Il cervello dei fumatori funziona in modo diverso da quello dei non fumatori

Notizie sgradevoli e poco lusinghiere in arrivo per i fumatori incalliti: dopo la ricerca condotta qualche anno fa dagli studiosi delle università di Aberdeen ed Edimburgo che aveva rilevato una correlazione fra l’abitudine al fumo e il deterioramento progressivo dell’intelligenza, probabilmente causato dallo stress ossidativo cui il cervello, insieme ad altri organi, è sottoposto dal fumo, giunge la notizia che la cattiva abitudine di fumare danneggia anche le capacità decisionali. Ad affermarlo un gruppo di neurologi del Baylor College di Houston in Texas, guidati da Read Montague esperto di studi sulle capacità decisionali.

Gli scienziati statunitensi hanno scoperto che i processi decisionali dei fumatori sono diversi, e meno efficaci, da quelli dei non fumatori. Chi fuma infatti, se posto davanti a una serie di alternative fra le quali operare una scelta, non valuta le possibili conseguenze delle opzioni scartate. I soggetti dello studio, pubblicato su Nature Neuroscience, fumatori e non, sono stati coinvolti in un gioco in cui veniva chiesto loro di investire del denaro (virtuale), scegliendo fra due tipologie di investimento. Alla fine del gioco veniva comunicato loro quanto avevano vinto grazie alla scelta fatta e quanto avrebbero potuto vincere se avessero optato per l’investimento alternativo.

Latte per i neonati. Importante il contenuto di grassi omega 3 e omega 6

Sono già noti da lungo tempo tutti i benefici apportati dal latte materno alla salute del neonato, esso contiene infatti sostanze nutritive indispensabili per un corretto sviluppo psicofisico. In particolare, diversi studi e ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi DHA omega 3 e AA omega 6, naturalmente presenti nel latte materno, sono fondamentali per lo sviluppo del sistema visivo e delle strutture cerebrali non solo del bambino ma anche del feto.

Per questo motivo le nuove linee guida pubblicate sul Journal of Perinatal Medicine e varate da esperti di 11 paesi con l’approvazione della World Association of Perinatal Medicine, della Child Health Foundation e della Early Nutrition Foundation, prevedono che il latte artificiale sia integrato con queste sostanze. Quando non è possibile allattare al seno quindi è raccomandato l’utilizzo di latte che contenga DHA omega 3 e AA omega 6 in una percentuale compresa fra lo 0,2 e lo 0,5 %. Alcuni studi hanno anche dimostrato che lo sviluppo intellettivo di neonati che non hanno assunto questi acidi piò risultare rallentato.

Sviluppare la memoria per rimanere giovani: qualche esercizio per ricordare meglio

Oggi che la tecnologia mette a nostra disposizione memorie virtuali di ogni tipo, da quella del cellulare all’enorme mole di dati che è possibile immagazzinare sul personal computer e sulle chiavi usb, agli itinerari stradali suggeriti dai navigatori gps, sembra diventato inutile usare la nostra di memoria.
Conosco molte persone che non sono in grado di ricordare neanche il proprio numero di telefono.

In realtà la memoria umana va sviluppata ed allenata, anche oggi che sembra superflua,perchè serve a rafforzare il cervello e a mantenersi giovani.
La memoria è strettamente legata all’intelligenza ed alla creatività, ed il suo incremento conduce alla possibilità di accedere più velocemente alle informazioni, e di effettuare un maggior numero di associazioni mentali.

I videogiochi piacciono più agli uomini che alle donne. Ecco perchè

Sebbene sia una credenza piuttosto diffusa tra gli uomini che le donne non amano i videogiochi perchè non sono in grado di capirli, una ricerca della prestigiosa Università statunitense di Stanford demolisce questo spiacevole luogo comune. Dai dati ottenuti è emerso infatti che le donne semplicemente sono meno motivate e gratificate da questo tipo di attività. A provarlo è lo stato di minore attivazione, nel cervello delle donne, dell’area cerebrale coinvolta nella motivazione e nella percezione della soddisfazione. Al contrario di quanto avviene negli uomini per i quali si registra un’elevata attivazione di questa zona, soprattutto quando il gioco implica la conquista di un territorio.

La ricerca ha coinvolto un campione di 11 uomini e 11 donne ai quali è stato chiesto di giocare a un semplice videogioco, creato apposta per l’esperimento, nel quale bisognava cliccare su delle palline colorate per guadagnare territorio. Durante l’esecuzione del compito veniva effettuata una risonanza magnetica (RMN) mediante la quale è stato possibile evidenziare un’attivazione del centro cerebrale mesocortilimbico (coinvolto appunto nella motivazione e nella soddisfazione) maggiore negli uomini che nelle donne. Questa differenza era molto spiccata nonostante entrambi i gruppi abbiano dichiarato di essersi divertiti a giocare.

Siamo tutti un pò stupidi. Ma non è niente di preoccupante

”Due cose sono infinite: l’universo e la stupidita’ umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi”. Albert Einstein

A tutti è capitato qualche volta nella vita di pensare che il nostro interlocutore del momento fosse un pò stupido. Ebbene adesso sappiamo che forse lui in quel momento pensava lo stesso di noi. La stupidità infatti è una caratteristica inconsapevole come affermava lo storico ed economista Carlo Cipolla, che ha definito la persona stupida come colui o colei che reca un danno ad altri senza ottenere da questo alcun vantaggio, anzi spesso subendo un danno essa stessa. Oltre ad essere inconsapevole la stupidità sarebbe recidiva, poichè porta a ripetere sempre gli stessi errori, e contagiosa.

La notizia è che in tutti noi, anche in coloro che si ritengono, o ancora meglio, sono ritenuti, normalmente intelligenti vi è un pizzico di stupidità che, lungi dall’essere un danno, almeno quando si presenta in maniera episodica, ha un’eccezionale valenza evolutiva. Compiere gesti che esulano dall’ordinario e che potrebbero anche solo per questo essere definiti stupidi (è il parere di Gianfranco Livraghi, autore de ‘Il potere della stupidità”) può infatti condurci a commettere errori che se riconosciuti e corretti possono rappresentare un passo verso l’acquisizione di nuove e maggiori conoscenze.