Visita medica sportiva, in cosa consiste

In cosa consiste la visita medica sportiva? Quali sono gli esami ai quali si viene sottoposti? Generalmente questo tipo di visita è necessaria per il rilascio dell’idoneità alla pratica sportiva agonistica e per questo motivo è generalmente richiesta dal Presidente della Società di appartenenza dell’atleta, secondo regolamento.

Troppo sport avvelena il sangue

Troppo sport avvelena il sangue. Lo spiegano i ricercatori australiani della Monash University di Melbourne. Ciò che stiamo per spiegarvi può capitare alle persone che si sottopongono ad un eccessivo sforzo fisico.

Allenare la mente per avere successo nello sport

Allenare la mente per avere successo nello sport: ai più sembrerà strano eppure le due variabili sono strettamente collegate: ad affermarlo era stata una ricerca presentata dalla British Psychology Society nel 2003 che è tornata di grande attualità grazie all’irrompere del Mental Coaching al quale ad oggi ricorrono molti campioni dello sport. La teoria però è stata ripresa da Roberto Castaldo, esperto Mental Coach e fondatore di 4 M.A.N. Consulting, che basandosi proprio sull’importanza di una mente allenata per avere successo nello sport, ne ha tracciato i punti salienti.

Integratori e sport: meglio la banana

L’attività fisica è basilare per il nostro benessere, ma quando ci si cimenta nello sport, il lavoro che i nostri muscoli compiono porta l’organismo a perdere sali minerali, zuccheri, vitamine. Di solito si ricorre a degli integratori sportivi per reintegrare le sostanze perse. Da oggi mangiate una banana: funziona più e meglio, donandovi immediatamente energia.

Morte prematura, lo sport riduce il rischio del 40%

Che lo sport faccia bene alla salute, non è di certo un mistero. Del resto, è stato dimostrato in più occasioni come la sedentarietà influisca negativamente sia sul fisico, che sulla mente. L’attività fisica, secondo un team di ricercatori austriaci del Centro per le Scienze Motorie e Sport Universitari dell’Università di Vienna, non soltanto migliora la qualità della vita, ma riduce il rischio di morte prematura del 40%.

Fertilità maschile, un aiuto da pesce e sport

Lo stress, uno stile di vita poco sano e il progressivo spostamento dell’età in cui si sceglie di avere un figlio rischiano di influire negativamente sulla anche fertilità maschile. Ma ci sono buone notizie, una dieta equilibrata e l’attività sportiva sono in grado di aumentare le probabilità di concepimento.

Gambe stanche, consigli per la prevenzione

Con i primi caldi arrivano anche alcuni disturbi. Tra questi, la sensazione di avere le gambe stanche ed i piedi gonfi. Dopo i 35 anni circa possono significare un semplice difetto della circolazione o una importante insufficienza venosa: se non si è mai fatto, è ora di consultare uno specialista, senza troppe ansie, per controllare lo stato di salute del nostro apparato circolatorio: pura prevenzione.  Nel frattempo ecco un decalogo di preziosi consigli da seguire ogni giorno per migliorare la situazione:  

Non esiste più la terza età: fare sport per rimanere giovani

Bisogna spostare sempre più avanti i limiti di terza e quarta età: ciò che in passato era vero anagrafica­mente, ora non ha più senso ne­anche da un punto di vista biologico. La diffusione dell’attività sportiva ed i progressi della medicina hanno radicalmente cambiato il concetto di salute, specialmente in questa fascia di età: personal­mente siamo sempre scettici sul balletto di cifre che ruota intorno ai fenomeni di massa, per cui biso­gna sempre prendere con le molle certi dati, ma a questo proposito ci si deve piacevolmente “arrendere” ai dati forniti dall’ISTAT che considerano i soggetti over 50, fino a qualche decennio fa avviati verso una decorosa ma inarrestabile vecchiaia, atleti a tutti gli effetti.

Distinguerei comunque i due aspetti della pratica sportiva in questa età, separando in modo netto l’attività agonistica dalla pra­tica di tipo ludico ginnica. In que­sto contesto è importante il ruolo del medico sportivo che ha un duplice compito: inco­raggiare l’inizio o la prosecuzione dell’attività fisica da un lato, e in­dividuare eventuali controindica­zioni assolute al rilascio del certificato di idoneità agonistica dall’altro. La prima situazione è a nostro avviso quella più moderna e sociale, in linea con le più re­centi linee guida che rivalutano l’attività fisica al punto di conferirle la dignità di mezzo di prevenzione sanitario e sociale, fino ad assu­mere un compito di vera e propria attività terapeutica.

Non c’è limite a questo proposito: uno stimolo adeguato è in grado di apportare miglioramenti a qual­siasi età. A livello dell’apparato osseo viene combattuta l’osteo­porosi (si è visto a questo propo­sito come la terapia sostitutiva ormonale presenti pro e contro), a livello muscolare viene contrastata la sarcopenia, che è causa e con­seguenza della diminuzione della potenza muscolare, sia nella velo­cità di reclutamento che nel nu­mero di unità motorie coinvolte.

Più sport meno malattie: l’allenamento stimola anche il sistema immunitario

Allenarsi con regolarità comporta numerosi vantaggi, anche quello di stimolare il sistema immunitario, che ha il compito di difendere l’organismo dai patogeni esterni, specialmente virus e batteri.
Questo è tanto più vero nella stagione invernale, quando il virus dell’influenza e gli agenti responsabili delle malattie da raffreddamento colpiscono e “stendono a letto” milioni di persone.

Gli sportivi hanno un’ulteriore protezione derivante dagli adattamenti provocati dall’attività fisica: l’optimum è costituito da tre sedute settimanali di attività aerobica e una di palestra con uso di modesti sovraccarichi per stimolare il tono e il trofismo muscolare. La durata di ogni sessione dovrebbe essere compresa tra 40 e 60 minuti, per permettere all’organismo un recupero completo tra una seduta e l’altra. Parliamo di adattamenti per identificare quelle modificazioni nell’organismo che si instaurano dopo almeno sei mesi di attività fisica, e che rimangono stabili per un lungo periodo (più lontano nel tempo è l’inizio dell’attività, maggiore è la loro durata quando la pratica sportiva viene sospesa); gli adattamenti devono essere differenziati dagli aggiustamenti, transitorie modificazioni che iniziano con l’allenamento e cessano al termine dello stesso.