Epidemia di Escherichia coli, la situazione in Italia

Cominciamo con il tranquillizzare tutti: in Italia non si sono registrati casi di Ehec, la forma di Escherichia coli che ha causato il ricovero di circa 1000 persone in Germania ed il decesso di 6 pazienti. E allo stato attuale sembra anche difficile un contagio nel nostro Paese, anche se le autorità sanitarie preferiscono non escludere nessuna possibilità.

La situazione dell’epidemia vede segnalazioni in altri 6 Paesi dell’Unione Europea, oltre alla Germania. Ci sono infatti anche Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, ma qui c’è il primo interrogativo, stranamente non c’è la Spagna. Eppure i cetrioli “incriminati”, quelli che si diceva potessero essere i vettori del batterio killer, sono partiti proprio da lì.

Alcol, 20 mila morti all’anno in Italia

I danni dell’abuso di alcolici: una dipendenza ed un consumo eccessivo che provocano migliaia di morti ogni anno, decessi immediati e fatali come nel caso degli incidenti stradali causati spesso dalle sbronze, oppure malattie correlate all’alcol che uccidono più o meno lentamente.

In occasione dell’Alcohol Prevention Day 2011, oggi ci arrivano cifre allarmanti sia sulla situazione generale, trasmesse dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia nello specifico sui dati italiani, diffusi dall’ISS, l’Istituto Superiore della Sanità. Vediamole.

Nube radioattiva sull’Italia, i rischi per la salute

Un’attesa senza troppi allarmismi ma vissuta comunque con una certa allerta, quella per la nube radioattiva giapponese in Italia. Il passaggio, previsto probabilmente per le prossime ore, a partire dal Nord Italia, sarà monitorato dall’Ispra, in grado di rilevare anche i livelli di radioattività più impercettibili con i suoi sofisticati strumenti.

Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute di Milano, ha comunicato che il Comune si avvarrà di un tavolo di esperti per monitorare la situazione e prendere i dovuti provvedimenti in caso di pericolo. Ad ogni modo i cittadini saranno costantemente aggiornati, precisa.

Sangue: celebrata la Giornata Mondiale della Donazione

Si celebrata ieri la Giornata Mondiale per la Donazione del Sangue. Quest’anno lo slogan è stato “Sangue nuovo per il Mondo” ed ha teso ad aumentare il numero dei giovani tra i donatori volontari. Secondo i dati dell’Oms, che dal 2004 organizza questa manifestazione, in 77 paesi al mondo, ancora non c’è autosufficienza nel reperimento di sangue e suoi derivati (plasma e piastrine).

Sono luoghi in cui una trasfusione può salvare la vita a donne che hanno avuto un’emorragia durante il parto (ancora nel mondo una delle principali cause di decessi materni), o a bambini anemici perché denutriti o affetti da malaria.

Influenza A: altri due casi gravi in Italia

Così come, subito dopo il primo caso di influenza A in Italia se ne sono susseguiti a decine, anche dopo il primo caso grave, cominciano ad arrivare notizie di altre persone in pericolo di vita. Stavolta accade in Campania, dove due uomini lottano tra la vita e la morte.

Il più grave è un uomo di 50 anni, ricoverato in rianimazione, in quanto era già ammalato in precedenza di quelle condizioni che, conciliate con il virus A H1N1, possono portare alla morte: polmonite e cardiopatia dilatativa con insufficienza renale grave. Ma un nuovo fattore è allo studio dei ricercatori. Pare infatti che la polmonite non fosse presente prima del contagio, ma sia stata causata proprio dal virus dell’influenza suina.

Ru486 cos’è e quando si può assumere

Ieri parlavamo dell’entrata in vigore della pillola abortiva Ru486, il metodo di aborto chimico che negli altri Paesi europei esiste da tempo (in Francia è in commercio da 11 anni), ma che in Italia ha dovuto superare un lungo periodo sperimentale prima di poter essere autorizzata. Ora, all’indomani dall’approvazione, cerchiamo di capire come funziona, e perché fa così tanta paura al Vaticano.

La pillola Ru486 è in grado di interrompere una gravidanza in cui l’ovulo è già stato fecondato, dunque non deve essere confusa con la cosiddetta “pillola del giorno dopo“, che ha tutt’altra funzione, anche se la finalità è sempre la stessa. La nuova pillola è a base di mifepristone, e per poter interrompere la gravidanza, ha bisogno del supporto di un altro farmaco, la prostaglandina, la quale provoca delle contrazioni uterine che consentono l’espulsione dell’embrione.

Donna chiede di avere un figlio da marito in coma, primo caso in Italia

Qualche tempo fa ci occupammo di un evento che ha fatto scalpore oltremanica. Una donna, rimasta vedova, voleva un figlio. Così chiese ed ottenne la fecondazione assistita prelevando lo sperma dal cadavere di suo marito. Un evento simile in Italia difficilmente sarebbe stato accettato, ma adesso c’è il rischio di crearne uno molto somigliante anche qui da noi.

Una coppia di Vigevano, lui 35 anni, lei 32, avevano deciso di avere un figlio. Lui però fu colpito da un tumore fulminante al cervello e da allora è in coma. I medici hanno dato poche speranze di ripresa alla moglie che, per rispetto alla volontà del marito, ha deciso di esaudire il loro desiderio ed avere un figlio da lui, con una tecnica simile a quella della vedova inglese. Inutile dire che si sono immediatamente scatenate mille polemiche.

Trapianto di cornea, tra Grande Fratello e speranze

Grande Fratello. Che c’entra, direte giustamente voi. C’entra, perchè quest’anno la Casa più famosa e più spiata d’Italia ospita Gerry. Gerry è cieco Gerry è un trentunenne di Locri, non vedente che lavora a Fiumicino in aeroporto nell’area del trasporto dei disabili.: non vede dalla nascita, a causa di un glaucoma, malattia che porta danni al nervo ottico, e che, se non curata in modo pertinente, può portare alla cecità.

La storia di Gerry è ormai nota ai più: piccolo, a soli sette mesi, è stato sottoposto al primo intervento per la vista. Un anno dopo, ne aveva già subiti 14. Fino al trapianto di cornea, appunto, avvenuto nel settembre del 2007. Il suo volto è ancora segnato da quell’operazione.

In Italia troppi medici e pochi infermieri

Un rapporto scarsamente bilanciato, quello tra numero dei medici per abitanti e infermieri a disposizione delle strutture sanitarie. Il personale di assistenza agli ammalati è infatti inferiore alle unità reputate necessarie a garantire il pieno soddisfacimento delle reali esigenze dei vari ospedali italiani.
Sono gli sconfortanti dati che emergono dal Rapporto Ocse 2008 sulle risorse umane in ambito sanitario, diffuso sul sito del centro di epidemiologia dell’Istituto superiore di Sanità (Iss).

Dai dati raccolti nello studio risulta che in Italia nel 2005 c’erano a disposizione circa 600 medici ogni 100.000 abitanti.
Una proporzione elevata rispetto alle necessità concrete della popolazione, carente d’altro canto, di personale paramedico. Gli infermieri, infatti, scarseggiano. Basti pensare che nel 2006 secondo la Federazione nazionale dei collegi degli infermieri, il deficit di personale si attestava al 15%. Ma cosa rende così difficile mantenere un equilibrio e stimolare la crescità di risorse da impiegare nell’assistenza sanitaria, settore di vitale importanza per gli ammalati?