovo allarme alimentare. Riguarda in questo caso la Germania dove sono stati chiusi ben 4.700 allevamenti di polli e maiali. Sotto accusa una società la Harles & Jentzsch, che ha già confessato di aver volontariamente “aggiustato” i mangimi a questi destinati, con residui di olio biodiesel contenente dosi molto alte di diossina. Il problema è che dalle analisi effettuate da una società privata, la rischiosa anomalia era stata evidenziata già da Marzo dello scorso anno, ma l’allarme è giunto al Ministero per la Salute tedesco solo il 27 dicembre, pochi giorni fa.

Mucca pazza, il 2011 inizia con una vittima: nessun allarme, assicurano gli esperti

E’ morta, la giovane donna di Livorno in coma da mesi a causa del morbo della mucca pazza, ovvero della Bse encefalopatia spongiforme bovina (variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob). Il decesso è avvenuto presso un hospice della Asl cittadina dove da tempo era stata ricoverata al peggioramento della malattia.

Un difficile e lungo percorso di diagnosi aveva portato alla consapevolezza della patologia presso l‘Istituto Neurologico Besta di Milano. Ora manca solo l’autopsia per avere la conferma definitiva di ciò che sia l’ISS che le autorità europee competenti sulla vigilanza in materia già nel 2009 avevano identificato come il secondo caso italiano di questa malattia (il primo ed unico si era verificato nel 2002 ndr). Ma gli esperti avvisano ancora una volta che non bisogna allarmarsi.

Mucca pazza: torna l’incubo

Una donna di 42 anni, una mamma, è in fin di vita presso un hospice per le cure palliative a Livorno. Pochi mesi fa la certezza della diagnosi all’Istituto Besta di Milano: si tratta di mucca pazza! O meglio della variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob che colpisce l’essere umano che ha mangiato carne bovina infetta.

L’incubo ritorna, anche se assicurano gli specialisti, il contagio è avvenuto sicuramente negli anni ’90. Oggi non c’è nessun rischio.

Ne sono convinti: sia perché la patologia ha un lungo decorso prima di sviluppare i drammatici sintomi che conducono alla morte, sia per i controlli che da allora sono stati attivati su tutti i prodotti di origine animale.  Non occorre dunque allarmarsi, ma il pensiero va necessariamente agli anni passati. 

Influenza dei maiali, Usa: “troppo tardi per controllarla”

Dopo la mucca pazza e l’influenza dei polli, il mondo sta per conoscere una nuova pandemia dovuta agli animali malati, l’influenza dei maiali. Iniziata in Messico da poche settimane si sta diffondendo a macchia d’olio, riuscendo già a superare il confine con gli Stati Uniti.

Si tratta di una malattia simile all’aviaria, in quanto diffondendosi tra i suini, ha già fatto delle vittime umane. Infatti, a differenza delle altre pandemie, in cui per qualche tempo c’è stato un sospetto se fosse possibile far passare il virus dall’animale all’uomo, stavolta non ci sono dubbi, dato che le prime morti sono già state accertate, come si è anche appurato che si tratta di un virus mutante, e quindi altamente contagioso.

Secondo il Governo messicano, sono circa un migliaio le persone finora accertate che sono state contagiate dall’influenza dei maiali. Di queste 20 sono i morti direttamente collegati alla malattia, e 40 le persone decedute di cui si sospetta il contagio. Tra gli altri 934 pazienti, ce ne sono molti in grave pericolo di vita, e non si riesce a fermare un’epidemia che si diffonde più velocemente del previsto.

Morbo della mucca pazza. Si rischia un nuovo allarme, ma gli esperti ci rassicurano

Rischia di diffondersi nuovamente l’allarme per il Morbo della mucca pazza, ovvero l’Encefalopatia Spongiforme Bovina, nota anche con l’acronimo inglese di BSE (Bovine Spongiform Encephalopathy). E’ stata infatti diffusa in questi giorni la notizia di due decessi avvenuti in Spagna nei mesi scorsi a causa del Morbo di Creutzfeld-Jacob, la variante umana del morbo della mucca pazza. Le vittime, un uomo e una donna di 41 e 50 anni sono decedute rispettivamente nel dicembre 2007 e nel febbraio 2008.

Gli esperti però rassicurano e invitano ad evitare inutili allarmismi: infatti grazie ai controlli rigorosi è ormai praticamente impossibile contrarre la malattia di Creutzfeld-Jacob mangiando la carne di un animale affetto da BSE. Le vittime, afferma Juan Josè Badiola, direttore del Centro Nazionale di Ricerca sull’encefalopatia spongiforme dell’Università di Saragozza, potrebbero aver contratto il morbo anche una decina di anni fa. Dello stesso parere l’italiana Maria Caramelli, direttrice del Centro di referenza nazionale per le encefalopatie animali dell’Istituto zooprofilattico di Torino.