Fumo passivo, altamente nocivo per il feto

Il fumo attivo, si sa, fa male al feto in gravidanza. Quello che si sospettava, ma non si sapeva con certezza, è che anche il fumo passivo rischia di mettere a dura prova la salute del bambino, nuocendo gravemente alle sue condizioni generali.

Si tratta del risultato di uno studio condotto dall’Università di Nottingham il quale tenta di dimostrare come siano alte le probabilità che il bambino di una donna che vive vicino a fumatori accaniti possa presentare dei gravi problemi di salute alla nascita, od addirittura nascere morto. I risultati verranno pubblicati sulla rivista Pediatrics di Aprile.

Fumo passivo collegato anche al diabete

Non bastavano tumori e malattie cardiache, pare ora che il fumo di sigaretta sia legato anche ad un rischio maggiore di diabete di tipo 2, sia per i fumatori che per le persone che gli sono intorno. Ad affermarlo è uno studio del Brigham and Women’s Hospital di Boston e pubblicato su Diabetes Care.

I potenziali rischi per il diabete dall’essere esposti al fumo passivo non erano noti in precedenza, ha spiegato il dottor David Nathan, docente alla Harvard Medical School e ricercatore del Centro Diabete del Massachusetts General Hospital.

Infarto: cosa provoca un attacco di cuore

L’inquinamento atmosferico provoca più attacchi di cuore della cocaina, dell’alcool, del caffè e dello sforzo fisico, affermano i ricercatori Università di Hasselt in Belgio. Sesso, rabbia, marijuana e le infezioni respiratorie possono provocare infarti del miocardio in diversa misura, ma l’inquinamento atmosferico, in particolare quello del traffico intenso, è il principale colpevole.

I risultati, pubblicati su Lancet, suggeriscono che fattori come l’aria inquinata devono essere presi più sul serio quando si osservano i rischi per il cuore, e dovrebbero essere messi nel gruppo dei maggiori fattori di rischio.

Fumo passivo, bambini a rischio pressione alta

E’ dei giorni scorsi la notizia che in Italia si fuma di meno, grazie alla legge Sirchia entrata in vigore nel 2003 che vieta di fumare nei locali pubblici. Una buona notizia, anche alla luce di quanto apprendiamo oggi sull’ennesimo effetto collaterale che ha il fumo passivo sui bambini.

Pare, infatti, che fumare vicino ai più piccoli, magari anche davanti agli asili o alle scuole elementari in attesa che i figli escano da scuola, possa provocare un aumento della pressione sanguigna nei bambini.
Lo riporta uno studio pubblicato dall’American Heart Association.

Il fumo passivo uccide 600 mila persone all’anno

C’è un killer invisibile tra di noi, tutti lo conosciamo ma è quasi impossibile da evitare: il fumo passivo. Sono arcinote le conseguenze del fumo sulla salute dei fumatori, e negli ultimi anni anche del cosiddetto “fumo di seconda mano“. Il problema è che, nonostante le raccomandazioni, risulta difficile evitare di esporre al fumo passivo gli altri, specialmente i più piccoli.

Una ricerca condotta da Armando Peruga e Annette Pruss-Ustun dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su 192 Paesi, praticamente quasi tutto il mondo, ha rilevato che ogni anno sono più di mezzo milione le persone che, pur non fumando, muoiono a causa degli effetti del fumo.

Sigarette, un nuovo pericolo all’orizzonte: il “fumo di terza mano”

Non bastava solo il fumo di “prima mano”, o fumo attivo (le reazioni direttamente nel fumatore) e di “seconda mano”, o passivo (le reazioni su chi sta intorno al fumatore). Secondo una ricerca americana ci sono pericoli anche per il fumo di “terza mano”, o come è stato scientificamente definito, il residuo che può persistere per mesi dopo che una sigaretta è stata spenta.

I componenti del fumo di sigaretta che permangono a lungo possono infatti comportare rischi per la salute, in particolare per chi soffre di asma. Inoltre il fumo di terza mano può reagire con l’ozono per formare alcune piccole particelle potenzialmente dannose.

Fumo passivo: nocivo anche all’aria aperta

I fumatori sono una specie in via d’estinzione? Purtroppo no, ma con il diffondersi dei risultati di una ricerca australiana potrebbero diventarlo. Secondo i ricercatori dell’Università di Perth, non serve vietare ai patiti della sigaretta di fumare nei locali chiusi, perché anche all’aperto, nelle cosiddette “aree per fumatori”, il fumo passivo fa male.

Capita infatti che, nella maggior parte dei locali, non ci sia una saletta solo per i fumatori, e così i clienti che si vogliono accendere una “bionda” sono costretti ad uscire e a fumare per strada. Ma posizionandosi davanti l’ingresso del locale, si trovano in un punto in cui anche chi non fuma transita, e gli effetti che subisce dell’effetto passivo non sono poi così diversi da quelli che subirebbe se il fumatore fosse dentro il locale stesso.

Obesità infantile, colpa dei genitori fumatori

Due nuovi studi suggeriscono c’è una connessione tra i genitori che fumano e l’obesità infantile, collegata anche ad un cattivo comportamento, rispetto agli altri bambini. I ricercatori non hanno definitivamente dimostrato che le cattive azioni dei bambini a rischio possano essere strettamente collegate con i chili di troppo, ma in effetti, essendo considerato immorale per alcuni genitori fumare davanti ai figli, tutti gli altri comportamenti negativi potrebbero essere una conseguenza.

Eppure, uno “stretto legame” tra i genitori che fumano e i problemi di salute fisica e mentale nei loro bambini è stato notato, ha spiegato il dottor Jonathan Winickoff, professore associato di pediatria presso il Massachusetts General Hospital.

Il fumo passivo non fa male solo al fisico, ma anche alla mente

L’esposizione al fumo passivo sembra essere associata a stress psicologico e al rischio di futuri ricoveri in cliniche psichiatriche tra gli adulti, anche se in buona salute, spiega un rapporto pubblicato on-line che apparirà nel numero di agosto di Archives of General Psychiatry.

Un crescente corpus di letteratura ha dimostrato gli effetti nocivi sulla salute fisica da esposizione al fumo passivo. Data l’elevata prevalenza di esposizione al fumo passivo – negli Stati Uniti, si stima che il 60% degli americani non fumatori mostri la prova biologica dell’esposizione al fumo passivo – anche un basso livello di rischio può avere un impatto notevole sulla salute pubblica

scrivono gli autori.

Bambino di 2 anni: fuma 40 sigarette al giorno

 

Tabagismo: su celebra il 31 maggio la Giornata Mondiale senza Tabacco voluta dall’OMS. E’ normale dunque il proliferare in questi giorni di notizie che riguardano il vizio del fumo, ma la storia di Ardi Rizal, non avrei mai pensato di poterla leggere. Vorrei si trattasse di una nuova leggenda metropolitana, anche se le immagini lasciano pensare di no: stiamo parlando di una bambino di 2 anni che da circa 6 mesi fuma 40 sigarette al giorno.

E’ stato suo padre ad iniziarlo, convinto che non ci sia nulla di strano:  

“Ardi mi sembra sano, non capisco quale è il problema”.

 La mamma afferma di non riuscire a privarlo del suo pacchettino di “bionde”:

“Il piccolo comincia a piangere e a sbattere la testa al muro”.  

Fumo passivo accresce rischio di rinosinusite cronica

Gli individui che sono esposti maggiormente al fumo passivo in ambienti privati e pubblici sembrano avere maggiori probabilità di soffrire di rinosinusite cronica. E’ quanto si apprende in un recente studio pubblicato nel numero di aprile degli Archives of Otolaryngology-Head & Neck Surgery.
Il fumo passivo contiene oltre 4.000 sostanze, comprese le oltre 50 che sono note o sospettate causare il cancro, stando alle informazioni di base fornite nell’articolo. L’evidenza suggerisce che il fumo passivo è associato ad una varietà di malattie negli adulti e nei bambini, inclusa la sindrome di morte improvvisa del lattante, infezioni respiratorie acute, patologie dell’orecchio medio, asma, malattie coronariche e cancro del polmone e del seno.

Si stima che 126 milioni di non fumatori, il 60 per cento di tutti i non-fumatori americani, siano esposti al fumo passivo, il che lo rende un importante problema di sanità pubblica.
Il dottor C. Martin Tammemagi, della Brock University, a St. Catharine’s, in Ontario (Canada), ed i suoi colleghi hanno studiato 306 pazienti non fumatori con diagnosi di rinosinusite cronica (infiammazione del naso o dei seni  nasali che dura da 12 settimane o più). La loro esposizione al fumo passivo in casa, al lavoro, nei luoghi pubblici e privati nei cinque anni prima della diagnosi è stata confrontata con quella di 306 persone della stessa età, sesso e razza, ma non che non avevano rinosinusite.

Obesità e fumo durante la gravidanza: ecco come agiscono sul feto

Si fa presto a dire che obesità (della madre) e fumo passivo fanno male ai neonati, ma perché tutto ciò avviene? A spiegare questo fenomeno, senza saltare a conclusioni affrettate, ci hanno pensato degli scienziati egiziani, basandosi su prove di livelli elevati di globuli rossi nucleati nel cordone ombelicale, e pubblicando i loro studi sull’International Journal of Food Safety, Nutrition and Public Health.

I pediatri Abd ElBaky del Centro Nazionale delle Ricerche al Cairo e colleghi dell’Università della Capitale egiziana hanno scoperto che l’obesità e il fumo passivo sono fattori di rischio per l’elevata possibilità di avere un cordone ombelicale immaturo, o per i globuli rossi nucleati (NRBCs). Livelli elevati di NRBCs sono indicativi di una fornitura di ossigeno degradata per il bambino durante la gravidanza.

Il gruppo ha analizzato il sangue del cordone di tre gruppi di neonati. Il gruppo I (29 bambini) sono nati da madri obese. Il gruppo II (21 bambini) era composto da bambini nati da madri esposte al fumo passivo durante la gravidanza, e un gruppo di controllo III (15 iscritti) non aveva nessuno dei due problemi. L’équipe ha scoperto che la conta dei NRBC è stata maggiore nel gruppo I e II, rispetto al gruppo III. Hanno inoltre scoperto che l’indice materno di massa corporea (BMI) e peso alla nascita erano significativamente più alti nel gruppo I.

Il fumo passivo? Ha effetto anche sui fumatori attivi

Fino ad oggi la ricerca sul fumo si è concentrata sulle conseguenze del tirare boccate alla sigaretta, e di quelle sui non fumatori esposti al fumo passivo. Ma nessuno ancora aveva pensato che al fumo passivo sono esposti anche i fumatori stessi.

E’ noto infatti che coloro i quali hanno il vizio del fumo, danneggino la loro salute direttamente inalando il fumo dalla sigaretta. Ora, la ricerca pubblicata sul giornale del BioMed Central’s Open Access, la rivista Environmental Health, ha dimostrato che anche i fumatori attivi sono a rischio aggiuntivo di respirare il fumo presente nell’ambiente intorno a loro, sia che provenga da altri fumatori che da loro stessi, in contrasto con l’ipotesi prevalente che tali rischi sarebbero trascurabili rispetto a quelli direttamente prodotti dal fumo.