Autismo, presto un farmaco per la cura?

Un farmaco contro l’autismo? Sono i ricercatori dell’IRCCS Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università Statale di Milano insieme a quelli dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ad aprire la strada verso questa ipotesi, attraverso uno studio dedicato.

Autismo, scoperte 24 nuove varianti genetiche

Un gruppo di ricercatori americani ha individuato 24 nuove varianti genetiche che sarebbero collegate all’autismo, un disturbo dello sviluppo che compare nei primi 3 anni di vita e colpisce la comunicazione e l’interazione sociale. Grazie a questa scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati sulla versione online di PLoS ONE, la diagnosi delle malattie dello spettro autistico (ASD – Autistic/Autism Spectrum Disorder) potrebbe essere ancora più precoce.

Autismo, il punto: migliorano le cure ma aumentano i casi

L’autismo è una delle patologie psichiatriche più difficili da comprendere e forse curare. Se gettiamo uno sguardo sulla situazione italiana scopriamo che di pari passo con la crescita di approcci terapeutici efficaci nel creare nel bambino delle condizioni di vita normali, cresce anche il numero dei minori affetti da questa patologia. Se scorriamo le statistiche, scopriremo infatti che se circa venti anni fa l’autismo colpiva un bambino su duemila, oggi colpisce un piccolo su 200.

Pet therapy, un aiuto per i bambini autistici

Per aiutare i bambini autistici, l’Ospedale Idi di Roma, il Bioparco e Zoomarine hanno unito le forze dando vita ad un progetto di pet therapy che vede protagonisti delfini e lemuri, animali particolarmente amati dai più piccoli. L’idea è nata 2 anni fa, quando un gruppo di bambini affetti da autismo hanno cominciato a frequentare la Baia dei Pinnipedi di Zoomarine, popolata da foche e leoni marini.

Autismo: si analizza la voce dei neonati

Individuare l’autismo nei primi mesi di vita. Sarebbe possibile grazie ad un nuovo strumento diagnostico capace di analizzare i suoni vocali di bambini molto piccoli. La notizia è di qualche giorno fa, ma desidero segnalarvela egualmente perché può essere un passo importante nella lotta contro l’autismo, in tutte le sue forme.

Vi sto parlando di un argomento a me molto caro, perché in questi anni mi ha permesso di conoscere persone speciali: genitori e ragazzi senza pari, che con coraggio e forza hanno saputo trovare un punto d’incontro, lo spazio per un dialogo.

Il nuoto: un aiuto per l’autismo

Il nuoto viene considerato da tutti una disciplina completa ed un’attività sportiva che può essere svolta da tutti senza limitazioni: dai più piccoli ai più anziani, tutti possono godere dei benefici di una nuotata. L’ acqua poi, grazie alle sue proprietà, consente di effettuare gli esercizi riducendo il rischio di traumi e, anzi, alcune volte viene consigliata proprio come aiuto nella fisioterapia.

Grazie agli studi di alcuni giovani psicologi sembrerebbe che il nuoto gioverebbe  anche dalle persone che soffrono di autismo e che aiuterebbe a far regredire la patologia. Proprio sui movimenti in acqua è stata codificata una nuova terapia per l’autismo, detta multisistemica, che viene  effettuata in piscina e permette di lavorare sulle abilità motorie, ma sopratutto sulla comunicazione e le relazioni interpersonali, aree duramente colpite dalla patologia.

Autismo: compagni di gioco robot possono essere d’aiuto

I ricercatori della University of Southern California Viterbi School of Engineering hanno studiato per mesi l’interazione tra i robot giocattolo e i bambini affetti da autismo, presentando di recente i loro risultati nel corso di alcune conferenze sia in Europa che negli Stati Uniti.

Gli studi del professor Maja Mataric e del dottorando David Feil-Seifer hanno dimostrato ciò che da tempo veniva sospettato dagli esperti e cioè che i piccoli pazienti colpiti da sindrome autistica interagiscono molto meglio e riescono a comunicare maggiormente con le macchine che non con l’uomo. Sembra paradossale, ma i bambini autistici riescono a stabilire un contatto umano proprio con i robot.