Contraccezione e sesso sicuro per le donne in vacanza

Sesso sicuro: quella che nei rapporti personali deve essere considerata una vera e propria parola d’ordine acquista ancor di più importanza con l’avvicinarsi delle vacanze, periodo nel quale si tende ad abbassare la guardia a livello emozionale. Un invito rivolto in special modo alle donne, da parte dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, attraverso un opuscolo dedicato in distribuzione in ospedali, farmacie ed ambulatori.

Aids, preservativo: linee guida per l’utilizzo

La prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili è lo strumento migliore per vivere bene il sesso e farlo a lungo. L’unico metodo contraccettivo che unisce la sicurezza dal contagio di malattie come l’Hiv alla possibilità di preservarsi anche da gravidanze indesiderate è il preservativo. Affinchè lo stesso funzioni in maniera adeguata è necessario utilizzarlo correttamente. Scopriamo insieme le linee guida proposte dall’Unaids, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’Aids.

Hiv, uso scorretto preservativo è emergenza sanitaria aids

La pericolosità dell’hiv come malattia è un fattore conclamato. Analizzando i dati di diffusione ci si rende conto che l’uso scorretto del preservativo rappresenta però una vera e propria emergenza sanitaria. Il condom è infatti l’unico strumento del quale ci si può avvalere (oltre l’astinenza, n.d.r.) dal contagiare o rimanere contagiati nel corso di un rapporto sessuale e rappresenta il cardine principale della prevenzione.

Giornata Mondiale per la lotta contro l’AIDS

Oggi, 1° dicembre si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro l’Aids. Il 2011 è stato senza dubbio un anno di grandi progressi soprattutto sul fronte della prevenzione come testimonia l’ultimo rapporto dell’Oms, Unicef e Unaids. Tuttavia, per dare un colpo di grazia alla malattia, bisogna aumentare gli investimenti e snellire l’accesso al test per la diagnosi precoce.

Aids, evitarlo è semplice, basta usare il preservativo: nuova campagna LILA

Ricordo quando qualche anno fa il primo dicembre, la Giornata Mondiale per l’Aids era vista ancora come qualcosa di strano che riguardava solo alcune categorie di persone. Oggi sappiamo che non è così, con 34 milioni di malati nel mondo. Per fortuna molte cose ora sono cambiate: lo stigma al riguardo è diminuito (benché non del tutto cessato), e si muore di meno. L’informazione sulle modalità del contagio sono chiare, purtroppo però non ancora recepite fino in fondo, culturalmente. Anche in Italia, i 4000 nuovi casi l’anno di infezioni da Hiv lo dimostrano: l’80% è dovuto a trasmissione per via sessuale, dato che si lega all’incremento costante delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili). Allora cosa fare? La Lila (Lega Italiana Lotta all’Aids) ha puntato su messaggi semplici.

Profilattico, l’apertura del Papa ritrattata dalla Chiesa

E’ durata appena 24 ore quella sensazione di vittoria dopo che Papa Benedetto XVI aveva dichiarato:

In alcuni casi l’uso del preservativo può essere giustificato.

Immediatamente la notizia era rimbalzata in tutto il mondo come apertura della Chiesa agli anticoncezionali, ma anche il pontefice stesso aveva cominciato a ritrattare, sempre sulle stesse pagine del libro “Luce del Mondo” in cui era contenuta l’intervista in questione, spiegando che

Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv.

Malattie veneree: quali sono i sintomi

Le malattie veneree o malattie sessualmente trasmesse (MST) si contraggono con rapporti sessuali a rischio, ovvero non protetti da un preservativo. Rappresentano una vera e propria epidemia secondo l’Oms. Benché si parli spesso di Aids o epatite, come abbiamo già avuto modo di raccontarvi (qui) sono tante le mst a cui bisogna prestare attenzione.

Ma  quali sintomi devono metterci in allarme? Purtoppo alcune di queste sono asintomatiche, ovvero, non si manifestano con disturbi specifici e quindi a volte si rischia di contagiare qualcuno non essendo consapevoli di essere infetti: tra queste troviamo l’Aids e l’epatite B e C.

Aids, un gel vaginale dimezza i contagi

Aids, meno se ne parla, più si diffonde. Proprio così, non bisogna mai abbassare la guardia. Non ci stancheremo mai di ripetere che, credo religioso a parte, la salute viene prima e l’uso del profilattico in rapporti occasionali e non resta la migliore arma di difesa per prevenire non solo l’Hiv ma anche le altre malattie veneree.

Che il preservativo sia indispensabile nel fronte della lotta all’epidemia lo dimostrano i dati diffusi in questi giorni a Vienna nel corso della Conferenza internazionale sull’Aids: oggi 33 milioni di persone in tutto il mondo risultano infettate dal virus dell’Hiv, due terzi delle quali vivono proprio nell’Africa Subsahariana, il 60% di questi due terzi è donna e vive in Paesi in cui l’uso del condom non ha attecchito e nei quali lo stupro è al secondo.

Il miglior contraccettivo? La televisione

I giovani che preoccupano per i loro comportamenti sessuali a rischio, quelli cioè che troppo presto nella vita si avvicinano al sesso disinformati e deresponsabilizzati, sono un problema ormai mondiale. In Sudafrica forse hanno trovato la soluzione. Dei ricercatori del National Youth Risk Behaviour Survey hanno osservato che nel Paese di Mandela i giovani hanno cominciato a fare meno sesso semplicemente guardando più televisione.

Il seondaggio è stato condotto nel 2008 dal Medical Research Council, ed è stato effettuato su 10.270 alunni tra i 13 e i 16 anni. Esso ha mostrato “una significativa riduzione” dei comportamenti sessuali a rischio, facendo scendere il numero di alunni che avevano avuto rapporti sessuali dal 41% al 38%.

Di coloro che avevano avuto rapporti sessuali, il numero di quelli che avevano avuto due o più partner sessuali nel corso della vita ha mostrato una significativa diminuzione dal 45% al 41%. Inoltre meno studenti, il 52% contro il precedente 70%, aveva avuto uno o più partner sessuali negli ultimi tre mesi.

Aids, ancora alto il numero dei contagiati inconsapevoli

Acquired immuno-defi­ciency syndrome, ovve­ro Sindrome da immunodeficienza acquisita: è questa la definizione di Aids, una ma­lattia complessa, caratteriz­zata dalla perdita delle difese dell’organismo umano in seguito all’attacco di un virus specifico, hiv (Human immudefi­ciency virus), che rende l’organismo più facilmente esposto a malattie che normalmente sarebbe in grado di combattere. L’Hiv non resiste a lungo nell’ambiente esterno, muore con l’essiccamento, a contatto con l’alcol o la candeggina per almeno 10 mi­nuti, nonché alle temperature raggiungibili con un normale la­vaggio in lavatrice.

 

 

La trasmissione avviene con scambio di sangue, sperma e se­crezioni vaginali. Oppure da una donna sieropositiva al feto du­rante la gravidanza. Commenta  il professor Arisi

 

«Scambio di siringhe o accessori contaminati con sangue infetto, rapporti ses­suali penetrativi senza profilatti­co con una persona infetta, o trasfusioni di sangue sono le principali minacce e negli ultimi anni sembra che le persone abbiano letteral­mente abbassato la guardia nei confronti della prevenzione, vuoi perché non se ne parla più, vuoi perché si è diffusa l’opinio­ne che ormai di Aids si può gua­rire»

 

Gonorrea e herpes genitalis: facciamo il punto della situazione

La gonorrea, un tempo chiamata blenorragia o scolo, è un’infezione batterica che si trasmette attra­verso i rapporti sessuali. Il prof.  Arisi, Direttore della Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale Regionale “S.Chiara” di Trento afferma

 «Il perio­do di incubazione è breve e varia dai 2 a 10 giorni».

Se nell’uomo si manifesta con un’uretrite, cioè un’infiamma­zione dell’uretra che provoca do­lore intenso, più forte mentre si urina, e perdite di liquido giallo verde, nella donna i sintomi sono in genere meno evidenti e a volte l’infezione passa addirittura inos­servata. Per entrambi i sessi, se l’infezione non viene curata può risalire e interessare la prostata.. e le vie spermatiche (negli uomi­ni) e l’intero apparato genitale nella donna. Dice il ginecologo

«Negli ultimi anni abbiamo osservato una recrude­scenza di questa infezione, per cui anche in questo caso l’attenzione va sem­pre tenuta alta»

Sperimentato il “pillolo”, anticoncezionale maschile che funziona nel 99% dei casi

Già da qualche anno nel mondo scientifico si parla del cosiddetto “pillolo“, cioè il corrispettivo maschile della pillola anticoncezionale che da decenni è disponibile per le donne. Per rendere più democratica l’attività sessuale, da molto tempo si cerca di non far pesare soltanto sulla donna l’onere di ricordarsi di prendere la pillola per evitare le gravidanze, e si cerca di trovare una maniera per bloccarle alla base, sull’uomo.

In Cina pare abbiano trovato una soluzione. In realtà non si tratta di una pillola, ma di una normale puntura sul sedere, una sorta di vaccino contro la paternità. Gli scienziati del Centro ricerche per la Pianificazione familiare di Pechino, che da decine di anni stanno combattendo contro la “piaga” della riproduzione cinese, visto che la legiferazione che permette un solo figlio per coppia non funziona, ha trovato il metodo di iniettare nel corpo maschile del testosterone in grado di bloccare la produzione dello sperma.

Papa: “Aids, i preservativi non servono”. Ah no?

Il Papa è appena sbarcato in Africa, ma ancora prima di mettere piede sul territorio camerunense, già ha fatto capire in che direzione andrà la sua visita. Lotta all’Aids, lotta alla povertà, tentativo di smuovere le coscienze Occidentali per una maggiore solidarietà verso il popolo africano.

Peccato però che capiti spesso che il Papa esca un pò dal “seminato” (è il caso di dirlo), e tratti anche argomenti di cui non ha competenza. Ovviamente ci riferiamo al preservativo. La frase del Pontefice:

Non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi

ha subito scatenato le polemiche del mondo medico e civile, tanto da sovrastare le tante altre frasi positive che ha detto. Come possa una personalità così importante rovinare un intero discorso e forse un intero viaggio con una sola frase, resta un mistero. Certo è che quelle poche parole andrebbero analizzate una per una ed inevitabilmente contestate.