A rischio per tutta la vita i bambini che sono nati prematuri

Se la gravidanza dovrebbe durare nove mesi, un motivo c’è. I neonati prematuri potrebbero soffrire di problemi di salute per tutto il corso della loro esistenza, a partire già dall’infanzia, sino ad arrivare all’età adulta.
Lo dimostra un’importante studio compiuto su un campione di quasi un milione di nascite in Norvegia. I nati prematuri avevano più probabilità di morire da bambini, e meno probabilità di riprodursi con successo da adulti.

Secondo una ricerca riportata dal Journal of the American Medical Association, i bambini prematuri otterrebbero anche meno successi a livello scolastico e nell’istruzione in genere.

Ristoranti vietati per gli obesi negli Stati Uniti

Avete presente il cartello esposto all’ingresso di molti ristoranti in cui accanto all’immagine di un cagnolino c’è scritto “io non posso entrare”? Bene negli Stati Uniti fra non molto insieme a quella del nostro amico a quattro zampe sul cartello ci potrebbe essere l’immagine di una persona obesa. E’ stata infatti presentata un proposta di legge secondo la quale dovrebbe essere vietato l’ingresso nei ristoranti alle persone eccessivamente in sovrappeso, pena una dolorosa ammenda per i ristoratori. L’iniziativa è del deputato repubblicano del Missisipi W.T.Mayhall, cui si sono uniti un altro repubblicano e un democratico, Bobby Shows e John Read.

La proposta di legge, della quale, fortunatamente, lo stesso Mayhall ha ammesso la natura provocatoria, nasce dal riconoscimento della vastissima diffusione dell’obesità in America. Il Mississippi, in particolare vanta un poco lodevole primato in quanto un terzo dei suoi abitanti è in sovrappeso e questo dato sembra in crescente aumento. E’ noto da tempo infatti che gli Americani sono, per così dire, un popolo obeso, a causa del consumo elevato di cibi ipercalorici, distribuiti principalmente dalle catene di fast food onnipresenti negli Stati Uniti, bevande zuccherate e dello stile di vita sedentario. In particolare, sarebbe la scarsa disponibilità degli americani a spendere denaro per l’acquisto di cibi sani a favorire la diffusione e il consumo di cibi a basso costo e di scarsa qualità.