Parto naturale, solo 7.300 donne all’anno possono farlo

Sono solamente 7.300 le donne che in Italia, ogni anno, possono fare il parto naturale inteso come senza farmaci o interventi medici e con rapporto uno a uno tra la donna che partorisce e l’ostetrica. Un numero piuttosto esiguo rispetto al numero medio delle donne che danno alla luce un bambino.

Nascita Lotus ( o Lotus birth), cosa è

Cosa è la nascita Lotus o “Lotus birth“? Si tratta di una tendenza che sta prendendo piede oltreoceano e che consiste nel non eseguire il taglio del cordone ombelicale dopo la nascita del bambino. Cerchiamo di capirne insieme dettagli ed implicazioni.

Parto in casa, cosa serve a partire dal travaglio

Parto in casa, cosa serve a partire dal travaglio? Alcune donne amano l’idea di poter partorire nell’intimità della propria casa come accadeva nei tempi passati. Questo non significa affrontare la procedura senza le giuste precauzioni. Vediamo insieme cosa fare.

Mamme a casa sei ore dopo il parto anche in Italia

Mamme a casa sei ore dopo il parto anche in Italia. E’ questa la proposta fatta per riformare il sistema sanitario nazionale e la sperimentazione attualmente in atto presso l’ospedale Torregalli di Firenze. In un simile protocollo vi sono dei vantaggi indubbi ma anche alcune problematiche. Ragioniamoci insieme.

Parto in casa, non è garantita la sicurezza

Il parto in casa? Non può essere considerato perfettamente sicuro e questo è un fattore che va sottolineato, soprattutto dopo che la Regione Lazio, con un decreto, ha stabilito un rimborso economico di circa 800 euro per chi deciderà di far nascere il proprio bambino tra le mura domestiche.

Dice no ad aborto, figlio nasce sano: donna denuncia Fatebenefratelli

Il feto è morto, va eliminato. Questo il messaggio delle parole che una mamma alla 5° settimana di gravidanza si è sentita dare al Pronto Soccorso dell’Isola Tiberina. Dando retta al suo istinto non si è “liberata” di quell’embrione. E 8 mesi dopo ha dato alla luce nello stesso ospedale un bambino sano. Ora vuole denunciare l’ospedale.

Parto con il forcipe addio?

Quando si parla di gravidanza e parto, l’uso del forcipe per aiutare il bambino ad uscire dalla vagina della madre è un protocollo talvolta necessario che si tende ad evitare per possibili conseguenze sul neonato. Ora un meccanico argentino ha messo a punto, insieme ad un gruppo di ricercatori una sorta di cavatappi morbido che potrebbe rivelarsi un’ottima soluzione.

L’orgasmo durante il parto esiste

Nel corso del parto una donna può incorre in un fenomeno non usuale ma presente nella letteratura medica conosciuto come l’orgasmo del parto. Vediamo insieme di cosa si tratta, sottolineando che si tratta di un eventualità che occorre nello 0,3 % dei casi.

Parto: quando è il momento giusto?

Un studio condotto negli Stati Uniti in merito alla mortalità neonatale per parto rischia di instillare il dubbio: ma il termine canonico in settimane per partorire è davvero valido per tutte? Siamo sicuri che questo periodo di tempo vada davvero bene?

Sesso: dopo il parto alle donne servono sei settimane

Sei settimane: è questo il tempo necessario alla maggioranza delle donne che hanno appena partorito per riprendere a fare sesso con il proprio marito o compagno. Questo se si tratta di parto naturale: in caso di parto cesareo, i tempi potrebbero infatti essere più lunghi.

Parto naturale stimola lo sviluppo del neonato

Il parto naturale favorisce lo sviluppo cognitivo del nascituro. A differenza del parto cesareo, che non favorisce la produzione di una specifica proteina in grado di sostenere lo sviluppo del cervello dei neonato, con degli effetti che possono essere riscontati anche in età adulta. E’ questa la scoperta effettuata dai ricercatori dell’università americana di Yale, e pubblicato recentemente sulla rivista di settore Plos One.

Parto cesareo, in Italia se ne abusa

 

 Parto cesareo, ovvero quella tecnica chirurgica necessaria ad evitare complicanze, spesso a salvare la vita alla donna o al bambino che sta per nascere. In Italia nel 1980 si praticavano 11 cesarei ogni 100 nascite. Nel 1985 l’Oms raccomandava di non eseguire più di un taglio ogni 7 parti. Questo dato, corrispondente al 15% della casistica, rappresenta la soglia limite oltre la quale non esiste certezza di beneficio per mamma e bimbo. In Italia eravamo bravi dunque.

Da quegli anni, le indagini diagnostiche, i controlli in gravidanza ed il ricorso ad una analgesia epidurale anche per i parti spontanei avrebbe dovuto provocare una ulteriore inversione di tendenza. Invece no, siamo arrivati addirittura al 38%, primi assoluti in tutta Europa, seguiti dal Portogallo con un 33% e poi dall’Olanda con il 15%. Se si leggono le casistiche, si scopre che nella regione Campania si arriva addirittura al 62%, contro il 23 % del Friuli Venezia Giulia.

Asma, più a rischio i bambini nati da parto cesareo

Da oggi preferire il parto naturale per far venire alla luce un figlio, salvo non si riveli strettamente necessario un taglio cesareo, può risultare ancora più utile per salvaguardare la salute del nascituro.
Una recente ricerca olandese, effettuata da un gruppo di ricercatori coordinato da Caroline Roduit, e pubblicata sul periodico di malattie respiratorie Thorax, ha infatti stabilito che i bambini nati con un cesareo sono più a rischio asma rispetto ai neonati messi al mondo in modo naturale.

Le percentuali non sono da sottovalutare, dal momento che si tratta di cifre molto alte: a partire dall’ottavo anno di vita i bambini nati con cesareo hanno ben l’80% di probabilità in più di ammalarsi di disturbi alle vie respiratorie come l’asma.