Obesità, raddoppia rischio complicazioni respiratorie sotto anestesia generale

I pazienti obesi hanno il doppio delle probabilità di sviluppare complicazioni alle vie respiratorie sotto anestesia  generale rispetto ai soggetti non obesi. A dirlo è un recente studio britannico che dimostra, oltre al rischio più alto che insorgano problemi respiratori, come un semplice strumento in unità di terapia intensiva, il capnografo, potrebbe ridurre la mortalità e i danni cerebrali diretta conseguenza delle complicazioni respiratorie in anestesia generale.

Il capnografo altro non è che un sistema di monitoraggio della respirazione, eppure nel corso di questa ricerca specifica, si è visto che la sua mancanza in unità di terapia intensiva ha provocato ben il 74% dei decessi.

Obesità: i più grassi sono gli americani, i più magri sono i giapponesi

Triste primato, ma ne eravamo consapevoli già da tempo, hanno gli Stati Uniti sul fronte peso forma: gli americani sono quelli che si allontanano di più dalle misure sane, ovvero, detto non proprio carinamente, i più grassi del mondo. I più magri sono invece i giapponesi. I dati si riferiscono ai Paesi con il reddito più alto e sono solo alcuni di quelli riportati da tre diversi studi pubblicati proprio oggi sulla prestigiosa rivista di divulgazione scientifica Lancet.

Tutti preoccupanti, non c’è che dire. Come quello, a dir poco allarmante, che riguarda i tassi di incremento dell’obesità, o meglio l’epidemia dilagante di obesità, come viene definita negli ultimi anni.

Diabesità, la pandemia di obesi e diabetici che allarma il mondo

Qualcuno penserà ad un errore, ma diabesità è il nuovo termine coniato dagli esperti per indicare la condizione di obesi e diabetici. Una nuova pandemia causata dalla scarsa attività fisica, dall’eccesso di cibo, dalle diete ipercaloriche. Tutti fattori di rischio dell’obesità che a sua volta è legata a maggiori probabilità di sviluppare il diabete.

Se ne è parlato nel corso del convegno svoltosi ieri al Senato, dal titolo Diabesità, la prevenzione comincia a tavola. Ad organizzarlo, per correre ai ripari e frenare il dilagare di quella che è una vera e propria epidemia mondiale, i dietologi della fondazione ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) e l’associazione Diabete Italia.
Oggi nel mondo ci sono 246 milioni di diabetici e se pensate che siano tanti vi sconvolgeranno le cifre previste per il 2025: ben 380 milioni di persone saranno afflitte dalla patologia.
In Italia i diabetici sono 4 milioni, gli obesi 4 milioni 700 mila ed in 8 casi su 10 il diabete è scatenato dall’obesità.

Malattie cardiache: i bambini obesi sotto i 7 anni sono in pericolo anche senza i fattori di rischio

Prima dei 7 anni di età essere obesi può aumentare il futuro rischio di contrarre malattie cardiache e ictus, anche senza la presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare come l’elevata pressione sanguigna. A lanciare l’allarme è un nuovo studio, presentato alla 91esima riunione annuale dell’Endocrine Society’s a Washington, DC. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Nemours Children’s Clinic dal dr. Charles DelGiorno, dimostra che le malsane conseguenze di un eccesso di grasso corporeo iniziano molto presto.

L’obesità da sola è legata ad alcune anomalie nel sangue che possono predisporre gli individui a sviluppare malattie cardiovascolari in età adulta precoce. Spiega il dr. Mauras, uno degli autori dello studio:

Il nostro studio suggerisce che c’è bisogno di interventi più aggressivi per il controllo del peso nei bambini obesi, anche quelli che non hanno la sindrome metabolica.

Questa è uno dei fattori di rischio che aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus e diabete. E’ sempre più spesso diagnosticata nei bambini in sovrappeso, nei quali diventa il problema maggiore. Sebbene la sua esatta definizione sia ancora molto dibattuta nel mondo scientifico, per ricevere una diagnosi di sindrome metabolica, in generale, è necessario disporre di almeno tre delle seguenti condizioni: aumento della circonferenza vita (grasso addominale), basso HDL (o colesterolo “buono” ), trigliceridi elevati (grassi nel sangue), la pressione alta e alto glucosio nel sangue (zucchero nel sangue).

Obesi pagheranno due biglietti d’aereo

Un motivo in più per recarsi da un dietologo stimato ed affidabile se si rientra nella fascia della popolazione obesa: molte compagnie aeree stanno infatti tassando i passeggeri in evidente sovrappeso facendo loro pagare due biglietti, invece che il singolo ticket previsto.

La motivazione, che può essere additata come una grave mancanza di tatto e di sensibilità da parte delle aziende aeree, in realtà nasce da un bisogno concreto. Quello di accogliere le centinaia di lamentele degli altri passeggeri normo-peso che si ritrovano a condividere la coppia di sedili che caratterizza le file di posti sui velivoli con una persona obesa. Schiacciati, pigiati e scomodi per tutta la durata del viaggio, appare chiaro che appena scesi a terra corrano a fare le loro rimostranze senza fare troppo caso al garbo e alla delicatezza, pretendendo in molti casi anche il rimborso per il disagio che sono stati costretti a subire.

Saper gestire le emozioni migliora le scelte alimentari

Benvenuti nella società della comunicazione a fini commerciali. Mai nella storia si è raggiunta una tale quantità di informazioni pubblicitarie, trasmesse istantaneamente da una parte all’altra del globo, e immediatamente recepite. Basti osservare i cartelloni pubblicitari che campeggiano lungo le strade, magari in curva. O ancora accendere la televisione e soffermarsi sulla breve ma incisiva descrizione di un prodotto durante uno spot pubblicitario. Musica, immagini ed effetti speciali in tal caso giocano un ruolo più forte delle stesse parole e d’altra parte, prestateci attenzione, il volume è più alto durante le pause pubblicitarie, malgrado nessuno di noi abbia schiacciato il tasto per aumentare l’audio.

Cartelloni, dépliants, spot televisivi giocano indubbiamente un ruolo nelle nostre scelte di consumatori, più o meno inconsciamente ci lasciamo condizionare dall’effetto provocato e provocatorio dei pubblicitari. Ma è proprio nel modo in cui recepiamo le informazioni che sta la chiave per non farsi influenzare anche in scelte fondamentali per la salute, vale a dire gli acquisti di prodotti alimentari. Secondo un recente studio, pubblicato dal Journal of Consumer Research, le descrizioni sui menù dei ristoranti e le pubblicità incidono sulle nostre emozioni, scatenando reazioni positive che portano all’acquisto.

Guardate come si combatte l’obesità in Giappone: uno straordinario modello da seguire

Il Giappone non è certo un Paese con problemi di obesità nella popolazione.
Nonostante ciò l’iniziativa presa per contrastare il sovrappeso è una delle più drastiche e riuscite che si sia mai vista sinora.
Una legge in vigore da circa due mesi prevede, infatti, che nei check-up annuali previsti venga introdotta la misurazione del livello di adipe.

Uomini e donne di età compresa tra i 40 e i 74 anni sono obbligati a sottoporsi ad una misurazione della “ciccia”, per valutare tempestivamente il rischio di obesità ed intervenire immediatamente.