Un vaccino per smettere di fumare

Nonostante siano fatte molte campagne di informazione sui rischi del fumo, tanti sono coloro che non riescono proprio ad abbandonare questo vizio. Sul mercato sono comparsi diversi prodotti indirizzati proprio ad aiutare a spegnere per sempre le sigarette. Una speranza, però, arriva da due colossi dei farmaci.

Grazie alla collaborazione tra la casa farmaceutica GlaxoSmithKline e la Farmaceutica Nabi anche i fumatori più incalliti potrebbero finalmente dire addio alle sigarette. Sembrerebbe, infatti, che le due case abbiano sviluppato un farmaco, un vero e proprio vaccino capace di aiutare le persone a smettere di fumare.

I risultati degli studi fin’ora condotti hanno dato un esito altamente positivo ed il numero delle persone che dopo la somministrazione del vaccino è ritornata a fumare è stato drasticamente dimezzato. Una notizia ottima  che potrebbe aiutare molta gente ad abbandonare il vizio del fumo.

Il tabacco fa male sempre, sia che lo si fumi sia che lo si mastichi

Volete smettere di fumare, saggia decisione. Non altrettanto sensato sarebbe rivolgersi a palliativi della sigaretta per sopperire alla vostra dipendenza dalle bionde. Fiutare o masticare tabacco, infatti, nuoce alla salute. Ma in che misura rispetto al fumo? Hanno cercato di scoprirlo i ricercatori del Masonic Cancer Center, University of Minnesota, Minneapolis, che in un nuovo studio presentato al 238° National Meeting dell’American Chemical Society (ACS), hanno messo in guardia dai rischi derivanti dall’inalazione e dalla masticazione del tabacco.

Gli studiosi, coordinati da Irina Stepanov (nella foto in alto), hanno concluso dopo accurate ricerche che le nitrosammine e la nicotina contenute in una porzione di tabacco da fiuto espongono il consumatore alla stessa quantità di sostanze chimiche pericolose contenute in cinque sigarette. E’ il momento di bandire il concetto, confortante, che il tabacco da fiuto e il tabacco da masticare sono sicuri perché non bruciano e non producono sostanze tossiche inalabili come il fumo di sigarette.

Fumare aumenta il rischio di carcinoma pancreatico metastatico

Il fumo è ancora una volta sotto accusa per il rischio elevato di cancro. Stavolta si parla di cancro al pancreas, uno dei più diffusi e temuti, che causa ogni anno migliaia di vittime e registra continuamente un grande numero di nuovi casi. L’esposizione alla nicotina derivante dal fumo di sigarette, a quanto affermano gli studiosi, può considerevolmente aumentare la probabilità che il tumore evolva negli stadi più avanzati e rischiosi.

Secondo lo studio effettuato dai ricercatori del Kimmel Cancer Center di Jefferson, pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Surgery, il fumo sarebbe responsabile o comunque aumenterebbe enormemente le probabilità dello sviluppo di metastasi nel carcinoma pancreatico.
Tutta colpa di una variante di una proteina chiamata osteopontina, che secondo il dottor Hwyda Arafat, viene favorita dalla nicotina.

Il fumo uccide, ma calma anche gli animi

Fumare per alleviare lo stress non è una novità, ma ora uno studio di imaging cerebrale mostra come la nicotina può diminuire la nostra rabbia. Durante un esperimento, alcune persone hanno ricevuto una mezza dose di nicotina tramite cerotto. Provocate, hanno dimostrato meno probabilità di reagire violentemente rispetto a quando ricevevano un cerotto con un placebo. Questo può sostenere l’idea che le persone che si arrabbiano facilmente hanno maggiori probabilità di diventare dipendenti dalle sigarette.

I partecipanti che hanno dimostrato cambiamenti indotti dalla nicotina hanno anche mostrato cambiamenti nel metabolismo del cervello

ha dichiarato Jean Gehricke, un ricercatore in psichiatria presso l’Università della California di Irvine. Per questo esperimento lo studio metteva un gruppo di non fumatori contro un videogioco con un avversario inesistente il cui “comportamento” era stato progettato per irritare e provocare. Il gioco prevedeva una gara per vedere chi cliccava il pulsante del mouse più velocemente in risposta agli stimoli visivi.

La sigaretta elettronica della Ruyan aggira i divieti anti-fumo

La e-cigarette, la sigaretta elettronica della Ruyan, una società di Pechino, è sempre più venduta (300.000 articoli smerciati nel solo 2008, fa sapere la stessa azienda produttrice). Ma a cosa si deve questo immenso, presunto successo? Pare che questo prodotto non faccia male alla salute o almeno così viene pubblicizzato, e sottolineiamo il “pare“, dal momento che l’Oms (l‘Organizzazione Mondiale della Salute) non l’ha ancora bollata come espediente anti-fumo sicuro dal punto di vista dell’incolumità dell’organismo.

Ma di che si tratta nello specifico e com’è composta? La e-cigarette è in tutto e per tutto simile ad una sigaretta, almeno esteriormente. Addirittura la punta si illumina, proprio come quando se ne accende una normale. Sembra quasi dunque che stia bruciando, ma in realtà niente fumo, niente fuoco, niente cenere, niente mozziconi di sigaretta. Sembra quasi troppo bello e comodo per essere vero.

Fumo tossico per gli spermatozoi, mette a rischio paternità

Di effetti negativi del fumo di sigarette sulla salute dell’uomo medici e ricercatori ne hanno individuati a centinaia e ormai sembra che in qualsiasi malattia, tumore, sindrome il vizio di fumare abbia un qualche ruolo, più o meno principale.
L’ultima cattiva notizia per i fumatori di sesso maschile arriva da due studi, condotti rispettivamente presso le università di Catania e di Siena. A quanto pare le sostanze nocive contenute nelle bionde risulterebbero tossiche per gli spermatozoi, mettendo a serio rischio la capacità di generare un figlio.

I risultati delle due ricerche verranno presentati durante la settimana per l’Andrologia, nel corso delle conferenze che vedranno riuniti gli andrologi della Societa’ Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (Siams) e quelli dell’Accademia Europea di Andrologia. Ma cosa hanno scoperto più precisamente i ricercatori italiani?

Figli di fumatori sono più impulsivi

Gli adolescenti possono avere in comune con i loro genitori fumatori più di quanto il mondo scientifico aveva sinora ipotizzato, sulla base dei risultati di un nuovo studio condotto dai ricercatori del Nationwide Children’s Hospital.
I figli di soggetti vittime del tabagismo hanno infatti una tendenza condivisa con i loro genitori che è quella di agire in maniera impulsiva, caratteristica, questa, che potrebbe essere altresì collegata alla decisione di diventare a loro volta dei fumatori incalliti.

La ricerca, pubblicata on-line su ScienceDirect, può aiutare a identificare i fattori di rischio comportamentali degli adolescenti fumatori, fattori di rischio che potrebbero aumentare in alcuni ragazzi le probabilità di sviluppare una dipendenza dal tabacco e che sarebbero identificabili addirittura ancor prima che essi accendano la loro prima sigaretta.

Donne fumatrici: il fumo rilassa, per questo è difficile dire addio alle bionde

E’ stato presentato giovedì scorso a Milano il ritratto delle fumatrici italiane. L’occasione? Il lancio della campagna antifumo della Fondazione Umberto Veronesi battezzata “No smoking be happy”. L’indagine è stata condotta su un campione di di 732 donne fra i 14 e i 64 anni (rappresentativo di 19,6 milioni di italiane), il 21% delle quali fumatrici.

Dai risultati emerge come sia difficile smettere con il vizio delle infide bionde nonostante la consapevolezza dei rischi: fra le donne intervistate infatti solo una su 6 è riuscita a smettere di fumare, mentre una su 4 si dichiara convinta di poter dire basta quando vuole e una su 5 ci ha provato senza successo. Le fumatrici più accanite per fascia di età sono le 25-34enni (28%) seguite, con un buon 26%, dalle 45-54enni.

Sviluppare la memoria per rimanere giovani: qualche esercizio per ricordare meglio

Oggi che la tecnologia mette a nostra disposizione memorie virtuali di ogni tipo, da quella del cellulare all’enorme mole di dati che è possibile immagazzinare sul personal computer e sulle chiavi usb, agli itinerari stradali suggeriti dai navigatori gps, sembra diventato inutile usare la nostra di memoria.
Conosco molte persone che non sono in grado di ricordare neanche il proprio numero di telefono.

In realtà la memoria umana va sviluppata ed allenata, anche oggi che sembra superflua,perchè serve a rafforzare il cervello e a mantenersi giovani.
La memoria è strettamente legata all’intelligenza ed alla creatività, ed il suo incremento conduce alla possibilità di accedere più velocemente alle informazioni, e di effettuare un maggior numero di associazioni mentali.