Trigliceridi bassi: cause e sintomi dell’ipotrigliceridemia

Trigliceridi bassi, di cosa si tratta? I trigliceridi, assieme al colesterolo e ai fosfolipidi, sono dei grassi contenuti nel nostro organismo. Vengono assunti attraverso l’alimentazione e rappresentano un’importante fonte di energia. In genere a fare più paura sono i trigliceridi alti nel sangue, tuttavia anche la condizione opposta merita attenzione, poiché può essere la spia di patologie anche serie. Si parla di trigliceridi bassi o ipotrigliceridemia quando i valori sono al di sotto dei 100 mg/dl. I valori considerati normali, infatti, oscillano tra 40 e 170 mg/dl, anche se i medici consigliano di mantenere i livelli sotto i 150 mg/dl. In genere, però, si tratta di valori che si riscontrano più frequentemente nelle persone che praticano attività sportiva.

Trigliceridi alti, cause, sintomi, dieta e rischi

I trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, utilizzato dal corpo come scorta di energia. Vengono accumulati soprattutto attraverso la dieta, mentre sono prodotti in piccola percentuale dal fegato. Una volta sintetizzati, vengono immagazzinati nel tessuto adiposo. Alti livelli di trigliceridi nel sangue, tuttavia, sono un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, per l’arteriosclerosi e per il diabete.

Contro l’Alzheimer è efficace l’olio di cocco?

L’olio di cocco è efficace contro l’Alzheimer? Si tratta di un’ipotesi al momento, nulla di più. E della storia di un uomo che ha visto migliorare le sue condizioni di vita grazie alla moglie, un medico scrupoloso ed attento. Il libro che racconta questa storia è già un best-seller negli Stati Uniti. A noi interessa il lato medico della questione. Conosciamolo insieme.

No alla pennichella dopo il pranzo, un rischio per le arterie

La pennichella dopo il pranzo, abitudine tanto cara agli italiani, fa bene o fa male? Cercare una risposta univoca e incontrovertibile a tal proposito significa cacciarsi in un autentico ginepraio, c’è chi sostiene, infatti, che abbassi la pressione sanguigna e rafforzi la memoria a lungo termine, e chi, invece, favorisca il diabete.

Ipertrigliceridemia familiare

Ipertrigliceridemia familiare

L’ipertrigliceridemia familiare è un disturbo comune tramandato ereditariamente in cui il livello di trigliceridi (un tipo di grassi) nel sangue è più alto del normale. La condizione non è associata ad un aumento significativo nei livelli di colesterolo.

Diabete, non superare 8 cucchiaini al giorno di zucchero

Diabete: quando questa malattia cronica viene nominata, la prima cosa che si pensa è la necessità di ridurre l’apporto calorico, specialmente quello derivante dagli zuccheri. Vero. Ma una ricerca della Società italiana di Diabetologia, sebbene punti alla non “demonizzazione” dello zucchero come compendio alimentare, spiega che è necessario, nel suo consumo, rientrare sotto il massimo dei limiti consentiti: 8 cucchiaini. Parliamo di circa 50g per gli uomini e 40g per le donne.

Trigliceridi e glicemia: combatterli con le spezie

È innegabile che un’alimentazione scorretta dal punto di vista dell’apporto calorico e della tipologia di alimenti possa arrivare a portare i livelli di glicemia e trigliceridi, nonché di colesterolo, a salire in maniera pericolosa nel nostro sangue. Spesso volentieri si tratta di un “problema” derivante dal condimento che utilizziamo. In questo, ci possono venire in aiuto le spezie: sostanze in grado di dare sapore alle nostre vivande senza per questo utilizzare troppo sale.

Colesterolo, arrivano nuove linee guida

Il colesterolo ed i trigliceridi alti sono una delle piaghe maggiori esistenti per l’organismo umano e per il suo benessere. Specialmente dal punto di vista cardiaco. I dati raccolti in tutta Europa sono chiari in tal senso. Almeno un terzo degli europei ha questi valori troppo alti. E nel caso degli over 65 spesso le cure non sono sufficienti. L’European Atherosclerosis Society e l’European Society of Cardiology hanno quindi deciso di mettere a punto delle linee guida specifiche.

Colesterolo: si abbassa con i rimedi naturali

I rimedi naturali, come i gemmoderivati, sono un alleato prezioso per combattere il colesterolo e abbassare i trigliceridi, 2 condizioni spesso correlate al sovrappeso. I trigliceridi, hanno essenzialmente la funzione di scorta energetica, e sono la forma di immagazzinamento dei grassi nell’organismo. I trigliceridi derivano dagli alimenti o vengono sintetizzati dal fegato e quando non sono impiegati come fonte di energia, si accumulano nel tessuto adiposo.

La quota di trigliceridi presente nel sangue normalmente è compresa tra valori di 50 e 150/200 mg/dl. Oltre questo intervallo, aumenta in maniera significativa il rischio di malattie cardiovascolari. Spesso, è sufficiente modificare l’alimentazione per normalizzare i trigliceridi, ma anche il colesterolo.

Dieta, inseribile tra i servizi coperti dal Sistema sanitario Nazionale?

Il sistema sanitario italiano offre tante tipologie di terapia gratuita a seconda delle patologie riconosciute. Non potrebbe rientrare nello stesso anche un programma preventivo antiobesità? Immaginate cosa significherebbe se a passare i costi delle diete fosse il servizio sanitario nazionale.

Questa riflessione è stata fatta all’interno di Obesity 2010 (il meeting annuale dell’Obesity Society americana, n.d.r.) ed uno studio a tal riguardo è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Diamogli un’occhiata per vedere se effettivamente possa essere una ipotesi da prendere in considerazione anche nel nostro paese.

Un BlackBerry per misurare la glicemia

Un BlackBerry per la misurazione della glicemia: è solo l’ultima delle tante iniziative che la tecnologia offre ogni giorno  per migliorare la qualità della vita dei cittadini, con particolare riferimento all’ambito medico-sanitario. Il nuovo servizio è offerto da Telecom Italia e si chiama [email protected] Diabete. Ma come funziona? Il dispositivo diagnostico in vitro DominoMobile Meter, effettua la misurazione della glicemia (volendo anche del colesterolo e dei trigliceridi) e la trasmette via bluetooth al telefono cellulare.

Sul display di quest’ultimo si potranno leggere i risultati. Non solo: attraverso una nuova connessione sarà possibile trasmettere i dati ad un applicativo web contenuto nel Data Center della Telecom. Il paziente potrà così consultare in caso di necessità il proprio “diario glicemico”, archiviato in formato elettronico ed aggiornato automaticamente, direttamente dal BlackBerry o dal PC. Anche l’équipe medica di riferimento, che segue la persona diabetica, potrà consultare i medesimi dati e trarne le dovute conclusioni.