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Asma nei bambini, in aumento con l’inizio della scuola

Tutto pronto per l’inizio della scuola? E’ un momento particolare, carico di ansia e aspettative, qualunque sia la classe che il bambino va ad affrontare. Ma per i genitori significa l’avvicinarsi dell’inverno, delle malattie respiratorie e soprattutto dell’acuirsi dell’asma, specie per quei ragazzini che soffrono di allergia e ne sono soggetti. Cosa fare allora? La scuola,come abbiamo visto in più occasioni, non è propriamente l’ambiente più sano in cui è opportuno soggiornino bambini ed adolescenti: le aule italiane sono risultate inquinate, piene di smog e polveri sottili; l’ambiente chiuso e popoloso favorisce la diffusione di infezioni batteriche e virali, tipiche della stagione; libri, tende e mobili possono essere pieni di acari.

In più lo stress scolastico favorisce lo sviluppo di sintomi asmatici in alcuni bambini predisposti. Un buon modo per evitare attacchi d’asma nelle prime settimane di scuola sta ovviamente nella prevenzione. Il piccolo paziente asmatico, non dovrebbe aver sospeso in estate la terapia preventiva, ma purtroppo sappiamo che in molti casi si “sorvola”. E’ dunque consigliabile in questi giorni effettuare una visita di controllo, valutare il flusso respiratorio attraverso una spirometria onde verificare che la terapia assegnata sia ancora valida e specifica per il momento.

Esistono anche dei misuratori di flusso portatili, che eventualmente il medico può assegnare agli asmatici gravi, per una valutazione domestica del problema, ma sempre va fatto un piano terapeutico di base, sia per la prevenzione che in caso di attacco d’asma (attraverso l’utilizzo di un farmaco broncodilatatore e/o di un cortisonico). In caso di asma dovuta ad esempio all’allergia agli acari della polvere, può essere utile effettuare una vaccinazione. Anzi, l’autunno è il periodo migliore per effettuare la profilassi in caso di allergia ai pollini primaverili. E’ importante assicurarsi che il bambino sia in grado di assumere i farmaci da solo, anche a scuola, e comunque vanno avvisati i docenti della terapia che il piccolo studente deve praticare in caso di emergenza.

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