Rifiuti tossici sotto un campo di cavoli: terra dei roghi (VIDEO)

Rifiuti tossici speciali ed altamente pericolosi, a tal punto che i guanti degli operatori della Guardia forestale si sono sciolti al contatto. Il tutto sotto ad un campo coltivato a broccoli, cavolfiori e finocchi. Dove? A Caivano, nel triangolo della morte, nella terra dei fuochi, dei roghi tossici, in quella terra avvelenata a nord della provincia di Napoli e a Sud della Provincia di Caserta in cui si muore di tumore tre volte più che nel resto d’Italia.

Roghi tossici e tumori: foto e video dal “triangolo della morte”

Dalle mie parti l’incidenza dei tumori è la più alta d’Italia e qualcuno ancora non sa perché. Noi che ci viviamo invece sì. Questa mattina mi sono svegliata con uno strano sapore in bocca ed un’insolita puzza che penetrava nelle mie narici. Era diversa da quella acre che entrava nella stanza da letto ieri sera. Dipende da cosa bruciano di volta in volta nelle campagne qui vicino. Già, perché io vivo in uno dei tanti comuni del “triangolo della morte”, quell’area tra la provincia nord di Napoli e a sud di Caserta, ormai nota come terra dei roghi o dei fuochi tossici che uccidono.

Aborto spontaneo in aumento nella terra dei roghi tossici (video)

Nulla cambia nella Terra dei Fuochi, ovvero in quell’area della Campania che va dal Nord di Napoli fino a tutta la provincia di Caserta: si muore di tumore ogni giorno sempre di più, aumentano l‘asma e le allergie respiratorie, le malattie della tiroide, le malformazioni fetali, gli aborti spontanei. Un dato agghiacciante, raccolto in un video dal giornalista di Avvenire Pino Ciociola, durante una serie di interviste proprio sui roghi tossici di questa terra avvelenata: una gravidanza su 7 si conclude con un aborto spontaneo.

Rifiuti e roghi tossici, in bici per dire stop (foto)

Una passeggiata in bici per dire stop ai rifiuti tossici, nell’agro aversano in provincia di Caserta. La manifestazione che si è svolta questa mattina “Stop Biocidio” è stata organizzata dal “Coordinamento Comitato Fuochi”per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei rifiuti tossici abbandonati nelle terre locali e che con regolarità vengono bruciati con il risultato di dare vita a ben più pericolose esalazioni: qui si muore di cancro più che in ogni altra parte d’Italia.

Le lampadine a basso consumo potrebbero essere pericolose

Le lampadine a basso consumo potrebbero essere un pericolo per la salute a causa dei vapori di mercurio che vengono rilasciati nell’aria. A lanciare l’allarme, un’indagine condotta da un gruppo di ricercatori della Jackson State University.

Emergenza rifiuti in Campania, i rischi per la salute dei cittadini

Affrontiamo l’emergenza rifiuti nel napoletano dal punto di vista della salute pubblica. Quanto influisce sulla qualità della vita e sul benessere dei cittadini il riemergere periodico di queste crisi, puntualmente scatenate dalle discariche sature, dagli inceneritori fuori uso, dalla spazzatura per le strade, alle quali fanno seguito i roghi di immondizia, gli scontri con le forze dell’ordine, la chiusura delle scuole ed i disordini ai quali stiamo assistendo in questi giorni, scenario peraltro già visto e rivisto negli ultimi anni, più o meno dal 1994?

Partiamo dall’associazione più lampante che viene in mente quando si parla di rifiuti, o meglio di quelli tossici che presumibilmente e verosimilmente la camorra infiltra nelle terre ormai avvelenate della Campania (e dell’intero Sud Italia): la relazione pericolosa con l’incremento dei tumori nella regione. Esiste un legame dimostrato tra l’aumento dei casi di cancro e la gestione fuori controllo della spazzatura?

Allarme rifiuti radioattivi a Savignano Irpino, registrato aumento incidenza tumorale in Campania

Due episodi di illegalità hanno oggi riportato l’attenzione sul problema dell’inquinamento causato dai rifiuti radioattivi.
Il primo riguarda l’intercettazione di un carico di rifiuti destinato allo smaltimento nella discarica di Savignano Irpino, carico contenente tracce di materiale radioattivo, potenzialmente pericoloso per la salute degli abitanti della zona.
Il secondo fatto, altrettanto grave, riguarda il blocco di altri due tir contenenti ben quaranta quintali di rifiuti tossici, diretti in Irpinia, introdotti stavolta illegalmente in Campania e provenienti dalla provincia di Foggia.

L’intervento tempestivo dei carabinieri ha scongiurato il pericolo in entrambi i casi, dimostrando la piena capacità di gestire una situazione così delicata come quella dell’ingresso di rifiuti tossici in Campania, situazione che va avanti da anni più o meno alla luce del sole.
Ma non basta aver bloccato i carichi radioattivi per rassicurare i cittadini dei comuni prescelti per i siti di stoccaggio.

Malattie professionali. I nanotubi presto nel mirino?

Furono le notevoli proprietà tecnologiche, come la refrattarietà al fuoco, e il basso costo a fare dell’amianto un materiale largamente utilizzato nel nostro paese nel campo dell’edilizia e delle industrie metallurgiche e navali, soprattutto fra la fine degli anni sessanta e la metà degli anni settanta. Questo fin quando non emersero prove schiaccianti circa la sua pericolosità per la salute. In particolare l’esposizione alle fibre di amianto è associata con assoluta evidenza a malattie dell’apparato respiratorio come l’asbestosi, la prima malattia polmonare cronica amianto-correlata riconosciuta dall’Inail, e il carcinoma polmonare, oltre che al mesotelioma pleurico e dei bronchi.

Per questo motivo l’amianto è vietato nel nostro paese già dal 1992. Nonostante ciò i casi di tumore al polmone, asbestosi e di mesotelioma sono in aumento come conseguenza dell’esposizione negli anni precedenti. Mentre in passato quindi è stato l’amianto ad essere sotto accusa oggi sono i nanotubi ad essere sorvegliati speciali e a destare, se non preoccupazione, almeno qualche perplessità.