L’uomo con il pene di oltre 3 chili

Micha Stunz, l’uomo dal pene di oltre 3 chili. Come si è arrivati a tutto ciò? A causa delle iniezioni di silicone a cui l’uomo ha sottoposto il suo membro e lo scroto. Ecco quando la modificazione corporea arriva all’estremo.

Protesi al seno, nuovo caso PIP?

Protesi al seno: un nuovo caso scoppia in Francia. E chiama in causa la possibile correlazione tra una specifica tipologia di tumore ed il materiale utilizzato per questo ritocco estetico. E’ un nuovo caso PIP?

Iniezioni di silicone per uso industriale, succede in America

Una donna americana sognava di avere un lato B perfetto e si fatta fare iniezioni di silicone da un ciarlatano che si era spacciato da esperto. La reazione allergica è stata tanto violenta che i dottori sono stati costretti ad amputare braccia e gambe. Per spendere di meno si è affidata al mercato nero e oggi è viva per miracolo. Conosciamo la storia di Apryl Michelle Brown.

Protesi al seno: approvato divieto definitivo per minorenni

L’Italia approva finalmente un divieto definivo alle protesi al seno per le minorenni. Da ora i chirurghi saranno obbligati a comunicare ai registri regionali tutti i dati necessari per garantire la rintracciabilità degli impianti. E’ stato necessario lo scandalo relativo alle protesi Pip per giungere a questa conclusione ed arrivare al via libera di un sistema efficiente di controllo sulle protesi mammarie.

Protesi Pip, il responsabile confessa: “sapevo tutto, l’ho fatto per soldi”

Guai in vista per Jean-Claude Mas, il responsabile delle ormai famigerate protesi Pip (Poly Implants prothesis) che stanno mandando nel panico migliaia di donne in tutt’Europa le quali sono state “richiamate”, come si fa per le auto difettose, in ospedale a causa di materiali non a norma. Il silicone utilizzato per le protesi al seno non era conforme, ma non c’è stato un errore umano: è stato fatto apposta. Lo ha confessato proprio Mas nell’interrogatorio registrato sui verbali che sono stati resi noti oggi.

Protesi al silicone. Volete conoscerne la vera storia?

Potremmo dire che le protesi al silicone fanno ormai parte della nostra quotidianità. Sono talmente diffuse che le diamo per scontate, ma quanti di noi ne conoscono la storia? Ecco di seguito un brevissimo excursus storico che, forse, ci rivelerà qualche dettaglio inaspettato sulle migliori amiche delle donne poco…formose. La patria delle protesi al silicone può essere considerata la città americana di Houston. Qui infatti i chirurghi plastici Thomas Cornin e Frank Gerow nel 1960 crearono, in collaborazione con la Dow Corning Corporation, la prima protesi mammaria in silicone, che venne impiantata nel 1962 a Timmie Jean Lindsey presso lo Houston’s Hermann Hospital (adesso Memorial Hermann Hospital).

Da allora sono state numerosissime le pazienti ansiose di farsi impiantare una protesi per aumentare di volume il proprio seno. Ma quella creata da Gerow e Cornin non è stata la prima protesi mammaria della storia: già nel 1895 un chirurgo tedesco aveva tentato l’impresa impiantando nel seno di un’attrice il grasso prelevato da un lipoma (un tumore benigno) della donna stessa e a questo primo, pionieristico, tentativo sono seguiti gli impianti di protesi alla paraffina, quasi subito abbandonati per via delle conseguenze, spesso pesantemente negative, sullo stato di salute delle pazienti. Inoltre si mormora che, negli anni precedenti alla rivoluzionaria trovata dei due chirurghi statunitensi, alcune prostitute avevano iniettato direttamente nel seno il silicone con risultati prevedibili.

Rughe addio grazie ai cosiddetti fillers. Ma con un occhio ai trabocchetti

I riempitivi o fillers, per usare un termine aglosassone molto diffuso anche qui da noi, sono tutte quelle sostanze che vengono iniettate, mediante sottilissimi aghi, sotto la pelle nel nostro corpo per ottenere benefici estetici . Alcune di queste sostanze contengono principi naturali, altre sono ottenute chimicamente in laboratorio o derivano da una combinazione tra sostanze naturali (ad esempio derivati animali) e ingredienti chimici. Tra i fillers biologici troviamo il collagene, l’acido jaluronico, l’acido polilattico mentre sono fillers sintetici artecoll, goretex e aquamid. L’uso del silicone liquido a questi scopi è vietato nel nostro paese per legge dal 1980.

I fillers vengono generalmente utilizzati per appianare le rughe, riempire i solchi del viso, le cicatrici e ottenere il rigonfiamento di labbra e zigomi . L’effetto è immediatamente visibile. La loro applicazione deve essere eseguita da un medico e può avvenire ambulatorialmente. Dopo ogni applicazione in genere è possibile riprendere le normali attività, le uniche controindicazioni riguardano allergie note al materiale da iniettare, gravidanza, malattie dermatologiche, disturbi nella coagulazione del sangue. Ma attenzione perchè i fillers possono nascondere alcune trappole.