Fumo: perché i fumatori sono magri?

Un team di scienziati americani ha trovato la risposta ad una domanda che molti di noi si sono posti almeno una volta nella vita: perché i fumatori (o almeno la maggior parte dei fumatori) sono magri? La risposta sta esattamente nel modo in cui la nicotina agisce sul cervello. In particolare questa sostanza agisce come soppressore dell’appetito, una scoperta che potrebbe un giorno aiutare nella lotta contro l’obesità, dicono i ricercatori.

Tumore al polmone, attenzione alle unghie dei piedi

Il tumore al polmone è una delle forme di cancro più diffuse nella nostra società: l’inquinamento, lo smog, il fumo delle sigarette, rappresentano tanti e pericolosi fattori di rischio di questa patologia. Per tal motivo gli scienziati sono sempre alla ricerca di tutti i campanelli di allarme che possano far scoprire in tempo utile questa malattia.

A tal proposito la quantità di nicotina concentrata nelle unghie dei piedi sarebbe in grado di fornire  informazioni sul rischio di tumore  non solo per i fumatori, ma anche per chi pur non fumando è sottoposto al fumo passivo dalle persone a lui vicine.

Fumo, una pillola per dire basta

Una pillola per dire definitivamente basta al fumo che viene in aiuto quando la volontà del fumatore non è abbastanza forte da farcela da sola. Un farmaco attraverso il quale è possibile evitare ricadute nel vizio.

Parliamo di varenicilina.Ed a sostenere la sua validità ci pensa la Cochrane Collaboration, una iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare  e diffondere le informazioni relative alla validità degli interventi sanitari.

Fumo e rischi per la salute, nicotina abbassa livello di attenzione

Come se ne mancassero, arriva da una ricerca italiana un’ulteriore motivazione per smettere di fumare. E ovviamente in ballo c’è sempre la salute. Stavolta sotto accusa è la nicotina contenuta nelle sigarette che, secondo uno studio effettuato da un’équipe di neurobiologi della Sissa, Scuola internazionale superiore studi avanzati di Trieste, abbasserebbe il livello di attenzione (ed è bene ricordarlo dunque quando ci si mette alla guida!).

La ricerca, coordinata da Enrico Cherubini e pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica The Journal of Neurosciences, spiega come quest’ingrediente attivo del tabacco riesca ad influire negativamente sulla capacità dei neuroni di comunicare tra loro e di elaborare le informazioni.

Fumo, fa male anche la “modica quantità”

Sono in molti a fumare una sigaretta ogni tanto sentendosi sicuri che questo non comporti rischi per la propria salute. Sbagliato, sia per i fumatori attivi che per quelli passivi. L’unico modo di non correre rischi da fumo è star lontano sempre dalla sigaretta. Certo, un fumatore incallito da due pacchetti al giorno ed uno che fuma una sigaretta ogni due giorni hanno conseguenze diverse sulla loro salute. Ma non è detto che il fumatore occasionale non abbia problemi.

Anzi, stando a quello che dicono alla Cornell University e al Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center di New York, le variazioni genetiche sono più o meno le stesse.

L’effetto genetico è molto più lieve rispetto ai fumatori regolari, ma ciò non significa che non ci siano conseguenze sulla salute. Le funzioni alterate di quei geni altro non sono se non i primi segni di “malattia biologica” nel polmone o nell’individuo

hanno spiegato i ricercatori sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.

Tumore al seno, stretta relazione con nicotina

Dal banco degli imputati le sigarette scendono raramente. Il fumo provoca dipendenza, aumento del rischio di tumore ai polmoni, dei problemi di impotenza e disfunzione erettile, incide sul Dna mandando in tilt fino a  323 geni, peggiora la salute del fegato aggravando la steatosi epatica non alcolica, provoca l’invecchiamento precoce della pelle. Per non parlare dei danni indiretti alle persone vicine, il fumo passivo, e qui la lista degli effetti nocivi è lunga, soprattutto se vicino ai fumatori incalliti vivono i bambini: aumentato rischio di asma, di enfisema da adulti, allergie, maggiore frequenza di malattie delle vie respiratorie, bronchite, polmonite, tosse e catarro.

Se queste motivazioni non fossero sufficienti a convincervi a smettere di fumare, è di queste ultime ore, e mi rivolgo alle donne, la notizia che il tumore al seno è strettamente correlato al fumo. Sotto accusa stavolta però c’è in particolare la nicotina, e di conseguenza anche tutti quei prodotti che aiutano a darci un taglio con le bionde: gomme da masticare alla nicotina, cerotti a rilascio di nicotina e così via, anche se la loro incidenza sul cancro resta ancora tutta da dimostrare.

Sigarette, un nuovo pericolo all’orizzonte: il “fumo di terza mano”

Non bastava solo il fumo di “prima mano”, o fumo attivo (le reazioni direttamente nel fumatore) e di “seconda mano”, o passivo (le reazioni su chi sta intorno al fumatore). Secondo una ricerca americana ci sono pericoli anche per il fumo di “terza mano”, o come è stato scientificamente definito, il residuo che può persistere per mesi dopo che una sigaretta è stata spenta.

I componenti del fumo di sigaretta che permangono a lungo possono infatti comportare rischi per la salute, in particolare per chi soffre di asma. Inoltre il fumo di terza mano può reagire con l’ozono per formare alcune piccole particelle potenzialmente dannose.

Una nuova terapia promette di far smettere di fumare senza controindicazioni

Una nuova tecnologia per la fornitura di nicotina ai polmoni potrebbe presto dare i fumatori un nuovo modo di liberarsi dal vizio. Rispetto al sistema di recepimento della nicotina vaporizzata utilizzato nell’inalatore Nicotrol/Nicorette, la nuova tecnologia si è rivelata più efficace nel fornire nicotina nel flusso sanguigno. Di conseguenza, essa fornisce un immediato sollievo dai sintomi di astinenza, secondo i ricercatori del Duke University Medical Center. Gli utenti hanno inoltre segnalato il nuovo metodo di somministrazione della nicotina con un più tollerabile inalatore, rispetto a quello elettrico, il quale può provocare irritazione alla gola.

Abbiamo voluto replicare l’esperienza del fumo senza incorrere nei pericoli connessi con le sigarette, e abbiamo deciso di farlo in modo più efficace rispetto alla terapia sostitutiva della nicotina attualmente sul mercato

ha detto Jed Rose, direttore del Centro della Duke dove si sta sviluppando la tecnologia. Rose ha presentato i dati alla Society for Nicotine and Tobacco Research a Baltimora.

Alcune sigarette elettroniche sono delle vere e proprie “bufale”

Le sigarette elettroniche dovrebbero essere valutate, regolamentate, etichettate e confezionate in modo coerente con il contenuto della cartuccia e l’effetto prodotto, anche se tale effetto è un fallimento totale per il rifornimento di nicotina come dimostrato in uno studio sostenuto dal National Cancer Institute e condotto da un ricercatore della Virginia Commonwealth University.

Le sigarette elettroniche costituite da una batteria, un riscaldatore e la cartuccia contenente una soluzione di nicotina, glicole propilenico e altre sostanze chimiche, sono immesse sul mercato per fornire nicotina senza tabacco o sostanze tossiche a chi vuol smettere di fumare. Nonostante i dati non pubblicati in materia di sicurezza ed efficacia, questi prodotti sono venduti nei centri commerciali e online, senza essere regolamentati.

I consumatori hanno il diritto di aspettarsi che i prodotti immessi sul mercato che funzionano come un farmaco agiscano in modo sicuro e come promesso. I nostri risultati dimostrano che la sigaretta elettronica che abbiamo provato non rilascia il farmaco che promette di fornire. Non solo rilascia meno nicotina di una sigaretta. Piuttosto, non ha emesso nessun quantitativo di nicotina misurabile. In termini di rilascio della nicotina, questi prodotti sono efficaci quanto una sigaretta spenta

ha detto il ricercatore, Thomas Eissenberg, professore alla VCU del Dipartimento di Psicologia.

Sigarette elettroniche: addio al fumo, ma anche alla salute

La dipendenza dalla nicotina è purtroppo un problema che interessa un gran numero di persone, tra donne ed uomini, ed è difficile da combattere tanto che alcuni studiosi hanno cercato di mettere a punto un vaccino ed i Governi dei vari Paesi hanno invece istituito appositi programmi per la disueffazione dal fumo.

Il vizio di accendersi una sigaretta è realmente nocivo e comporta a lungo termine l’insorgenza di gravi problemi di salute. Proprio per questo motivo, sempre più persone desiderano smettere di fumare e nascono così diversi metodi e prodotti per contrastare la dipendenza. Una delle alternative è la sigaretta elettronica, un rimedio tecnologico di recente comparsa sul mercato che simulerebbe il fumo ed aiuterebbe a spegnere definitivamente le vere sigarette.

La  Food and Drug Administration ha però dato l’allarme dopo aver riscontrato la presenza di sostanze altamente cancerogene in alcune sigarette elettroniche prodotte da due aziende americane.

Fumare con il narghilè fa male quanto una sigaretta normale

Sfatiamo un mito: fumare con il narghilè non è vero che fa meno male rispetto alla sigaretta. Il tabacco fumato attraverso i suoi tubi espone il consumatore alle stesse sostanze tossiche (monossido di carbonio e nicotina) a cui è esposto fumando una sigaretta. Questo potrebbe ugualmente portare alla dipendenza da nicotina e malattie cardiache, secondo uno studio effettuato da un ricercatore della Virginia Commonwealth University pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.

Negli ultimi 10 anni circa fumare tramite narghilè o i mille altri metodi fantasiosi è cresciuto in popolarità in tutto il mondo, specialmente tra i giovani tra 18 e 24 anni. La convinzione dilagante è che questo metodo trasporti meno catrame e nicotina del fumo di sigaretta normale e ha meno effetti negativi sulla salute.

I risultati sono importanti perché forniscono concrete prove scientifiche che contraddicono il mito spesso ripetuto che il fumo tramite narghilè non fa inalare al consumatore gli stessi prodotti chimici nocivi delle sigarette. Ci auguriamo che questi risultati saranno utilizzati da medici e funzionari della sanità pubblica per informare i fumatori sul rischio indotto dalla dipendenza dalla nicotina e le malattie cardiovascolari

ha spiegato il principale ricercatore, Thomas Eissenberg, professore presso il Dipartimento di Psicologia VCU.