La nuova contraccezione, dal condom spray all’anello vaginale

Proteggersi da gravidanze indesiderate e dalle malattie a trasmissione sessuale è un gesto responsabile che garantisce di vivere il sesso in modo sicuro e come esperienza positiva, che rappresenti una parte fondamentale delle relazioni amorose e non.
Oggi la scelta delle misure anticoncezionali si fa sempre più variegata, per venire incontro alle esigenze più disparate e al minor disagio possibile durante l’atto sessuale, cercando di preservarne il più possibile la naturalezza e spontaneità, senza pertanto rinunciare alla prevenzione e alla protezione.

Accanto ai metodi tradizionali, come pillole anticoncezionali, profilattici e diaframma, iniziano ad emergere nuovi contraccettivi, sempre meno invasivi e maggiormente funzionali.
Malgrado i nuovi arrivati debbano superare le remore dell’opinione comune, fedele agli ormai consolidati e affidabili contraccettivi, prima di affermarsi sul mercato degli anticoncezionali, c’è molta curiosità intorno alle potenzialità e al funzionamento dei contraccettivi di nuova generazione.

Un preservativo vivente contro l’Aids: scoperta una pomata naturale contro l’Hiv

Una recente scoperta ha individuato il modo di bloccare la trasmissione dell’Hiv, applicando una particolare crema una volta a settimana.
La notizia lascia ben sperare su un tema così delicato, come quello dei rapporti sessuali sicuri tra ammalati di AIDS, aprendo nuove soluzioni e giungendo ad una svolta che più che positiva si può addirittura definire un miracolo della scienza, vista l’importanza e la portata dei suoi effetti.

Si tratta di una sorta di condom naturale anti-aids che potrebbe addirittura dimezzare il numero degli ammalati.
A realizzarla sono stati i ricercatori australiani Andrew Pask e Roger Short dell’università di Melbourne, dopo aver scoperto le qualità protettive dell’ormone estrogeno femminile, che forma una sorta di barriera naturale impedendo la trasmissione del virus.

Preservativo: il contraccettivo maggiormente usato…male!

Il preservativo è il metodo contraccettivo maggiormente diffuso in Europa, seguito dalla pillola e dal coito interrotto.
E’ quanto emerge da un’indagine presentata a Praga al X congresso dell’European Society of Contraception, da Giovanni Benagiano, ginecologo all’Università La Sapienza di Roma.

In Italia la classifica ha solo una piccola variante: al secondo posto, dopo il profilattico, c’è il coito interrotto, piuttosto che la pillola.
Un dato preoccupante emerso nel corso del congresso riguarda il corretto uso di questo metodo contraccettivo: sembrerebbe, infatti, che ad adoperarlo in maniera corretta sia davvero una bassa percentuale dei consumatori totali.

Il sesso? Al 60% dei maschi piace anche se non c’è amore


Nonostante l’emancipazione dei costumi sempre più disinibiti, quella di divertirsi sotto le lenzuola senza complicazioni sentimentali rimane un’abitudine più cara al sesso maschile. La percentuale scende al 27% fra le donne. Lo rivela un’indagine condotta in 12 Paesi europei secondo cui il 53% degli italiani non vuole utilizzare alcun metodo di protezione nei rapporti sessuali mentre il 38% neppure li conosce.

Il 60% degli uomini, infatti, farebbe sesso senza amore, contro il 27% delle donne. Lo rivela un’indagine condotta in 12 Paesi europei su sessualità e contraccezione, presentata al X congresso della Società europea di contraccezione a Praga. E’ emerso pure che pillole contraccettive e preservativi agli italiani non piacciono proprio.

Rapex: il condom antistupro

Il condom antistupro si chiama Rapex, il prototipo è stato lanciato sul mercato il 31 agosto del 2005, a Kleimond, in Sud Africa.
E’ quì che infatti si registra un numero abnorme di stupri, ogni 24 secondi una donna viene violentata.

Vediamo nei dettagli quali sono le sue caratteristiche e come si usa.
Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.