Alcol test, occhio a colluttorio e sciroppo

Se siete astemi ma state curando la tosse o il mal di gola, non vi stupite se risultate positivi all’alcol test. L’imputato dei livelli elevati registrati dall’etilometro degli agenti potrebbe essere il contenuto alcolico di sciroppo e colluttorio.

Il Tribunale di Milano ha assolto un imputato, accusato di aver provocato un incidente, dopo un processo durato due anni. Al momento del sinistro l’uomo, un quarantenne di Foggia, era stato segnalato per guida in stato d’ebbrezza. Il malcapitato, insegnante di educazione fisica, donatore di sangue, assolutamente astemio, aveva totalizzato alla prova del palloncino 0,87 grammi per litro al primo test e 0,92 al secondo. Il limite, lo ricordiamo, è fissato dalla normativa in materia a 0,5.

Il colluttorio: tipi e modalità di utilizzo

150 milioni di euro: a detta di Unipro, l’Associazione italiana delle imprese cosmetiche, è questa la cifra che i nostri connazionali hanno speso nel 2008 in colluttori e deodoranti per l’alito. Ma questi prodotti sono davvero indispensabili per avere una bocca sana e fresca? Spiega il dottor Nicola Esposito, se­gretario culturale nazionale dell’Andi, As­sociazione nazionale dentisti italiani

«L’uso di un colluttorio di buona qualità, insieme con spazzolino, dentifricio e filo interdentale, è senz’altro importante per una corretta igiene quotidiana del cavo ora­le. L’a­zione meccanica del liquido, infatti, ri­muove i residui di cibo annidati negli spa­zi tra dente e dente, aiutando a preveni­re la formazione della placca batterica e rinfrescando l’alito. E’ bene quindi fare de­gli sciacqui tutte le volte che ci si lava i denti. E se ciò non è possibile, almeno una volta al giorno, preferibilmente la se­ra prima di coricarsi»

Il colluttorio, quindi, è un’ottima abitudi­ne. Ma come scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze? Risponde il dottor Espo­sito

«Se ne tro­vario diversi tipi. Quelli da banco, in vendita nelle far­macie ma anche nei supermercati, non richiedono prescrizione medica e sono l’ideale per un uso quotidiano. Ci sono, poi, i colluttori ad alta disinfezione, che invece vanno usati solo su consiglio del dentista: è il caso, per esempio, di quelli contenenti clorexidina, un antisettico dal­le proprietà battericide, indicato in pre­senza di infiammazioni. Questi prodotti possono essere utilizzati per non più di una settimana, perché sensibilizzano ec­cessivamente le mucose e tendono ad annerire i denti. Infine, esistono i colluttori contenenti nimesulide, che svolgono un’azione antinfiammatoria e sono indi­cati in presenza di sintomatologie dolo­rose. Anche in questo caso, però, è indi­spensabile la prescrizione del dentista»

Mirra, il dono dei Re Magi che fa bene alla salute

La tradizione natalizia vuole che nel periodo delle feste ogni casa sia decorata a tema: luci, colori, alberi di Natale e presepi sono le decorazioni più diffuse nelle case italiane. Il presepe, in particolare, viene realizzato in diverse versioni secondo le usanze e le tradizionali locali, ma in tutti vi sono sempre presenti i tre Re Magi che offrono in dono oro, incenso e mirra.

In pochi conoscono però cosa sia la mirra e sopratutto la maggior parte ignora le sue eccellenti proprietà. Sembra infatti che questa preziosa resina sia ottima per migliorare il proprio stato di salute.

I colluttori sono davvero efficaci?

L’igiene orale è una buona abitudine importantissima per il mantenimento di una bocca e denti sani, nonchè per lo stato di salute generale.
Ma avere un bel sorriso e, soprattutto, un alito fresco e profumato è estremamente rilevante anche per la vita sociale. Non è infatti piacevole soffrire di alito cattivo, soprattutto perchè questo influenza negativamente le relazioni interpersonali e fa sentire più insicuri di sè, non appena si apre bocca.

A questo proposito, spesso dentisti e ancor di più spot pubblicitari, ci suggeriscono le soluzioni più disparate, prima tra tutte, escludendo l’infinità di caramelle balsamiche e gomme alla menta, l’uso di un buon colluttorio, dopo aver lavato i denti. Ma sarà davvero efficace contro l’alito cattivo? Se lo sono chiesti alcuni ricercatori che hanno analizzato i dati relativi ai risultati e alle conseguenze dell’impiego costante di un colluttorio per completare l’igiene orale.

Vademecum sui colluttori: per una bocca fresca e sana

La conferma arriva dall’autorevole Organizzazione Mondiale della Sanità: la salute orale è parte integrante del nostro benessere ed è essenziale per il mantenimento dello stesso. Molte delle patologie della bocca, infatti, oltre ad avere un grosso impatto sulla vita di ognuno di noi, sembrano possedere strette correlazioni con malattie sistemiche quali il diabete e i disturbi cardiovascolari. E non è un caso che il consumo di prodotti per l’igiene orale, collutori in testa, sia in costante aumento.

 Infatti, nei Paesi occidentali la spesa per questi prodotti supera del 9% quella affrontata per l’acquisto di normali dentifrici e spazzolini. Ma, a fronte di un così massiccio utilizzo dei collutori, viene spontaneo chiedersi se ci siano davvero garanzie sulla loro qualità ed efficacia. Per saperne di più abbiamo seguito i suggerimenti proposti dalle Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei Collutori per la salute orale (Italian Mouthwash Guidelines o IMG), frutto di oltre un anno di lavoro congiunto da parte di AIDI (Associazione Igienisti dentali Italiani).

La carie nella Roma e nella Grecia Antica




In tutte le civiltà antiche furono proposti vari rimedi terapeutici, a volte sconfinanti nella superstizione, per combattere soprattutto il mal di denti, il più temuto sintomo conseguente alla carie che poteva poi portare alla pulpite di difficilissima risoluzione. Tuttavia, solamente nella Grecia e nella Roma antica vari autori si posero nei confronti di questa patologia con un certo metodo. Ippocrate (460-370 a.C.) fu il primo autore nella Grecia antica a trattare le problematiche odontostomatologiche con un certo rigore.
Nel Corpus Hippocraticum troviamo diversi libri sulle varie tipologie dei denti e del cavo orale; la carie viene nominata più volte, ed è considerata come l’espressione di un’alterazione dei quattro umori. La terapia proposta era, nei casi più gravi e quando l’odontalgia era molto violenta, l’avulsione dell’elemento cariato; altrimenti si doveva procedere a sciacqui tenendo in bocca l’oppio, il pepe ed alcune erbe medicamentose essiccate.

Colluttori: linee guida per un corretto utilizzo

I collutori sono uno dei presidi sanitari più utilizzati per la protezione del cavo orale: il loro consumo è in costante aumento e nei Paesi dell’Europa occidentale rappresentano più del 9% della spesa per i prodotti per l’igiene orale. Nel 2006 i collutori, secondo quanto presentato da Pfizer Consumer Health Care, hanno raggiunto in Italia i 128,6 milioni di fatturato, circa un sesto del settore igiene orale. Ma, a fronte di un così massiccio utilizzo, abbiamo garanzie sulla loro qualità, sulla loro efficacia?

A questa domanda si sono proposte di rispondere, sul piano scientifico, le Linee Guida italiane sull’utilizzo dei collutori per la salute orale (ltalian mouthwash guidelines o Img). Le risposte fornite dalle Img sono la sintesi di oltre un anno di lavoro di un gruppo di studio costituito da 14 esperti designati dalle quattro associazioni professionali di categoria e coordinato da Andrea Pilloni dell’Università degli studi di Roma «La Sapienza». In particolare sono tre i quesiti a cui rispondono:
  1. l’uso dei collutori, associato alle usuali tecniche di igiene orale è in grado, rispetto al non uso, di prevenire la gengivite o le manifestazioni infiammatorie ad essa riconducibili? Esistono prove scientifiche di buona qualità per cui l’associazione di un collutorio alle usuali tecniche di igiene orale determina significativi vantaggi, rispetto al non uso, nei confronti dell’ infiammazione gengivale. Clorexidina e olii essenziali sono i principi attivi per cui sono disponibili il maggior numero di indagini metodologicamente di buona qualità. Anche il cetilpiridinio cloruro, seppure in numero minore di studi, ha evidenziato la capacità di migliorare gli indicatori di infiammazione gengivale.