Bambini e sole: tra attivatori di melanina naturali e protezione solare

I bambini al sole sono molto più soggetti a scottature ed ustioni rispetto agli adulti. La loro pelle è di sicuro più delicata, non abituata all’aggressività dei raggi solari nocivi, nonostante la presenza naturale della melanina. Questa è una sostanza che l’organismo produce fisiologicamente in un meccanismo di autodifesa dalle radiazioni UV che emette il sole e provoca la colorazione tipica dell’abbronzatura. Al contempo filtra e rilette i raggi nocivi.

Attivatori di melanina, autoabbronzanti e protezione solare: quale differenza?

Prima di entrare nel merito degli attivatori di melanina e dintorni, cerchiamo di comprendere bene il meccanismo fisiologico dell’abbronzatura che mutua dalla melanina, una sostanza naturalmente prodotta dal nostro organismo.  Questa è responsabile sia del colore della pelle che dei nostri capelli. L’esposizione al sole ne stimola la produzione, favorendo dunque l’abbronzatura, ma tale meccanismo rappresenta anche un importante strumento di auto protezione che la pelle ha nei confronti dei raggi ultravioletti. La melanina infatti viene prodotta dalle cellule dell’epidermide (i melanociti) quale vero e proprio “filtro naturale”: in parte riflette le radiazioni ultraviolette ed in parte le assorbe e le blocca.

Abbronzatura, attivarla geneticamente è possibile?

Con l’arrivo dell’estate, quello di ottenere una abbronzatura adeguata ed una colorazione della pelle di un certo tipo diventa la preoccupazione di buona parte della popolazione. A risentirne maggiormente forse, le persone caratterizzate da una carnagione chiara, più soggette ad arrossamenti e tumori della pelle. Pensate come cambierebbe la loro vita se si trovasse la maniera di abbronzarsi tramite una crema che stimoli la melanina, una abbronzatura genetica.

Mara Maionchi ha la vitiligine

Quando a parlare di salute e malattie sono loro, i protagonisti dello star system, si accendono immediatamente i riflettori su patologie di cui in genere si sente parlare molto poco. Certo questo non è il caso del cancro alla gola di Michael Douglas, dal momento che i tumori sono purtroppo un argomento all’ordine del giorno vista la frequenza e l’incidenza sulla popolazione mondiale.

Più raro è invece sentir dibattere di vitiligine, una patologia dermatologica, di cui si discute in questi giorni dopo l’outing di Mara Maionchi sul settimanale Dipiù. La critica musicale di X-Factor, noto reality sui talenti emergenti della musica italiana in onda su Rai Due, ha dichiarato di essere afflitta dalla stessa malattia di cui soffriva Michael Jackson anche se, fortunatamente, non è stata colpita al viso come accadde alla pop star. Di che si tratta è presto detto.

Il colorito della pelle dà indizi sulla salute

I ricercatori delle Università di Bristol e di St. Andrews, nel Regno Unito, hanno scoperto che il colore della pelle di una persona influisce sulla percezione della sua salute e, pertanto, hanno rilevato che la dieta può essere fondamentale per raggiungere la carnagione migliore. Il lavoro sarà pubblicato sulla rivista Springer International Journal of Primatology.

Utilizzando un software specializzato, a 54 volontari caucasici di entrambi i sessi è stato chiesto di modificare il colore della pelle dei volti di maschi e femmine per farle sembrare più sane possibile. Hanno scelto di aumentare il colorito roseo, giallo e la luminosità della pelle.

La maggior parte dei precedenti lavori sui volti si è concentrato sulla forma del viso o la consistenza della pelle, ma una delle caratteristiche più variabili del viso è il colore. Abbiamo capito dal nostro precedente lavoro che le persone che hanno più colore hanno più ossigeno nel sangue, e sembravano in buona salute, e così abbiamo deciso di vedere ciò che gli altri colori influenzano nella percezione della salute. Questo ci ha dato alcuni indizi su quanto i pigmenti della pelle possono pesare in un aspetto sano

ha spiegato il dottor Ian Stephen dell’Università di Bristol. Questo tipo di pelle suggerisce la presenza di cuore e polmoni forti, i quali fanno apparire la pelle più rosea e sana. I fumatori e le persone affette da diabete o malattie cardiache hanno meno vasi sanguigni nella loro pelle, e così essa appare meno rosea.

Capelli bianchi: la causa è in ciò che mangiamo

Sul loro conto se ne sono dette davvero di tutti i colori. I capelli bianchi di certo sono il primo nemico degli over 40, quando una persona comincia ad aver paura di invecchiare, e allo spuntare dei primi capelli bianchi va nel panico.

Probabilmente la reazione è eccessiva, e spesso anche ingiustificata. Infatti non è detto che avere i capelli bianchi significhi necessariamente essere anziano (ci sono bambini che li hanno, giovani, oppure ci sono anziani che ad 80 anni hanno ancora il loro colore di sempre). Il responsabile quindi non è l’età, ma il nostro metabolismo. Secondo uno studio della Federation of American Societies for Experimental Biology condotto dal biologo Gerald Weissmann, i capelli incanutiscono a seconda di ciò che mangiamo, ma anche a causa dei continui lavaggi ed asciugature.

Addio capelli bianchi, una molecola farà ritornare il loro colore naturale

C’è chi pensa che i bellocci di Hollywood forse non sarebbero così attraenti se non fosse per quel capello brizzolato che fa impazzire molte donne. Quando invece i capelli bianchi arrivano a noi comuni mortali, il problema diventa grosso. Improvvisamente non si diventa più attraenti ma anziani.

Per tutti quelli che possono risentire di questo problema, una ricerca anglo/tedesca può riportare indietro nel tempo il proprio cuoio capelluto, facendo ritornare quel colore castano-biondo-rosso che li ha accompagnati per tutta la vita.

Aiutiamo l’abbronzatura: vitamine ed integratori

La nostra pelle lavora di giorno e soprattutto di notte, quando il riposo permette ai tessuti di utilizzare tutte le energie dell’organismo per riprendersi dallo stress ultravioletto. Lo fa per garantirci quel colorito tanto amato che esibiamo per tutta l’estate. In buona sostanza, l’abbronzatura. Vediamo come e perché. Spiega il dottor Andrea Romani, dermatologo a Montecatini Terme e segretario generale Isplad.

«Come è noto, il nostro organismo si difende dagli UV e dai danni provocati dalla tintarella attraverso due meccanismi: uno di pigmentazione immediata dovuta all’ossidazione della melanina, l’altro di pigmentazione ritardata dovuta alla sintesi della melanina da parte dei melanociti»

 Da alcuni anni si sa che la melanina non soltanto assorbe e riflette i raggi UV come un filtro solare, ma agisce anche da ‘spazzino‘ nei confronti dei radicali liberi, proteggendo così il DNA cellulare. La pigmentazione ottimale, che si ottiene in 8/10 giorni, protegge la pelle anche dalle esposizioni successive. Dopo 3-4 settimane, lo strato corneo s’ispessisce per difendere l’epidermide dagli UV.

Il massaggio autoabbronzante: dagli States un metodo per una tintarella invidiabile senza sole

Agosto è lontano e qualche domenica trascorsa al mare, o ahimè sul balcone di casa, in cerca di un po’ di colorito, non basta a smorzare il cadaverico bianco invernale.
Ma non disperate, se non avete tempo per un’abbronzatura al naturale, dagli States è arrivata una nuova tecnica che combina l’abbronzatura al relax: il massaggio autoabbronzante. Volete saperne di più?