Alzheimer, esame sangue per diagnosi anticipata?

Un esame del sangue per una diagnosi anticipata di Alzheimer? E’ quanto afferma uno studio pubblicato su Nature Medicine dall’Università di Washington con il Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), l’Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih) e l’Università di Tubinga. Attraverso un semplice prelievo si sarebbe in grado di scoprire una proteina spia dell’Alzheimer ancora prima che la malattia dia segnali.

Alzheimer, test del sangue per la diagnosi?

Diagnosticare l’Alzheimer con un semplice esame del sangue. E’ questo lo scopo di molte ricerche che negli anni si sono susseguite in tutto il mondo. A cercare (di nuovo) di raggiungere questo risultato vi è anche un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Los Angeles.

 

Celiachia, nuovo test per la diagnosi

Un gruppo di ricercatori italiani ha messo a punto un nuovo test che aiuterebbe a diagnosticare con maggiore velocità la celiachia nelle persone che potrebbero soffrirne per predisposizione genetica. Tutto attraverso l’individuazione di una specifica proteina ed i suoi anticorpi attraverso un esame del sangue.

Dimostrate meno anni? E’ grazie al Dna

Quando qualcuno vi dice che mostrate meno anni della vostra età vi sentite compiaciuti e decisamente soddisfatti. Non lo sapete forse, ma vi è una spiegazione scientifica, recentemente scoperta: è tutto grazie al DNA ed alle sue molecole. Si tratta del processo di modificazione chimica dello stesso chiamata metilazione.

Tumore alla prostata: nuovo esame del sangue più preciso

Un nuovo marker in grado di evidenziare meglio nei pazienti con PSA alto se vi è presenza di tumore alla prostata potrà essere eseguito per i pazienti del Servizio di Patologia Clinica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Il nuovo esame, messo a punto per limitare le biopsie non necessarie, si eseguirà su un normale prelievo del sangue per la prima volta in una struttura sanitaria pubblica nel Lazio.

Trigliceridi alti, cause, sintomi, dieta e rischi

I trigliceridi sono un tipo di grasso presente nel sangue, utilizzato dal corpo come scorta di energia. Vengono accumulati soprattutto attraverso la dieta, mentre sono prodotti in piccola percentuale dal fegato. Una volta sintetizzati, vengono immagazzinati nel tessuto adiposo. Alti livelli di trigliceridi nel sangue, tuttavia, sono un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, per l’arteriosclerosi e per il diabete.

Depressione: un’analisi del sangue predice se i farmaci funzioneranno

Una delle difficoltà nella cura di alcune malattie mentali come la depressione sta nel fatto che non sempre i farmaci funzionano. Però spesso questi hanno gli effetti collaterali, esponendo i pazienti ai rischi di un farmaco inutile o dannoso, senza i benefici che ne dovrebbero conseguire. Questo rischio però potrebbe non essere più corso se una sorta di “test” realizzato dall’Università Loyola di Chicago fosse riconosciuto come affidabile.

Longevità: un esame del sangue dice quanto ci resta da vivere

Per secoli gli esseri umani hanno consultato cartomanti, maghi e fattucchiere per scoprire quanti anni gli restavano da vivere. Ma un risposta (quasi) certa può arrivare solo dalla scienza. Si chiama semplicemente Life Lenght (lunghezza di vita), ed è un test preparato da un gruppo di studiosi spagnoli dello Spanish National Cancer Research Centre di Madrid, secondo i quali basta un esame del sangue per capire quanto ci rimane da vivere.

Il test si basa sulla misurazione dei telomeri, le regioni terminali dei cromosomi, che secondo la loro teoria più sono corti e minore è l’aspettativa di vita. A dir la verità, come spiega Maria Blasco, responsabile dell’invenzione, se i suoi ricercatori si possono dire sicuri di questo, non possono esserlo del contrario, cioè più lunghi sono e più si vive.

Mucca Pazza, creato primo test del sangue affidabile

Un test in grado di riscontrare il morbo della mucca pazza nel sangue con largo anticipo rispetto alla manifestazione dei sintomi ora è realtà.

Si tratta del risultato di uno studio effettuato dai medici inglesi dell’University College di Londra appena pubblicato sull’ulto numero della rivista specializzata in pubblicazioni scientifiche “The Lancet”.

Morbo di Alzheimer e perdita della memoria, un rischio prevedibile

Parliamo di perdita della memoria in relazione al morbo di Alzheimer. Come sapere se si è a rischio per intervenire tempestivamente e limitare i danni? Secondo un recente studio, il declino delle funzionalità cognitive si può prevedere nei pazienti in età avanzata ed in perfetta salute, analizzando i dati combinati di un esame del sangue genetico e di una risonanza magnetica funzionale.

Un test combinato che ha avuto successo riconoscendo in tempo i segnali di perdita della memoria imminente in ben tre quarti dei partecipanti all’analisi, tutti soggetti che avrebbero iniziato a sviluppare il disturbo entro 18 mesi dalla data di effettuazione dell’esame.

Diabete e malattie cardiache, in arrivo test che vede, prevede e previene

Sappiamo ormai da tempo quanto la prevenzione e la diagnosi tempestiva siano fondamentali per sconfiggere ed arginare le conseguenze di numerose patologie. Ecco perché si fa un gran parlare di fattori di rischio per l’una o l’altra malattia. Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata su variazioni genetiche, valori, e segnali spia in grado di dirci, anche con molto anticipo, quante probabilità abbiamo di subire un infarto piuttosto che un ictus o di ammalarci di malattie neurodegenerative, come il Parkinson o l’Alzheimer.

Ed oggi su Medicinalive vogliamo parlare proprio di un test capace di prevedere il rischio di incidenza di big killer come le malattie cardiache, e del diabete, epidemia del nuovo millennio in continua e rapida espansione nelle società occidentali.
Con un semplice esame del sangue, che verrebbe a costare non più di tre euro (due sterline) i ricercatori del King’s College di Londra promettono di prevedere e dunque prevenire l’insorgenza di disturbi cardiaci e diabete.
Un test che potrebbe essere disponibile sul mercato entro 5 anni e che per ora è stato presentato al Festival della Scienza di Birmingham in corso in questi giorni.

Un esame del sangue ci dirà a cosa siamo allergici

Un semplice esame del sangue può ora prevedere se i neonati sono a rischio elevato di sviluppare allergie anche quando invecchieranno, grazie alla ricerca effettuata all’Università di Adelaide. Il professor Tony Ferrante, un immunologo del Pathology and the Children’s Research Centre presso l’Università di Adelaide (Australia), dice che il nuovo marcatore può essere la svolta più significativa nella sperimentazione sull’allergia degli ultimi decenni.

Una proteina nelle cellule immunitarie dei neonati, sembra avere la risposta se un bambino potrà essere protetto o sensibile allo sviluppo di allergie in futuro

afferma il professore. L’incremento delle cellule di segnalazione della proteina chiamata protein-chinasi zeta C, sono molto più bassi nei bambini a rischio di allergie. Il professor Ferrante spiega che l’esame del sangue è molto più efficace degli indicatori precedenti, come ad esempio la storia clinica della famiglia o la misurazione degli anticorpi IgE.

Morbo di Alzheimer: allo studio un test per la diagnosi precoce

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha evidenziato un rapporto diretto tra due anticorpi specifici e la gravità dei sintomi del morbo di Alzheimer, aumentando le speranze che un esame del sangue possa diagnosticare per tempo questa malattia devastante.

I ricercatori provengono dall’Università della Georgia, il Charlie Norwood VA Medical Center di Augusta e dal Medical College della Georgia, ed hanno analizzato i livelli di anticorpi in campioni di sangue di 118 pazienti adulti con età a rischio di demenza. Il team, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Gerontology: Medical Sciences, ha scoperto che la concentrazione di due proteine specifiche è coinvolta nell’aumentata risposta immunitaria man mano che la gravità della demenza aumenta. Queste le parole di Stephen Miller, professore e coordinatore della ricerca:

Abbiamo riscontrato una forte e coerente relazione tra due particolari anticorpi ed il livello di riduzione del valore. La ricerca ci avvicina al nostro obiettivo di sviluppare un esame del sangue che possa diagnosticare il morbo di Alzheimer o potenzialmente identificare se qualcuno è a più alto rischio di contrarre la malattia.