Allergia ai gatti: una nuova scoperta potrebbe guarirla

Una interessante scoperta effettuata dagli scienziati dell’Università di Nottingham (Inghilterra) potrebbe dare nuova speranza a chi soffre di allergie ai gatti, e che si trova costretto a scegliere tra la propria salute e l’animale domestico.

Il team di immunologi, guidato dai dottori Ghaem-Maghami e Martinez-Pomares della Facoltà di Scienze Mediche Molecolari, hanno identificato un componente cellulare che svolge un ruolo chiave nello scatenare le reazioni allergiche ai peli di gatto. La scoperta contribuisce alla nostra comprensione di come il sistema immunitario del corpo identifica e reagisce agli allergeni, il che potrebbe spianare la strada allo sviluppo di nuovi metodi di trattamento delle allergie.

Allergie associate a bassi livelli di vitamina D

Torniamo a parlare di allergie con la recente scoperta, ad opera dei ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University, di un nuovo fattore di rischio accertato nella popolazione infantile: la carenza di vitamina D.

Lo studio ha coinvolto un campione di oltre tremila bambini ed ha appurato come livelli più bassi di vitamina D siano legati ad una probabilità maggiore di insorgenza di allergie tra i più piccoli.
La ricerca è stata pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica Journal of Allergy and Clinical Immonology ed apre nuovi scenari d’intervento sul fronte della prevenzione.

Allergie, pollini invernali affliggono 40% allergici al Nord

Parliamo di allergie ai pollini e potrebbe, apparentemente, sembrarvi insolito in questo periodo dell’anno ben lontano dal proliferare di allergeni primaverili. Eppure il tormento per il popolo di allergici non si arresta certo ad una o due stagioni bensì affligge imperterrito anche in pieno inverno.

A ricordarlo è Claudio Ortonali, direttore dell’Istituto allergologico lombardo che cerca, insieme ad un’équipe di esperti, di scegliere gli alberi più adatti da piantare a Milano, un verde anallergico, dunque, per tutelare i pazienti che soffrono di allergie ai pollini che sappiamo essere numerosissimi ed in costante aumento.

Asma, gli allergeni potrebbero crescere nei polmoni

Un recente studio pubblicato sul numero di novembre/dicembre della rivista di divulgazione scientifica American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine ha scoperto che molte persone malate di asma hanno muffa che cresce nei polmoni.
A condurre la ricerca al Glenfield Hospital è stata un’équipe di ricercatori dell’Institute for Lung Health della University of Leicester.
Gli autori hanno esaminato l’impatto sugli asmatici dell’Aspergillus fumigatus, che di solito si trova nel terreno e nel compost.
Il professor Andy Wardlaw, docente all’Università di Leicester, spiega che

l’asma è una patologia molto comune in cui i bronchi possono andare in spasmo rendendo difficile respirare. Circa un quinto dei pazienti adulti che soffre da molto tempo di una forma grave di asma, denota come conseguenza un restringimento dei bronchi. E’ noto che l’A. fumigatus può crescere nei polmoni di alcuni soggetti asmatici e in chi è allergico alle muffe, il che può causare seri danni ai polmoni.
Questo problema si pensava riguardasse solo un numero molto esiguo di persone colpite da asma, tuttavia, circa la metà delle persone con asma grave, è anche allergica a muffe come l’A. fumigatus.

Eczema, nei bambini avere un cane protegge

Il migliore amico dell’uomo protegge contro l’eczema i bambini piccoli, ma il suo nemico per la pelle, il gatto, non farebbe altrettanto.
Sono i risultati di una nuova ricerca che ha studiato gli effetti sulla salute dei bambini di avere un animale domestico in casa.

I ricercatori hanno scoperto che con un cane in casa, già dall’età di un anno, i bambini avevano un rischio significativamente ridotto di sviluppare eczema all’età di 4 anni, mentre i bambini che avevano un gatto avevano più probabilità di contrarre la malattia alla stessa età. Possedere un cane, inoltre, ha anche conferito ai più piccoli una certa protezione contro l’allergia ai gatti.

Come combattere le allergie? L’importante è drenare

Stato sofferente, occhi congestionati, naso irritato e gocciolante, starnuto in arrivo… l’ennesimo: sintomi ben noti a ogni paziente “allergico”. Allergia: è il processo che porta alla sensibilizzazione dell’organismo verso sostanze estranee capaci di comportarsi come allergeni, in grado cioè di causare una risposta immunitaria di tipo allergico, producendo anticorpi specifici chiamati iGE. Tra le cause principali ci sono fattori ereditari, inquinamento, la diversità degli allergeni, fattori psichici e neurovegetativi che favoriscono l’insorgere o l’aggravamento dello stato allergico.

Quando un soggetto sensibile entra in contatto una seconda volta con l’allergene, questo si fissa sulle IgE già prodotte; le cellule del sistema immunitario a cui sono legate liberano sostanze chimiche come istamina e serotonina, la cui azione-reazione è responsabile del verificarsi di quei fenomeni patologici a carico di organi come pelle, occhi, naso, bronchi, polmoni, reni. L’organismo reagisce all’eccessiva presenza di questi mediatori, diventati anch’essi tossine, cercando di liberarsene come può. Gli allergeni “invasori” possono essere inalati (pollini, polveri, piume, peli, squame), o ingeriti (alimenti, medicinali). E possono essere “da contatto” (prodotti di bellezza, detersivi), o iniettati (medicinali, sieri, vaccini, punture di insetto), oppure climatici (freddo, caldo, radiazioni solari).

L’asma nei bambini: cause e cure

L‘asma è la malattia cronica infantile più frequente. In Italia colpisce il 10% dei bambini insorgendo nell’80% dei casi nei primi 4 anni di vita. Dal punto di vista clinico è caratterizzata da difficoltà respiratoria, che si manifesta con respiro rumoroso, (avvicinando l’orecchio alla bocca o al torace del bambino si percepisce un sibilo, un fischio) e con la comparsa di tosse notturna o in associazione ad un comune raffreddore, persistendo, però anche quando la sintomatologia nasale scompare.

 Un altro aspetto clinico caratteristico della malattia è l’asma da sforzo e cioè la comparsa di tosse, di difficoltà respiratoria e di sensazione di ostruzione toracica durante uno sforzo fisico come ad esempio una corsa. L’asma da sforzo è presente in quasi tutti i bambini asmati, ma solo la metà di loro percepisce il problema. Infatti i bambíni affetti da tale patologia respiratoria avvertendo, durante uno sforzo fisico, i sintomi caratteristici dell’asma da sforzo, tendono a ridurne l’intensità, mediante un riflesso condizionato, adattandosi, quindi, a vivere “ad un livello più basso” rispetto ai coetanei non affetti da asma e riducendo così le loro aspettative.

Allergie contro il cancro

Le allergie sono molto di più di un fastidioso malfunzionamento del sistema immunitario. Secondo un nuovo studio, infatti, alcune particolari reazioni allergiche possono proteggere l’organismo dall’insorgenza di specifiche forme di cancro.
Nell’articolo pubblicato dagli autori della ricerca, Paul Sherman, Enrica Olanda e Janet Shellman Sherman, ricercatori presso la Cornell University, viene esaminata, infatti, la relazione esistente tra la comparsa di sintomi allergici e l’esistenza di un pericolo di sostanze cancerogene captate dalle difese immunitarie.

Le reazioni allergiche, infatti, possono contribuire a espellere particelle estranee, alcune delle quali possono essere cancerogene o comunque contenere e trasportare agenti cancerogeni, pericolosi se entrano in contatto con gli organi più esposti e suscettibili.
Le allergie possono funzionare, dunque, come veri e propri dispositivi di allarme, consentendo di sapere tempestivamente che nell’aria ci sono sostanze nocive per la salute dell’organismo.

Mamme stressate in gravidanza? A rischio asma ed allergie il bambino

Lo stress in gravidanza può avere ripercussioni sulla salute del bambino. In particolare aumenterebbe il rischio per i nascituri di sviluppare asma e allergie.
Una donna che in gravidanza viene colpita da almeno tre eventi stressanti ha il 12% di probabilità in più che il figlio nasca asmatico e sviluppi allergie durante l’età dello sviluppo.

Livelli più elevati del marcatore delle allergie sono stati ritrovati nel sangue del cordone ombelicale delle madri particolarmente “affaticate” durante la gravidanza.

Meno allergie per i bambini con un cane in casa

Le preoccupazioni principali, quando si hanno bambini piccoli in casa e si vuole prendere un animale domestico, sono quelle del rischio di malattie trasmissibili dagli animali.
Stare a stretto contatto con un cane e con un gatto per un bambino può impensierire i genitori, ma di certo non provoca danni alla salute. Almeno non se si rispettano le norme minime di igiene e prevenzione.

Gli effetti terapeutici degli animali domestici sono noti ormai da tempo e ora, buonumore a parte, c’è un’altro importante beneficio per la salute dei bambini.
Sembrerebbe, infatti, che un cane in casa riduce il rischio di allergie infantili. Se teniamo conto del costante aumento di allergie infantili in Italia, questa non è una scoperta da poco. A rivelarlo è uno studio tedesco del Centro di ricerche nazionale per la salute ambientale di Monaco, pubblicato sull’European Respiratory Journal.