Tumore al cervello, cellulari e cordless sotto accusa

I cellulari e i telefoni cordless sono finiti di nuovo sul banco degli imputati. Alcuni studiosi, infatti, ritengono che siano dannosi, altri, invece che non abbiano alcun effetto sulla salute. Secondo una nuova ricerca, condotta presso l’Hospita Örebro in Svezia, un uso prolungato di questi apparecchi aumenterebbe il rischio di tumore al cervello.

Non solo smog, l’inquinamento arriva anche da cellulari, elettrodomestici e pc

Se credete che il pericolo inquinamento arrivi solo dallo smog, non pensiate che gli elettrodomestici in casa, i cellulari o il pc siano poi tanto innocenti. L’esposizione continua a campi elettromagnetici, infatti, potrebbe provocare gravi danni alla salute. E con i recenti provvedimenti legislativi, il rischio sembra persino maggiore.

Cellulari e tumori: Report riapre il dibattito

Ma i cellulari fanno male o no? Pensavamo di aver chiuso questo dibattito con un rinvio del giudizio a data da destinarsi, quando cioè saranno passati abbastanza anni da capire se effettivamente c’è qualche conseguenza, ed invece ecco qua che la trasmissione di Rai 3 Report l’ha riportato in cima agli argomenti di interesse generale. Secondo il servizio, i rischi pare ci siano davvero, anche se limitati ad un utilizzo spasmodico, in particolare nei bambini.

Igiene: un telefono cellulare su 6 è contaminato da batteri fecali

Nella Giornata mondiale della pulizia delle mani arriva una notizia che ha un che di sconcertante: un cellulare su 6 è contaminato da batteri fecali. Per dirla in parole povere, ad almeno una persona su 6 è capitato di essere andata in bagno e non essersi lavata le mani prima di toccare il proprio telefono. La conseguenza è che proliferano i batteri sul viso e sulle mani di persone che, in questo modo, diventano più inclini ad alcuni tipi di malattie.

Perdere il cellulare fa male alla salute…

Perdere il cellulare, sia per distrazione che a causa di un’abile mano lesta, farebbe male alla salute… A decretarlo, un team di studiosi dell’Università del Kansas che hanno condotto un’indagine sul nostro rapporto con il telefonino.

Tumori e telefonini: ora ci si mette anche il cordless

La diatriba tra chi afferma che i telefonini provochino i tumori e chi invece si oppone a questa teoria va avanti ormai da anni, da quando cioè i cellulari sono stati inventati, e probabilmente continuerà almeno per altri 20 o 30, finché non sarà passato abbastanza tempo da poter dare un’occhiata ai dati più concreti di ipotesi e proiezioni.

Oggi però si aggiunge un’altra voce al dibattito, quella di Rash Bihari Dubey, ricercatore dell’Apeejay College of Engineering, in India, che ha affermato di essere “al di sopra delle parti”, e voler rivelare la verità sugli effetti dei telefonini. Dubey basa la sua ricerca, più che sui telefonini, sui telefoni cordless, perché i dati su questa tecnologia sono precedenti, e dunque più numerosi, rispetto a quelli disponibili sui cellulari.

Continua il dibattito sui cellulari: adesso fanno male, ma non per le onde elettromagnetiche

I bambini che parlano con i telefoni cellulari mentre attraversano la strada hanno un più elevato rischio di morte o lesioni a causa di un incidente. A lanciare questo allarme è uno psicologo dell’Università dell’Alabama di Birmingham, Despina Stavrinos, in un nuovo studio che apparirà nel numero di febbraio di Pediatrics.

I telefoni cellulari offrono comodità e sicurezza alle famiglie, ma possono anche costituire un rischio, in particolare quando i bambini lo usano per più finalità, le quali riducono le capacità cognitive dedicate ad attività potenzialmente pericolose come l’attraversamento stradale.

Per lo studio, i ricercatori hanno utilizzato un software di realtà virtuale e tre schermi per la visualizzazione di un incrocio simulato con veicoli di dimensioni diverse che viaggiano sulla strada virtuale. Gli psicologi hanno rilevato che tutti i bambini, anche quelli che hanno maggior esperienza nel parlare al cellulare, sono più propensi a mostrare i comportamenti a rischio quando attraversano la strada parlando al telefono.

Quando il solo legame a letto sono le connessioni wireless…

Ancora una volta sotto accusa la tecnologia. Sembrerebbe che smartphone, personal computer e connessione wi-fi stiano distruggendo l’intesa sessuale di molte coppie.
Eh si, perchè a letto si porterebbe…il computer. Secondo un recente sondaggio, il 37% dei proprietari di un pc portatile, lo utilizzano spesso in camera da letto.

Recenti notizie e rapporti di ricerche diverse, potrebbero portare alla conclusione che stiamo spendendo una montagna di soldi…per uccidere la nostra vita sessuale. Già, perchè a quanto pare le spese in oggetti high-tech sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni. Palmari, cellulari multifunzione, maxi schermi ultrapiatti da posizionare in camera da letto.

Problemi di insonnia? La tecnologia sotto accusa

Sembra confermato che fare abuso della tecnologia influisce negativamente su qualità e quantità del sonno. Dopo i recenti studi che hanno mostrato che le radiazioni emesse dai telefonini possono disturbare la qualità del riposo notturno, ad essere messi sotto accusa adesso sono internet e televisione. In particolare dagli studi condotti sull’uso di telefoni cellulari è emerso che le persone che usano il cellulare prima di andare a letto hanno difficoltà a raggiungere gli stadi più profondi del sonno (quelli in cui ci si riposa di più). Quanto invece alla cattiva influenza di internet e tv la scoperta è dei Center for Disease Control and Prevention americani che hanno condotto uno studio su quasi 20000 persone provenienti da quattro stati diversi: New York, Hawaii, Delaware e Rhode island.

Lo studio ha dimostrato che le persone che trascorrono molto tempo davanti al computer o alla tv non solo dormono meno ma anche peggio. Il dato sembra però in correlazione con scorrette abitudini di vita come quella di sorbire un caffè o una bibita alcolica mentre si è intenti a guardare il proprio programma tv preferito o a navigare su internet. I più interessati dal problema sono i giovani occidentali. A tutti i partecipanti allo studio è stato chiesto quanti giorni nel mese precedente avevano dormito poco o male. I risultati hanno rilevato che solo un terzo degli intervistati dichiarava di non aver avuto alcun problema a dormire nel periodo indicato.