Nascita Lotus ( o Lotus birth), cosa è

Cosa è la nascita Lotus o “Lotus birth“? Si tratta di una tendenza che sta prendendo piede oltreoceano e che consiste nel non eseguire il taglio del cordone ombelicale dopo la nascita del bambino. Cerchiamo di capirne insieme dettagli ed implicazioni.

Staminali, nasce sito d’informazione su cordone ombelicale

Non tutti conoscono l’importanza del cordone ombelicale nella lotta contro le leucemie e le malattie del sangue. Proprio per questo motivo, la Adoces, associazione donatori cellule staminali, ha deciso di aprire un portale attraverso il quale informare la massa su tutto ciò che è possibile fare con questa piccola e dimenticata parte di noi.

Fino alla scoperta delle cellule staminali e del loro possibile utilizzo, il cordone ombelicale rappresentava semplicemente il filo d’unione tra il neonato e la madre. Un tubo attraverso il quale il feto si nutre nel corso della gravidanza ed elimina le sostanze giù utilizzate.

Leucemia, bimba guarita dopo trapianto cellule staminali

Leucemia, si può combattere con le cellule staminali. Una bambina tedesca di nove anni è guarita da una grave forma di leucemia linfoblastica acuta. Il caso è stato reso noto solo ora.

Un precauzione presa in virtù della grave patologia dalla quale la bambina era affetta, ma soprattutto per via della pioneristica tecnica messa in atto dai medici dell’Advocate Hope Children Hospital. La bimba è infatti stata sottoposta ad un trapianto di cellule staminali più di 6 anni fa.

Più cordoni ombelicali da conservare

Più cordoni ombelicali da con­servare negli ospedali del Ssn. Con l’obiettivo ambizio­so di raggiungere 25mila nuove uni­tà fino al 2011 (oggi ci sono circa 20mila cordoni conservati). A que­sto punta il «progetto perla raccolta e la conservazione di unità del sangue da cordone ombelicale» al­l’esame della Conferenza Stato-Re­gioni firmato dal Centro nazionale sangue e dal Centro nazionale tra­pianti. Dopo il no del ministero del Wel­fare alla donazione autologa (quella per il proprio figlio), la strada sembra, infatti, quella di «incrementare il numero delle unità bancate effetti­vamente disponibili all’uso trapian­tologico».

Come? Innanzitutto pre­vedendo l’estensione dell’attività dì raccolta presso un numero «progres­sivamente crescente di punti nascita del territorio nazionale». E in questo senso un obiettivo «sostenibile e ve­rificabile» potrebbe essere: garantire la raccolta del sangue cordonale almeno in tutti i punti nascita con oltre 500 parti. Il progetto punta anche a consen­tire la possibilità «in qualunque giorno dell’anno» di poter effettua­re la donazione con l’accesso 24 ore al giorno alla donazione nei punti nascita.

Perchè donare il cordone ombelicale al momento del parto

Nel cordone ombelicale al momento del parto sono presenti le cellule staminali ematopoietiche che derivano da una cellula ancora più primitiva, l’emangioblasto. Quest’ ultima rappresenterebbe la cellula progenitrice comune da cui, mediante diversi stadi differenziativi originerebbero sia le cellule ematopoietiche che le cellule endoteliali vascolari, ovvero le cellule che rivestono lo strato interno di tutto i vasi sanguigni che compongono l’albero circolatorio e che sono a diretto contatto con il sangue.

Le cellule staminali ematopoietiche mostrano delle caratteristiche importanti tra le quali, da una parte, la possibilità di moltiplicarsi dando origine a cellule mature differenti tra loro e dall’ altra quella dell’ automantenimento. In pratica, quando la cellula staminale si divide genera due cellule figlie, una simile alla madre, che conserva tutte le caratteristiche morfologiche e biologiche della cellula madre, mentre l’altra cellula si moltiplicherà incessantemente, sino a formare un gran numero di cellule mature.

La cellula che non si suddividerà ulteriormente, occupa la nicchia del midollo osseo ove si trovava la cellula madre, mentre le cellule che si moltiplicano e si differenziano lasciano la nicchia materna e man mano che maturano colonizzano gli organi ove la loro presenza è necessaria. Nel midollo osseo rimane sempre un numero abbastanza costante di cellule staminali collocate in “case predisposte allo scopo“, mentre un gran numero di cellule destinate a moltiplicarsi, a maturare e specializzarsi raggiungono progressivamente tutti i distretti dell’ organismo ove sono richiesti la loro presenza e la loro attività.