Demenza, prevenzione grazie al computer?

Il computer vanta una folta schiera di detrattori, ma anche una altrettanto numerosa “ciurma” di fautori, che volentieri navigano in Internet senza lasciarsi scappare alcuna novità, e farebbero bene, perché secondo una ricerca condotta di recente l’utilizzo del pc ridurrebbe sino al 40% il rischio di declino cognitivo.

Disturbi psicologici bambini, a rischio chi trascorre più di due ore al giorno davanti a computer e tv

I bambini che trascorrono più di due ore al giorno davanti ad un computer o alla televisione hanno maggiori probabilità di soffrire di difficoltà psicologiche, indipendentemente da quanto siano attivi fisicamente.
Sono i risultati del progetto PEACH, uno studio su oltre 1.000 bambini di età compresa tra i dieci e gli undici anni, che ha misurato il tempo trascorso dai bambini di fronte a uno schermo, così come il loro benessere psicologico.

I ricercatori dello University of Bristol’s Centre for Exercise, Nutrition and Health Sciences, coordinati dal dottor Angie Page, hanno inoltre monitorato le ore spese dai partecipanti in attività fisica e vita sedentaria.
L’analisi dei dati raccolti ha dimostrato che più di due ore al giorno spese a guardare la televisione o ad usare il computer sono correlate a punteggi più elevati di difficoltà psicologica, indipendentemente da quanto tempo i bambini dedicavano all’esercizio fisico.

Computer, un hobby pericoloso

Chi usa il computer per lavoro sa che corre dei rischi già noti da tempo come l’abbassamento della vista, sindrome del tunnel carpale, mal di schiena, mal di collo, ecc. Ma in pochi sanno che anche per chi il pc è soltanto un passatempo da un’ora, o addirittura non lo accende proprio, può risultare ugualmente un pericolo.

Anzi, la “categoria” più a rischio è composta proprio da coloro che non sanno nemmeno che cosa è, e cioè i bambini al di sotto dei 5 anni. Capita spesso infatti che trotterellando per casa, un bambino inciampi sui cavi del computer, e possa farsi del male. Per questo la rivista American Journal of Preventive Medicine indica quali sono i maggiori pericoli domestici dovuti al computer, e come fare per evitarli.

Tecnostressati d’Italia disconnettetevi, oggi è il giorno di pc e telefoni cellulari spenti contro le netdipendenze

Mea culpa. Il mio pc è acceso e anche il cellulare continua a vibrare. E probabilmente anche quello di chi con la tecnologia non supera le tre ore al giorno complessive.  Ma se fate invece parte dei tecnostressati d’Italia, quelli che appena si svegliano accendono prima il computer e dopo il cervello, e il portatile se lo portano anche a letto, oggi sarebbe invece il caso di seguire i consigli degli esperti aderendo alla prima giornata nazionale a schermi spenti, un’iniziativa promossa dall’associazione Netdipendenza Onlus, in collaborazione con Assodigitale, Viadeo, Indranet e Scuola di Respiro.

Se il mondo dell’information tecnology rappresenta una realtà per certi aspetti estremamente versatile, comoda ed esemplificativa della vita moderna, dall’altra vanno perduti molto spesso i rapporti umani, la salubrità della vita all’aria aperta, e in molti casi, quando le ore trascorse al cellulare o su facebook e al pc, sono davvero troppe si verificano non pochi problemi per l’incolumità del nostro organismo.
Stare troppo tempo davanti allo schermo, infatti, è di frequente causa di calo della concentrazione, irritabilità, insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali e circolatori, respirazione corta e micro-apnee causate dalle tensione dell’overload di informazioni, tendenza alla solitudine. Tutti sintomi della netdipendenza e della condizione considerata ormai da molti patologica del tecnostress.

Adolescenti e obesità: alcool, Internet e poco sonno le cause

La società cambia e si evolve secondo schemi non sempre prevedibili, che stravolgono abitudini, stili di vita, modalità del relazionarsi creando generazioni completamente nuove sotto ogni aspetto.
Di certo, la più grande rivoluzione che ha interessato il nostro tempo è stata Internet, che ha accorciato le distanze, i tempi di ricerca e di lavoro, la condivisione del sapere, avvicinando mondi e culture diverse in pochi secondi.

Le nuove generazioni crescono trascorrendo sempre più tempo davanti al computer, fonte di vita sociale e relazioni anche amorose.
Sesso virtuale, amori on line, chat, forum, giochi di ruolo occupano le ore libere dei giovanissimi.
Con conseguenze non sempre positive. Come, ad esempio, l’aumento di peso dettato dal trascorrere molte ore seduti davanti al monitor del pc, spesso trangugiando snack e patatine.

Un pancreas artificiale possibile soluzione per i diabetici

Secondo i dati Istat relativi al 31 dicembre 2005, il diabete colpisce in Italia circa 2 milioni e 643 mila persone: il 53,1% di uomini contro il 46,9% di donne.
Il diabete di tipo I, in cui il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule beta che producono questo ormone, colpisce il 5,7% della popolazione, circa 150.000 individui.
Nel diabete di tipo II, caratterizzato dall’aumento della glicemia nel sangue, il pancreas è capace di produrre insulina ma l’organismo non è poi in grado di utilizzarla. Si tratta della forma più diffusa e riguarda 2 milioni e 437 mila persone.

La speranza di una possibile cura arriva oggi dalla scienza per gli ammalati affetti da diabete I, di origine autoimmune.

Le tastiere del computer? Peggio della tavoletta di un WC!

La tastiera del computer è più pericolosa di una tavoletta del WC! La tastiera riesce a contenere parecchi batteri, troppi, tanto che sono diventati pericolosi per chi utilizza le tastiere del computer al lavoro. Nelle tastiere si annidano così tanti da batteri da diventare “un centro di diffusione” di malattie e infezioni. La ricerca è stata condotta e pubblicata dalla “Which? Computing” una rivista britannica di consumo nella quale si legge che i maggiori colpevoli della presenza così elevata di batteri nella tastiera sono coloro che consumano il proprio spuntino nella postazione di lavoro in aggiunta alla scarsa igiene personale.