Allergia al latte si sconfigge bevendolo

Paradossalmente bere il latte può aiutare a sconfiggere l’allergia al latte stesso. Ovviamente si tratta per il momento solo di sperimentazioni condotte in un campione di pazienti affetti da questo tipo di allergia alimentare sotto stretto controllo medico, da non ripetere assolutamente da soli a casa.
Lo studio effettuato dai ricercatori del Johns Hopkins Children’s Center insieme agli scienziati della Duke University, ha appurato l’efficacia della somministrazione di latte nei bambini allergici per aiutarli a superare gradualmente il disturbo ed evitare lo scatenarsi di reazioni allergiche.

Nonostante l’esiguo numero di pazienti impiegati nella sperimentazione, soltanto diciannove bambini, i risultati sono stati soddisfacenti e fanno ben sperare.
Nello studio, i ricercatori hanno confrontato un gruppo di bambini che hanno ricevuto latte in polvere ad un gruppo di bambini che ricevevano placebo di aspetto e sapore identico al latte in polvere vero. Né i pazienti né gli studiosi sapevano quale bambino avesse ricevuto il latte in polvere, secondo una rigorosa impostazione di ricerca che minimizza la possibilità di errore e pregiudizi.

Colesterolo: impiariamo a controllarlo

L’ invecchiamento ha assunto in questi ultimi anni un valore e un’importanza sempre crescenti. Visto, anche e soprattutto, l’allungamento della speranza di vita: 84 anni per le donne e 79 per gli uomini. Inoltre, si associa alla frequente comparsa di malattie cronico-degenerative, come per esempio l’aterosclerosi. In uno scenario che prevede questo allungamento della vita media la prevenzione assume, dunque, un ruolo-chiave e gli alimenti, in particolare, rivestono un’importanza fondamentale nella ricerca e nel mantenimento di uno stato di salute e benessere.

 Se la dieta giornaliera viene integrata con fibre, carboidrati complessi a basso indice glicemico impiegando, quando opportuno, cibi arricchiti in fitosteroli o proteine della soia e si pratica una regolare attività fisica si normalizzano i livelli di colesterolo senza ricorrere a terapie farmacologiche. Le informazioni più aggiornate hanno ridimensionato il ruolo della restrizione alimentare per mettersi al riparo dal colesterolo. Il quale, come ormai tutti sanno, è contenuto solo negli alimenti di origine animale.

Bere quattro bicchieri di latte al giorno riduce il rischio fratture

Bere quattro bicchieri di latte al giorno riduce del 72% il rischio di fratture. A dimostrarlo uno studio internazionale coordinato dall’università di Zurigo e dalla scuola di medicina di Darthmouth, i cui risultati sono stati anticipati sul prestigioso quotidiano parigino Le Figaro, presentato in occasione del Congresso europeo annuale di reumatologia (Eular) che si tiene in questi giorni proprio nella bellissima capitale francese.

Lo studio ha coinvolto 930 persone tra i venti e gli ottanta anni, tutte in buone condizioni di salute. Il campione è stato suddiviso in due gruppi: ad uno sono stati somministrati 1.200 milligrammi di calcio al giorno (equivalenti a quattro bicchieri di latte) tutti i giorni per quattro anni, agli altri un placebo. Mentre nel primo gruppo si è verificato un solo caso di frattura all’anno, nel secondo i casi sono stati ben 14.

Una colazione ricca migliora la mente


La prima colazione è un momento alimentare troppo spesso trascurato nelle famiglie italiane e a farne le spese sono purtroppo i bambini. E’ dimostrato che saltare la prima colazione, oltre a causare ipoglicemia e ridotta concentrazione mentale, si correla positivamente con l’obesità. L’assenza della prima colazione innesca un processo che va ad influire negativamente sulla dieta alimentare della giornata del bambino. Infatti laddove il bambino non consuma la prima colazione si trova ad abbondare nello spuntino di metà mattina arrivando a pranzo con scarso appetito. Così consumerà una merenda abbondante e ritornerà a cena di nuovo con poco appetito. In questo modo ci troviamo di fronte ad una errata distribuzione dei pasti giornalieri dal momento che il bambino si è presentato ai pranzi principali con scarso appetito, per questo diventa importante iniziare bene la giornata con una buona colazione.

Una prima colazione abbondante quindi è da sempre consigliata da tutti i dietologi. Oggi la consigliano anche gli psicologi. Secondo uno studio condotto dall’Istituto Telethon di ricerca sull’infanzia di Perth, aggiungere un frutto o un bicchiere di latte alla prima colazione di un adolescente, aiuta a proteggerlo da depressione, ansietà e disubbidienza.

Bambini a tavola. I genitori diano il buon esempio

I nostri bambini mangiano troppe merendine, dolci, gelati e bibite zuccherate, soprattutto a merenda. Se in questo caso è la televisione a dare il cattivo esempio, lo stesso non può dirsi riguardo allo scarso consumo di alimenti come latte e verdure, del quale sono i genitori ad avere la responsabilità. Questi i dati emersi da uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù su 600 nuclei familiari del Lazio, i cui risultati sono stati presentati a Roma in occasione del convegno “La Prevenzione nutrizionale delle patologie cronico-degenerative dell’adulto, in età pediatrica, nel Lazio“.

Se era già noto che il tasso di obesità infantile nel nostro paese ha subito, negli ultimi dieci anni, un aumento tra il 10 e il 40% con il 25% in più di bambini obesi negli ultimi cinque anni, il dato stupefacente è che ad influenzare le abitudini alimentari dei più piccoli è la famiglia ancora più che la tv o i coetanei.

Allergie alimentari per 150.000 bambini italiani

Secondo una indagine condotta dal sito ambulatorio.com sarebbero almeno 150.000 (il 9%) i bambini italiani sotto i tre anni affetti da allergie alimentari. I risultati sono stati ottenuti attraverso la somministrazione di un questionario online a 2.500 genitori. Le allergie alimentari infantili più comuni sono quelle al latte vaccino e i suoi derivati, seguite da quelle a uova, noccioline e arachidi. Queste, afferma il dottor Italo Farnetani, noto pediatra e docente universitario dell’Università Milano Bicocca, tendono a regredire con la crescita, spesso per scomparire del tutto intorno ai sei anni. Nel frattempo è opportuno fare molta attenzione che i piccoli non assumano i cibi che possono causare reazioni allergiche.

L’allergia a latte e formaggi può comparire già nei primi mesi di vita e manifestarsi con disturbi gastro-intestinali (diarrea, vomito, rigurgiti, coliche, scarso accrescimento ponderale), sintomi respiratori, eruzioni cutanee. Poichè questi cibi rappresentano la principale fonte di calcio per i più piccoli, principio nutritivo fondamentale per lo sviluppo di denti e ossa, occorre fare in modo che il bambino lo assuma attraverso altri alimenti che pertanto non devono mai mancare nella sua dieta. I genitori devono quindi orientare le proprie scelte verso cibi diversi dai latticini che ne sono ugualmente ricchi: il pesce, soprattutto tonno e sardine, gli spinaci, i legumi, fichi, cavoli, arance e kiwi.