Lupus e gravidanza, ecco cosa occorre sapere

Una donna affetta da lupus eritematoso sistemico (LES) può avere una gravidanza normale? Ha problemi di fertilità? E cosa fare se invece una gravidanza la si vuole evitare? I contraccettivi sono compatibili con la malattia e le terapie per tenerla sotto controllo? La maggior parte delle donne colpite da questa condizione di salute riesce a concepire un bambino senza problemi ed anche a portare a termine una gravidanza senza complicanze. Tuttavia hanno un maggior rischio di aborto spontaneo. Ecco dunque le risposte a questi dubbi comuni.

10 errori che si fanno con il preservativo

Ecco 10 errori che si fanno con il preservativo e che possono portare sia ad una gravidanza indesiderata che, ancor peggio, al contagio di malattie veneree. Quando si parla di sesso sicuro, a quanto pare, bisogna anche accertarsi di essere in grado di farlo.

Sesso, 50% giovani non usa alcuna protezione

Sono i dati finali della campagna Travelsex, svoltasi dal 16 giugno al 23 agosto, con la distribuzione di opuscoli informativi e raccolte schede in cambio del “Passaporto dell’amore” ai giovani, età media 18,9 anni, che dimostravano una conoscenza base della contraccezione. Da Roma a Cornate, in provincia di Milano, da Verona a Bologna, e ancora Firenze, Bari, Catania, Montesilvano, Salò e Trieste, per saperne di più sul rapporto degli adolescenti con il sesso e soprattutto sulle precauzioni adottate da ragazzi e ragazze.

Oggi la campagna tira le somme. Riportiamo i dati principali: sei giovani su dieci nei mesi estivi hanno avuto più di un partner occasionale, ed il 72% ha usato contraccettivi. E se pensiamo che lo scorso anno ben il 58% delle ragazze affermava di non usare alcun metodo anticoncezionale, sono numeri positivi che testimoniano un’accresciuta consapevolezza sui rischi, in parte attribuibile anche alle numerose campagne di informazione.

Sesso: in Italia cadono gli ultimi tabù, ma pesa ancora la sindrome del “bamboccione”

Domani uscirà nelle librerie il libro “La sessualità degli italiani“, libro scritto da Marzio Barbagli, Gianpiero Dalla Zuanna e Franco Garelli, in cui si esaminano i dati sulla sessualità nel nostro Paese, considerando tutto. Ma proprio tutto tutto. Il libro è molto completo e corredato da grafici, ma la prima cosa che balza all’occhio è che gli italiani hanno abbattuto i tabù del passato. Ma non proprio tutti.

Infatti aumentano i rapporti sessuali, diminuiscono le inibizioni, si abbassa l’età del primo rapporto ed il Kamasutra non è più un libro “ideale”, ma viene spesso preso in considerazione. C’è solo un aspetto che mette gli italiani dietro in una sorta di “classifica” della modernizzazione sessuale: l’uscire di casa troppo tardi.

Tra i tanti dati sciorinati da quest’interessante inchiesta, si nota infatti che il maggior numero di rapporti lo hanno le persone che convivono stabilmente con un partner, che siano sposati, ma anche fidanzati o coppie di fatto. Ebbene, mentre in altri Paesi più “aperti” a queste convivenze, come la Francia, i rapporti sessuali sono tantissimi (8,8 volte al mese uomini e 8,7 donne) perché si esce di casa molto presto per andare a convivere con un’altra persona, la diffusissima usanza, sempre più esclusivamente italiana, di abbandonare l’ovile solo in caso di matrimonio rallenta un po’ tale processo, portando gli italiani a fare sesso molto meno rispetto ai francesi (7,6 uomini e 6,7 donne).

Obama finanzia le ricerche sulle staminali, proteste dal Vaticano

Nonostante il no della Chiesa, Barack Obama continua a mantenere le promesse elettorali, e come preannunciato durante le conferenze dei mesi scorsi, ha eliminato la legge che vietava i finanziamenti alle organizzazioni non governative pro-aborto, e alla ricerca sulle cellule staminali.

Il tema è piuttosto controverso, dato che è dibattuto da oltre vent’anni. Negli anni ’80 il presidente repubblicano Ronald Regan si oppose all’aborto, ed eliminò lo stanziamento dei fondi che lo riguardavano. Bill Clinton li riammise, ma Bush jr. li cancellò nuovamente. Adesso Obama li ripristina ancora, scatenando le polemiche con la Chiesa che tenta di controllare la politica anche negli Stati Uniti, come già succede in Italia.

Pillola del giorno dopo. Non confondentela con la pillola abortiva RU486

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sul ricorso alla contraccezione d’emergenza vediamo di capire un pò meglio cosa è e come funziona la cosiddetta pillola del giorno dopo (principio attivo Levonogerstrel). Anzitutto, non va confusa con la pillola abortiva RU486, non serve infatti ad interrompere una gravidanza già in atto, ma ad impedire che questa si verifichi.
L’assunzione del Levonogerstrel (il nome commerciale è Norlevo o Levonelle) è indicata dopo un rapporto sessuale a rischio perchè non protetto. Questa evenienza non sempre si verifica a causa della mancata adozione di un qualunque anticoncezionale, ma può dipendere, talvolta, dal fallimento delle precauzioni adottate dalla coppia (rottura del preservativo, vomito o diarrea subito dopo avere assunto la pillola anticoncezionale classica, dubbi sul coito interrotto, espulsione della spirale). Putroppo il ricorso alla pillola del giorno dopo si può rendere necessario anche in seguito a un episodio di violenza sessuale.

La pillola va assunta entro 72 ore dal rapporto a rischio, tuttavia la sua efficacia diminuisce col passare del tempo: se assunta entro le 24 ore ha un’efficacia del 95%, probabilità che si riduce drasticamente trascorse le 72 ore.
Se il rapporto a rischio si è verificato prima dell’ovulazione agisce bloccandola, se invece questa è già in atto agisce in modo da evitare l’impianto dell’ovulo eventualmente già fecondato nell’utero. Se la gravidanza è già iniziata invece non ne impedisce in alcun modo il proseguimento. Nel nostro paese la pillola del giorno dopo si trova in farmacia ed è possibile acquistarla solo dietro prescrizione medica. Se vi trovate nelle condizioni di dovervi fare ricorso rivolgetevi quindi al vostro medico base o a un ginecologo, ma naturalmente è possibile ottenere la prescrizione anche presso un consultorio o al pronto soccorso. Tuttavia esiste la possibilità che il medico, per ammissione della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), si appelli alla cosiddetta clausola di coscienza se contrario per motivi etici alla prescrizione della pillola del giorno dopo e si rifiuti di prescriverla, in ogni caso però ricordatevi che è tenuto a darvi ogni chiarimento o informazione in proposito.