Cesareo aumenta rischio obesità nei bambini

Partorire con il cesareo aumenta il rischio di obesità nei bambini. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’Harvard T.Chan School of Public Health (Usa) e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Pediatrics. Passati sotto la lente di ingrandimento oltre 22 mila ragazzi nati da più di 15.200 donne e seguiti per anni interi nell’ambito di un progetto mirato a mettere a fuoco il rapporto tra cesareo e problemi di obesità appunto.

Parto: quando è il momento giusto?

Un studio condotto negli Stati Uniti in merito alla mortalità neonatale per parto rischia di instillare il dubbio: ma il termine canonico in settimane per partorire è davvero valido per tutte? Siamo sicuri che questo periodo di tempo vada davvero bene?

Sesso: dopo il parto alle donne servono sei settimane

Sei settimane: è questo il tempo necessario alla maggioranza delle donne che hanno appena partorito per riprendere a fare sesso con il proprio marito o compagno. Questo se si tratta di parto naturale: in caso di parto cesareo, i tempi potrebbero infatti essere più lunghi.

Parto naturale stimola lo sviluppo del neonato

Il parto naturale favorisce lo sviluppo cognitivo del nascituro. A differenza del parto cesareo, che non favorisce la produzione di una specifica proteina in grado di sostenere lo sviluppo del cervello dei neonato, con degli effetti che possono essere riscontati anche in età adulta. E’ questa la scoperta effettuata dai ricercatori dell’università americana di Yale, e pubblicato recentemente sulla rivista di settore Plos One.

Cesareo durante operazione al cuore: madre e bimba salve

Un piccolo miracolo della medicina? Da qualsiasi punto di vista voglia essere letta, la storia di Veronica e di sua figlia, nata tra la notte di venerdì e di sabato è incredibile. La donna infatti, 32 anni, colpita da un malore è stata condotta presso l’ospedale di Teramo per un aneurisma dissecante dell’aorta.  E non solo si è riusciti a salvare la sua vita, ma anche quella della piccola creatura che da otto mesi portava in grembo.

Placenta Previa

Placenta Previa

La placenta previa è una complicanza della gravidanza in cui la placenta si sviluppa nella parte più bassa del ventre materno (utero) e copre tutta o in parte l’apertura della cervice. La placenta è l’organo che nutre il bambino in via di sviluppo nel grembo materno.

CAUSE: Durante la gravidanza, la placenta si muove quando l’utero si allunga e cresce. Nei primi mesi di gravidanza, una placenta bassa è molto comune. Ma con il progredire della gravidanza, l’utero in crescita dovrebbe “tirare” la placenta verso la parte superiore del grembo materno. Con il terzo trimestre, la placenta dovrebbe essere vicino alla parte superiore dell’utero, lasciando l’apertura della cervice pronta per il parto. A volte, però, la placenta rimane nella parte inferiore dell’utero, in parte o completamente coprendo questa apertura. Questo si chiama placenta previa.

Malasanità, lite tra medici a Bergamo: bimba nasce invalida

Ancora un caso di malasanità da segnalare. Stavolta sono gli Ospedali Riuniti di Bergamo nel mirino della giustizia, dopo una denuncia relativa ad un episodio avvenuto il 30 gennaio scorso. Protagonista la piccola Samanta, nata invalida a causa di complicazioni sorte, a quanto pare, per una lite tra due dottoresse che ha portato a rimandare di ben due giorni il cesareo.

La madre della piccola, per oltre 48 ore, è stata invitata a spingere ed ha assistito alla discussione tra i due medici, indecisi su quale di tipo di parto adottare.
Quando ormai era evidente che la bimba non sarebbe potuta nascere con un parto naturale, è arrivato l’intervento ma era troppo tardi. La donna ha ora l’utero lacerato e non potrà più avere figli. La bimba, invece, versa in condizioni gravissime: viene nutrita con un sondino nell’addome, deve esserle aspirato continuamente il muco per evitare il soffocamento e, come se non bastasse, è cieca.
Una storia triste per i genitori di origini albanesi,  che ormai da 16 anni risiedono e lavorano in Italia e che si sono trovati coinvolti in uno tra i casi di malasanità in sala parto che stanno facendo parlare di sé in questi ultimi mesi. I due hanno un’altra figlia di sei anni, Sara.

Parto naturale e cesareo: come ridurre i rischi

Parto naturale, abuso di cesareo, rischi, emergenze e scelte difficili. Al centro di tutto la salute di mamme e neonati. “Ospedali e territorio dedicati alla donna” è il titolo del 18° Congresso dell’AGUI (Associazione Ginecologi Universitari Italiani) che ha iniziato i lavori questa mattina. La salute della donna a 360° per fare il punto sulle ultime acquisizioni scientifiche sui fibromi uterini, l’endometriosi, il virus ed il vaccino per l’hpv e così via. Ma l’apertura è stata ovviamente dedicata ai recenti fatti di cronaca avvenuti in sala parto: dal nord al sud d’Italia.

Partorire è un’ esperienza meravigliosa, nella maggior parte dei casi, ma questo è sempre possibile dirlo dopo.

Prima, la donna vive con terrore l’idea dei dolori del travaglio o della fase dell’ espulsione cioè della nascita vera e propria. I fatti recenti hanno creato uno stato di allerta e di panico a dire degli esperti ingiustificati.

Dunque dal congresso non si poteva che lanciare un messaggio rasserenante: la ginecologia ed ostetricia italiane sono sane. Nel nostro paese c’è la più bassa mortalità materno-infantile al mondo. Nonostante l’alto numero di tagli cesarei.

Parto cesareo: i risultati del sondaggio commentati dall’esperto

Si è concluso il nostro sondaggio sull’uso e l’abuso del taglio cesareo in Italia. Avevamo sentito il bisogno della vostra opinione riguardo ai fatti di cronaca non troppo felici che hanno riguardato le sale parto italiane nelle ultime settimane. Troppi casi “sospetti”, un gran numero di complicanze inaspettate e forse un’eccessiva enfasi mediatica hanno posto l’accento su un problema che si conosceva e sul quale il Ministero della Salute stava già lavorando.

Da qui il nostro sondaggio. “Il parto cesareo, in Italia la percentuale più alta d’Europa. Perché secondo voi?” Le vostre risposte mi hanno colto di sorpresa.

Per il 36% dei lettori di Medicinalive che ha partecipato (anche grazie alla nostra pagina di facebook) la causa risiede nell’aumento dell’età media delle partorienti e nelle complicanze correlate.

Segue con il 22% l’opinione che sia la donna a richiedere il cesareo per avere la garanzia dell’anestesia, troppe volte negata!

Malasanità in sala parto ed abuso di cesarei: risponde Fazio

Malasanità in sala parto ed alto numero di parti chirurgici? Presto le linee guida sul taglio cesareo, tra l’altro già programmate da tempo, mentre per i drammatici fatti recenti bisognerà attendere i risultati delle indagini degli organi preposti.

Questo il succo della risposta del Ministro per la Salute Ferruccio Fazio all’interrogazione parlamentare voluta dalla deputata Carla Castellani.

Effettivamente, il ministro non ha potuto che ricordare che un percorso di controllo e regolamentazione è già stato attivato. Anzi, nel 2008, un accordo stato-regioni ha affidato al Ministero della Salute la funzione di osservatorio per il monitoraggio di alcuni eventi particolari e sfavorevoli, definiti “sentinella”e tra questi è compresa la morte materna o la malattia grave collegata al parto o al travaglio.

Parto cesareo: un test ne svela la necessità

Un test che predice la necessità di un parto cesareo: chissà se avrebbe evitato l’inopportuna lite dei due ginecologi del Policlinico di Messina. Certo è che l’esame in questione sembra essere possibile, anzi sarebbe già in uso in Norvegia, Belgio e Svezia. Ma di cosa si tratta di preciso? Il principio è semplice: l’utero è un muscolo e come tale, i suoi movimenti possono produrre acido lattico.

Il test consiste nella misurazione dei livelli di questa sostanza nel liquido amniotico. Quando la concentrazione di acido lattico è troppo alta (ovvero come quando fanno male i polpacci dopo una lunga camminata in salita) l’utero non è più in grado di avere le giuste contrazioni. Si inibisce quindi la possibilità di un parto fisiologico che avviene grazie alle naturali contratture uterine.

Neonato muore: i genitori, diverbio tra ostetriche

Non è possibile, un neonato è morto al Policlinico Casilino di Roma. Secondo la versione dei genitori, questa volta a litigare sull’opportunità di un taglio cesareo sono state due ostetriche. Nella giornata delle scuse per i fatti di Messina da parte del Ministro per la Salute Fazio, che ha dichiarato la sua intransigenza al riguardo, ecco che spunta un altro caso di presunta malasanità.

Il bambino è morto a due giorni dalla nascita. I genitori di 30 e 26 anni chiedono chiarezza ed eventuale giustizia. La donna era giunta in ospedale con due settimane di anticipo rispetto ad un cesareo programmato, manifestando forti dolori addominali.

Le due ostetriche avrebbero avuto un diverbio sull’opportunità dell’intervento chirurgico. Il padre del bambino ha percepito che ci fosse di mezzo un cambio di turno.

Ginecologi litigano durante un parto: gravi la mamma ed il bimbo

Una rissa tra ginecologi in sala parto per un cesareo: gravissime le condizioni di salute della mamma e del neonato! Sembra di raccontare un film dell’orrore, ed invece è la cruda realtà accaduta presso il Policlinico di Messina.

Laura Salpietro una giovane trentenne al primo figlio entra in sala parto per vivere l’inizio di una nuova vita: la nascita di un bimbo. Il momento crea sempre ansia: non riesco ad immaginare cosa abbia provato quando il suo ginecologo di fiducia ha iniziato a litigare con un collega, fino ad arrivare alle mani. Davanti a lei, impaurita doppiamente, con una abbondante emorragia in corso.

Secondo quanto raccontato da Matteo Molonia (marito della donna) ai Carabinieri i due medici avrebbero iniziato a discutere per gelosie professionali, su chi e come avrebbe dovuto operare la giovane Laura.

Asma, più a rischio i bambini nati da parto cesareo

Da oggi preferire il parto naturale per far venire alla luce un figlio, salvo non si riveli strettamente necessario un taglio cesareo, può risultare ancora più utile per salvaguardare la salute del nascituro.
Una recente ricerca olandese, effettuata da un gruppo di ricercatori coordinato da Caroline Roduit, e pubblicata sul periodico di malattie respiratorie Thorax, ha infatti stabilito che i bambini nati con un cesareo sono più a rischio asma rispetto ai neonati messi al mondo in modo naturale.

Le percentuali non sono da sottovalutare, dal momento che si tratta di cifre molto alte: a partire dall’ottavo anno di vita i bambini nati con cesareo hanno ben l’80% di probabilità in più di ammalarsi di disturbi alle vie respiratorie come l’asma.