Cibo sano, ecco la Carta dei Bambini di Milano

Cibi sani e lotta all’obesità: è stata presentata presso l’Expo 2015 la Carta dei Bambini di Milano. Un documento molto semplice, scritto con un linguaggio essenziale e correlato da disegni, come se preparato dai più piccoli. Per mandare un messaggio chiaro: la salute dei bambini è importante.

Obesità nei bambini: si combatte con stili di vita salutari

L’obesità colpisce sempre più spesso anche i più piccoli e le cifre sono decisamente allarmanti. Nel mondo, infatti, circa 43 milioni di bambini sotto i 5 anni di età sono in sovrappeso. Il fenomeno è legato soprattutto all’alimentazione scorretta, ma non solo. Il nostro Paese, purtroppo, non fa eccezione, anzi, come riferiscono i pediatri riunitisi in occasione degli Stati Generali della Pediatria, oltre 1 milione di bambini sono in sovrappeso, a rischio, quindi, di sviluppare in età adulta il diabete, le malattie cardiovascolari e addirittura i tumori.

Combattiamo l’obesità infantile con il crowdfunding

Pane amore e Fantasia” non è solo una pregevole pellicola cinematografica con Vittorio De Sica, ma anche un importante progetto sanitario ideato da Alessandra Giraldo, dell’Associazione Progetti Educativi, per contribuire alla lotta contro l’obesità infantile. La particolarità di questa iniziativa sta nella modalità di reperimento fonti: essa infatti avviene attraverso il crowdfunding.

Obesità infantile, combatterla partendo dalle porzioni

In Italia un bambino su tre è in sovrappeso e uno su dieci è affetto da obesità infantile. Per evitare che questa condizione perduri in età adulta è necessario agire fin dall’età scolastica lavorando direttamente sulle modalità di nutrizione dei minori, e facendo in modo che le porzioni siano giuste e calibrate in base all’età e ai bisogni.

Bambina di 10 anni morta a causa dell’obesità

Una bambina di soli 10 anni è morta perché gravemente obesa. E’ stata trovata dal padre nel suo letto che non respirava già più. Secondo quanto stabilito da un’inchiesta, il decesso è stato causato da una forma acuta di collasso cardio-circolatorio, apnea del sonno e ipertensione polmonare acuta, tutte patologie correlate al peso eccessivo.

Fazio, “Ospedali e trasporti su misura per gli obesi”

In occasione del convegno sull’obesità che si sta tenendo a Milano, il ministro della salute Ferruccio Fazio, ha dato la sua ricetta per far diventare l’Italia un paese per oversize. Secondo il ministro Fazio, sono necessari degli ospedali, mezzi di trasporto e una rete assistenziale in grado di garantire un decorso dall’obesità tranquillo per ogni paziente. L’obeso grave, è una malato cronico che va seguito durante tutto il corso della sua riabilitazione, pertanto, il ministro Fazio ha in questi giorni varato un piano di assistenza sul territorio in grado di seguire ogni caso.

Obesità infantile: nuova campagna educativa

Il 24% dei bambini italiani e’ in sovrappeso e il 12% obeso. Più di un milione di bimbi grassi tra i 6 e gli 11 anni, il doppio rispetto ai coetanei europei. Sono dati preoccupanti. Uno su due ha la televisione in camera ed uno su quattro non fa attività fisica. Sicuramente è importante favorire il movimento fisico, ma anche cambiare le abitudini alimentari. Il Ministero della Salute ha appena presentato due nuovi progetti didattici educativi: Forchetta e Scarpetta e Canguro SaltalaCorda.

Sono stati realizzati nell’ambito del programma “Guadagnare Salute” che ha come obiettivo la prevenzione delle malattie croniche, promuovendo sin dall’infanzia sport e alimentazione corretta. I due progetti sono stati realizzati grazie alla collaborazione tra il Ministero della Salute, quello della Pubblica Istruzione e l’Istituto Superiore di Sanità(ISS). Sono finalizzati ad insegnare ai bambini le basi per uno stile di vita sano, ma sono indirizzati anche ai loro genitori che non sempre rappresentano un buon esempio. Insegnanti, operatori sanitari e pediatri saranno il tramite di questi messaggi salutistici ed i kit didattici il mezzo. Ma di cosa si tratta?

Obesità infantile e sovrappeso: situazione attuale

In Italia un bambino su 4 ne è vittima, spesso i genitori non se ne rendono conto, o meglio, non vogliono rendersene conto, illudendosi che il proprio figlio sia semplicemente “cicciottello“. Purtroppo, come denunciano i nutrizionisti di tutto il mondo, l’obesità infantile è ormai un problema di rilevanza sociale, largamente diffuso nel mondo occidentale. Ma quand’è che un bambino può dirsi sovrappeso? A differenza degli adulti, il cui peso ideale è calcolato basandosi sull’indice di massa corporea (o BMI), per i bambini il discorso è leggermente più complicato ed è necessario servirsi delle tabelle dei percentili (grafici che mettono in relazione peso e altezza in età pediatrica).

Quando il peso di un bambino su­pera del 20% il suo peso ideale (50° percentile) si parla di obesità, nel caso in cui lo superi del 10/20% si tratta di sovrappeso. Perché nostro figlio è obeso? I fat­tori di rischio sono molti, ma pos­sono ridursi fondamentalmente a tre: l’alimentazione, lo stile di vita e la familiarità dell’obesità. La cultura della corretta alimenta­zione inizia in casa, sin da picco­lissimi. Oltre a “quanto” mangia nostro fi­glio, infatti, dovremmo preoccu­parci anche di “come” mangia. Al giorno d’oggi purtroppo le tenta­zioni (non solo per i bambini) sono tante: merendine piene di conservanti e grassi, bibite gas­sate, fritti di varia natura, ecc.. sono i nemici principali da combattere. I bambini non sanno di­stinguere tra una buona ed una cattiva alimentazione, sarà com­pito dei genitori dunque fare le scelte migliori per loro.

Possiamo suddividere i modelli alimentari principali con altrettanti tipi di genitori: ci sono quelli “ben organizzati” che, come nel lavoro e nella casa, riescono a stabilire una tabella di marcia equilibrata anche per i pasti, ci sono i “con­servatori” che vedono i pasti come i momenti principali della giornata, senza alcuna preoccu­pazione di tipo salutistico, e ci sono i “moderni” che hanno troppe cose da fare e sperimen­tare per preoccuparsi di pranzo e cena e spesso cadono preda di pubblicità ingannevoli.

Bambini obesi: in Italia é quasi emergenza

Senza troppi squilli di tromba, l’Italia continua a muoversi meno e aumentare di peso. Il 36% degli individui è in sovrappeso e il 10% rientra nella patologia dell’obesità. Tuttavia, la situazione piu’ preoccupante riguarda i bambini e gli adolescenti, anche perchè spesso l’obesità da piccoli ce la si porta dietro anche in età matura, se non per la vita.

Uno studio dell’Ististuto Superiore di Sanità mette in luce dati davvero poco rassicuranti: la percentuale di obesità infantile nel nostro Paese è passata in meno di 10 anni dal 9% al 12,5% e, nell’età che va dai 6 ai 13 anni, i bambini in sovrappeso sono addirittura il 24%. La regione che detiene il primato è la Campania – in particolare Napoli – dove un bimbo su cinque è obeso.

Pesantezza di stomaco: inutile cercare di combatterla con le bibite gassate

La diffusa abitudine di sciogliere un cucchiaino di bicarbonato nell’acqua o bere bibite gassate come la coca-cola, solo per fare un esempio, non servirebbe a far passare la pesantezza di stomaco e/o la nausea, spesso spiacevoli conseguenze di un pasto troppo abbondante. Anzi, il ricorso a bevande dolci e frizzanti può addirittura rivelarsi dannoso per la salute.

Queste le conclusioni di un gruppo di ricercatori inglesi che hanno passato in rassegna tutti gli studi condotti fino al 1950 sulla reale efficacia di questi rimedi “popolari”. Nessuno dei lavori esaminati sarebbe infatti riuscito a provarla. E lo stesso vale per la loro assunzione in caso di diarrea o disidratazione.

Coni Milano: solitudine e alimentazione sbagliata per molti bambini sotto i dieci anni

Un’indagine condotta dal Coni Milano ha fotografato la quotidianità di 6000 bambini sotto i dieci anni, intervistati in 150 istituti scolastici sparsi in tutta la provincia lombarda. I risultati, presentati in occasione del Convegno “Sport seconda famiglia” tenutosi lo scorso 13 Giugno, offrono un’immagine piuttosto sconfortante dell’infanzia, fatta di inattività e abitudini alimentari scorrette, ma anche, per alcuni, di solitudine.

Il 23% dei bambini coinvolti infatti non pranza, il 32% invece salta la cena, il 28% sconosce l’abitudine della prima colazione, il 58% non fa merenda a metà mattina, mentre moltissimi consumano una merenda pomeridiana a base di cibi poco sani come patatine fritte, merendine e gelati. Infine il 72% di essi, soprattutto le bambine, consuma i pasti da solo e li vive come un obbligo del tutto privo di implicazioni conviviali.