Metabolismo, mangiare peperoncino aiuta a dimagrire?

Mangiare peperoncino accelera il metabolismo e aiuta a dimagrire? Di certo questo particolare alimento è portatore di sostanze che possono aiutare, chi ha bisogno di perdere peso, ad avere un supporto naturale per raggiungere il proprio scopo.

Tumore al polmone, peperoncino utile?

Il peperoncino potrebbe essere utile contro il tumore al polmone? E’ uno studio della Marshall University Joan C. Edwards School of Medicine, presentato al meeting annuale dell’ American Society for Investigative Pathology, nell’ambito di Experimental Biology 2019 a sollevare la questione.

Peperoncino, proprietà nutritive, controindicazioni e benefici

Sui presunti effetti benefici del peperoncino si discute da tempo e sono in molti a sostenere che questa spezia faccia benissimo all’organismo. Adesso arriva anche uno studio belga a confermare gli effetti enefici del peperoncino che agirebbe da scudo per il fegato. Merito della capsaicina, sostanza di cui questa spezia è molto ricca. Ma vediamo quali sono le proprietà nutritive, le eventuali controindicazioni e i benefici del peperoncino.

Chili peppers

Dimagrire con il peperoncino

 

Il peperoncino come strumento per dimagrire. Aprono questa strada i ricercatori della School of Pharmacy dell’Università del Wyoming, i quali in un loro recente studio spiegano che la capsaicina può fare di più che farci sentire il piccante in bocca quando li mangiamo.

Nuovo farmaco antidolorifico dal peperoncino

Il peperoncino come base di un nuovo farmaco antidolorifico? E’ questo quello che il prof. Laykea Tafesse ed i suoi colleghi pensano di essere in grado di ottenere e lo hanno dimostrato attraverso i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista di settore Journal of Medicinal Chemistry.

Cenone di Capodanno, con i cibi che fanno dimagrire mangiando in salute

E’ il sogno di tutti: un gustoso Cenone di Capodanno a base di cibi che fanno dimagrire anziché ingrassare, in netta controtendenza, ma soprattutto fanno bene alla salute. Gli esperti dicono che nei prossimi giorni riusciremo ad accumulare ben 14.000 calorie che dopo l’Epifania si trasformeranno come per magia in due o tre chili di troppo. Ma i sogni a volte si possono avverare, occorre chiedere consulenza alla persona giusta ed è quello che abbiamo fatto noi di Medicinalive verificando prima di tutto se esistono cibi in grado di far dimagrire mangiando e come funzionano. Risponde la nostra esperta, dottoressa Maria Assunta Coppola biotecnologa medico e nutrizionista.

Perdere peso, il peperoncino aumenta il dispendio energetico

I peperoncini possono aumentare il dispendio energetico nelle persone che cercano di perdere peso.
Immaginate la vostra gioia mentre vi godete il vostro cibo preferito messicano, magari un bel burrito con fagioli sormontato da una grossa dose di peperoncino piccante. Capita che in un sol boccone ingeriamo più pezzetti di peperoncino e in quel caso avvertiamo immediatamente una sensazione di calore che sale.
Gli scienziati spiegano questo fenomeno attribuendolo ad una sostanza contenuta nei peperoncini chiamata capsaicina, che non solo aggiunge sapore alla nostra alimentazione, ma stimola il nostro corpo a scaldarsi. Si ipotizza che le piante si siano dotate di capsaicina, nel corso della loro evoluzione, per liberarsi dagli insetti e dagli altri predatori fastidiosi che ne attentavano le foglie. In molte cucine tradizionali di diversi Paesi del mondo i cibi che la contengono sono volutamente consumati per accendere un piatto.

Ma questa non è la sua sola funzione, a quanto pare. Stando ad uno studio dei ricercatori del Center for Human Nutrition dell’UCLA, l’università californiana di Los Angeles, i peperoncini e le altre spezie piccanti non soddisferebbero soltanto le papille gustative, ma accelererebbero altresì il processo di dimagrimento, contribuendo a farci perdere quei centimetri in più che si accumulano intorno alla vita.

Dal peperoncino arriva l’idea per un antidolorifico che non crea dipendenza

Una sostanza simile alla capsaicina, che dà al peperoncino il suo caratteristico bruciore, viene generata anche nel corpo umano quando si prova dolore. Gli scienziati della University of Texas Health Science Center a San Antonio hanno scoperto come bloccare queste molecole simili alla capsaicina e hanno creato una nuova classe di analgesici che non creano dipendenza. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Investigation.

Il ricercatore senior era Kenneth Hargreaves, docente e presidente del Dipartimento di Endodonzia presso la Scuola per Dentisti all’UT Science Center. Amol M. Patwardhan, laureato del Dipartimento della Health Science Center di farmacologia che ha lavorato sotto la supervisione del Dr. Hargreaves, è l’autore principale.

Quasi tutti potranno provare dolore persistente ad un certo punto nella loro vita. I nostri risultati sono veramente emozionanti, perché offrono ai medici, dentisti e pazienti più opzioni nella prescrizione dei farmaci per il dolore. Inoltre, essi possono contribuire a circoscrivere il problema della dipendenza da antidolorifici, e hanno il potenziale di dar beneficio a milioni di persone che soffrono di dolore cronico ogni giorno

spiega il Dott. Hargreaves.

Crolla il mito dei cibi afrodisiaci, a far scoppiare la scintilla è solo la mente

I cibi afrodisiaci? Tutta un’invenzione, stando a quanto emerso nel corso del convegno della Società italiana di fisiopatologia della riproduzione (Sifr) e la Società italiana di andrologia e medicina (Siams) ad Abano Terme. A dirlo è l’endocrinologa Katherine Esposito, della Seconda Università di Napoli. Peperoncino, ostriche, cioccolato, aglio, tutti inutili dunque? Pare proprio di sì, perchè il segreto dell’eccitazione sessuale e dell’input che fa scattare la libido è in nessun altro posto se non nella nostra mente. Lo chiarisce bene la stessa Esposito quando dichiara, lasciando pochi dubbi:

La mente è il primo e vero afrodisiaco

Ma allora come si spiega che dopo una cenetta a base dei cibi considerati finora tra i più afrodisiaci si tende a lasciarsi andare più facilmente? Non è forse vero che molte conquiste si fanno proprio prendendo uomini e donne per la gola?

Il pepe: una nuova arma nella guerra alle zanzare

Con l’arrivo della bella stagione si riapre, ogni anno, l’eterna guerra tra uomo e zanzara, senza esclusione di colpi e stratagemmi, dai più classici ai più disparati.
Zanzariere, lozioni repellenti da spalmare o spruzzare sull’epidermide, piante di geranio alla finestra, candele alla citronella in ogni stanza, zampironi acchiappazanzare e ultimo, ma tra i più usati, il corpo a corpo tra uomo e zanzara, con cuscini, mani e fogli di giornale, che trasforma le serate estive in coprifuochi, le stanza in campi di battaglia, i cuscini in trincee, correndo il rischio di non distinguere tra umani e insetti chi sia la vittima e chi il carnefice.

A correrci in aiuto è Alan Katritzky, chimico dell’Università della Florida, che ha ingaggiato due volontari per sperimentare nuovi repellenti estratti dal pepe.

Il peperoncino pungente, un potente analgesico


Il principio attivo pungente che ha già dimostrato, nell’applicazione locale, di poter diminuire il dolore presente in diverse patologie (neuropatia diabetica, malattie reumatiche, cefalee, nevralgia post-herpetica), la capsaicina del peperoncino, ha fornito nuove prove a sostegno della sua capacità analgesica. Il Journal of Contemporary Dental Practice (marzo 2008) pubblica un rapporto, ad opera di studiosi brasiliani, sul trattamento antidolorifico di una neuropatia periferica post-traumatica mediante l’applicazione di capsaicina in un paziente di 62 anni, privo di denti.

Sottoposto ad un intervento di reimpianto dentale e applicazione locale di un gel di capsaicina per ridurre il dolore, quest’ultima ha dimostrato di poter diminuire i sintomi dolorosi della neuropatia, non solo in questo caso clinico, ma anche da quanto risulta dall’analisi della letteratura scientifica.