Abbronzatura sicura con solari intelligenti ed immunoprotettivi

La bella stagione come ogni anno riporta in auge il problema abbronzatura. La nostra pelle ha bisogno di determinate protezioni per scurirsi senza che i raggi ultravioletti causino danni. Il mezzo più utilizzato in tal senso è la crema solare. Quest’anno vi sono interessanti novità: sono stati messi a punto dei preparati ultrasicuri ed immunoprotettivi.

Il cioccolato fondente favorisce la tintarella

Il cioccolato fondente è un “dolce” alleato dell’abbronzatura, il merito sarebbe dei polifenoli in esso contenuti, in grado di favorire l’assorbimento dei raggi UVA e di proteggere dai colpi di calore. L’ipotesi, è stata avanzata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Laval di Montreal, in Canada, coordinati dal dottor Bruno Riverin.

Abbronzatura, proteggersi dalle scottature con l’uva

Con l’estate e la maggiorata esposizione al sole, la nostra pelle si trova a dover “sopportare” quantità di raggi UVA maggiori ed in modo più costante, sia che si parli di abbronzatura, sia che ci si trovi a passeggiare normalmente fuori di casa. Secondo una ricerca dell’Università di Barcellona e del CNR spagnolo, un valido aiuto per evitare sgradevoli scottature risiederebbe nel consumo di uva.

Creme solari, quelle più economiche sono migliori?

I solari economici sono migliori delle creme di marca. A sostenerlo, è una ricerca comparativa di Consumer Reports, che ha preso in esame 22 prodotti di diverse fasce di prezzo, tra spray, creme e lozioni, con protezione dai raggi UVA e UVB. Chiaramente, non sempre il costo elevato è garanzia di qualità, ma è vero anche che difficilmente un buon prodotto ha un prezzo contenuto.

Esporsi precocemente ai raggi ultravioletti non causa il melanoma

L’esposizione precoce ai raggi ultravioletti non causa il melanoma, o almeno così pare nei pesci, secondo gli scienziati dell’Università del Texas dell’Anderson Cancer Center che hanno pubblicato la loro relazione su Proceedings of the National Academy of Sciences.

L’esposizione agli UVA è improbabile che abbia contribuito alla crescita dell’incidenza del melanoma negli ultimi 30 anni, concludono i ricercatori, perché il modello del pesce era stato l’unico modello animale ad indicare una connessione tra l’esposizione ai raggi UVA in giovane età e lo sviluppo del melanoma seguente.

I nostri dati confutano l’unica prova diretta che l’UVA provoca il melanoma, il che non vuol dire che l’UVA sia innocuo. Soltanto non è pericoloso come pensavamo prima perché non causa il melanoma

ha affermato l’autore dello studio David Mitchell docente al Dipartimento della carcinogenesi alla Anderson. L’UVA è un agente cancerogeno responsabile dei carcinomi a cellule squamose che causano anche l’invecchiamento precoce della pelle e sopprimono il sistema immunitario. E’ anche possibile, notano gli autori, che a lungo termine l’esposizione cronica ai raggi UVA possa accelerare la progressione verso la malignità dei melanociti della pelle, che sono già sulla strada per diventare melanoma.

Il ruolo delle lampade abbronzanti

La polemica è aperta: da un lato i gestori di “centri ab­bronzanti“, che tendono comprensibilmente a mini­mizzare i potenziali effetti nocivi degli ultravioletti, dall’altro la scienza, che recentemente ha dimostrato come non solo i famigerati UVB (non presenti nella luce emessa dai lettini abbronzanti) ma anche gli in­nocui  UVA siano potenzialmente in grado di indurre, oltrechè i noti fenomeni dell’invecchiamento cutaneo, anche la comparsa di tumori della cute.

 Nel mezzo si colloca il dermatologo, che è chiamato ad effettuare importanti “distinguo”: innanzitutto tra lampade ad alta e a bassa pressione (generalmente preferibili per la minore energia emessa nell’unità di tempo) e – ancor più critico – nell’utilizzo; un uso limitato a poche lampade, a cadenza settimanale, può essere considerato in casi selezionati un’utile “preparazione della pelleall’impatto con la luce so­lare. Dosi prudenziali, opportunamente crescenti di UVA determinano infatti l’attivazione dei meccanismi di produzione di melanina, che risulterà “già pronta” nella nostra pelle al momento delle prime esposizioni.

Melanoma: in aumento tra le giovani donne

I casi di melanoma, una tra le forme più gravi e mortali del cancro alla pelle, sono in rapida ascesa tra le donne più giovani.
Sono gli allarmanti risultati di una recente ricerca statunitense, condotta da un team di ricercatori della National Cancer Institute’s Division of Cancer Epidemiology & Genetics.

Gli studiosi, coordinati da Mark Purdue, hanno individuato un incremento pari al 50% dei casi di melanoma tra le donne bianche di razza caucasica, prendendo in considerazione i dati riportati tra il 1980 ed il 2004.

Tu e il sole: dieci domande… scottanti!

L’estate finalmente è arrivata, con il suo indiscusso protagonista: il sole.
Intorno all’esposizione ai suoi caldi raggi sono sorti nel corso dei secoli e si sono radicati luoghi comuni e tabù, difficili da estirpare ancora oggi nelle credenze popolari.

Oggi cercheremo di far luce sulle verità “scottanti” della nostra stella preferita, rispondendo agli interrogativi più diffusi sul rapporto tra i raggi UVA e la nostra pelle.

Lampade abbronzanti e tintarella “estrema”. In molti non rinunciano anche se consapevoli dei rischi

Con l’estate ormai alle porte i maniaci della tintarella a tutti i costi tornano alla ribalta: mentre i più fortunati hanno già cominciato a popolare le spiagge armati di ogni sorta di sostanza abbronzante, anche fatta in casa (spesso in base a ricette tutt’altro che affidabili la cui efficacia è sancita più dalla leggenda metropolitana che dalla scienza), chi invece non può concedersi questo lusso approfitta di ogni ritaglio di tempo per correre al centro estetico a fare la lampada abbronzante.

Il vero patito della tintarella infatti non ci pensa nemmeno a presentarsi in spiaggia ancora pallido ad estate iniziata ma vuole esibire sin da subito una abbronzatura invidiabile. Tuttavia è risaputo che l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, emessi dal sole e da lampade e lettini abbronzanti può causare l’insorgenza di tumori della pelle come i carcinomi basocellulari e spinocellulari e il melanoma.