Tumori, malati più a rischio infezioni alimentari

di Redazione 0

Parliamo di alimentazione e prevenzione, stavolta non per elencare le proprietà benefiche di questo o quell’alimento ma per riportare le raccomandazioni degli esperti sui rischi annidati in alcuni cibi, rischi che si fanno anche molto seri ed espongono ad un pericolo maggiore in particolare alcune categorie di persone.

Si tratta nello specifico delle donne in gravidanza e dei malati di tumore, specie quelli che sono in terapia e quelli colpiti da tumori del sangue. Entrambi devono difendersi dalle infezioni alimentari, alle quali risultano essere molto più esposti rispetto ad altri soggetti. A dirlo sono i medici della Health Protection Agency britannica, che hanno effettuato uno studio per valurare l’incidenza delle infezioni provocate dal batterio Listeria sui malati.

In tutto gli studiosi hanno esaminato 1.413 casi di listeriosi registrati nel periodo compreso tra il 1999 ed il 2009, tutti in Inghilterra, scoprendo che l’infezione colpiva soprattutto persone con patologie pregresse, specie alcuni tipi di malattie.

Ad esempio, i pazienti affetti da tumore ed in cura hanno mostrato un tasso di esposizione al batterio cinque volte maggiore dei soggetti diabetici.
Ma dove si trovano i batteri del genere Listeria? Ad elencare i cibi più a rischio sono gli stessi esperti spiegando che

Questo batterio si annida nei formaggi molli, negli insaccati e nei paté, e crea un’infezione rara ma molto grave, soprattutto in chi ha il sistema immunitario compromesso, che può provocare aborto spontaneo nelle donne in gravidanza ma anche meningite.

Martin Ledwick, uno degli autori dello studio, mette in guardia soprattutto i pazienti che stanno effettuando la chemioterapia, i soggetti a conti fatti più vulnerabili:

I risultati della ricerca suggeriscono che almeno i pazienti che stanno seguendo la chemioterapia dovrebbero evitare le infezioni dovute al cibo ma probabilmente l’invito andrebbe esteso a tutti i malati di tumore, anche perché non si sa come i trattamenti per l’infezione interferiscano con la malattia.

[Fonte: Agi Salute]

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