Testosterone e un po’ di follia: ecco la ricetta del potere

Essere capi carismatici non è una cosa che si può imparare col tempo: leader si nasce. Lo dice uno psichiatra che ha trovato le radici del potere: è questione di ormoni e di aspetto fisico. Gli ultimi studi sulla relazione tra cervello e potere hanno confermato con dati scientifici quello che la storia ci aveva già rivelato: leader carismatici si nasce, non si diventa.

Certo, un ambiente adeguato favorisce il trionfo mentre una serie di sconfitte può metterlo in crisi. Ma la conquista del potere, la capacità di gestirlo e il dono di incantare le folle, sono aspetti che derivano direttamente dalla composizione biologica dei capi. Gli ormoni, i neurotrasmettitori , i neuroni e ovviamente l’aspetto fisico sono componenti biologiche che contano fino al 35% per un politico che scala la piramide del potere.

Lo assicura lo psichiatra catalano Adolf Tobena. “Gli individui dominanti, crudeli, persuasivi e manipolatori – scrive l’ esperto nel suo ultimo saggio, Cerebro y goder (Cervello e potere) sono perfetti per la lotta al potere e questi attributi dipendono dal loro circuito neuronale e dagli ormoni“. Dato che il potere richiede lotta e competenza, sono gli androgeni, gli ormoni sessuali maschili, ad avere un rilievo particolare.

Arriva dalla Gran Bretagna l’utero in silicone

Un piccolissimo dispositivo di silicone sarà testato su 40 donne in Gran Bretagna, per far crescere nell’utero materno sin da subito dopo la fecondazione gli embrioni ottenuti in provetta. Ad annunciarlo il settimanale britannico New Scientist. La tecnica, a patto di mostrarsi efficace, permetterà di ridurre il numero di cellule uovo da utilizzare per la fecondazione artificiale e limitare la stimolazione ovarica delle donne infertili che si sottopongono a una terapia ormonale molto forte per produrre più ovociti da fecondare con il seme maschile.

La tecnica attualmente in uso prevede che una volta ottenuti mediante la fecondazione in vitro (FIVET), gli embrioni vengano messi dentro a un’incubatrice per qualche giorno. Al termine dell’incubazione alcuni di essi vengono scelti per essere impiantati nell’utero materno. Il cosiddetto utero di silicone sostituisce l’incubatrice permettendo agli embrioni di essere inseriti sin da subito in un ambiente naturale favorevole al loro sviluppo e aumenta le loro probabilità di sopravvivenza. Il sistema finora era stato testato solo in Belgio con risultati definiti incorraggianti ma che necessitano di ulteriori approfondimenti, per questo motivo ulteriori sperimentazioni verranno condotte in Gran Bretagna.

Calo del desiderio sessuale. Perchè non si ha più voglia?

 

“Stasera no, ho mal di testa”. Forse la scusa più diffusa di tutti i tempi per sottrarsi ai propri “doveri coniugali” non va più di moda (la conoscono in troppi), ma il calo del desiderio sessuale è purtroppo ancora oggi, forse più che nel passato, una piaga che affligge moltissime coppie stabili. Sono molteplici le cause alla base di questo disagio individuale o di coppia che può giungere talvolta a decretare la fine di un’unione altrimenti felice. Il sospetto che l’atteggiamento del nostro partner nasconda una relazione extraconiugale, è spesso la prima reazione in risposta all’intiepidirsi del suo desiderio nei nostri confronti.

 

Allo spettro del tradimento si aggiungono di frequente sentimenti di inadeguatezza dettati dalla paura di non essere più attraenti agli occhi del/della nostro/a compagno/a e rancori spesso destinati a rimanere inespressi. Condizioni queste che possono portare all’allontanamento e, infine, alla rottura. Alla radice del problema però troviamo spesso cause facilmente individuabili e risolvibili: il calo del desiderio può essere dettato da un disagio legato alla coppia, una disfunzione ormonale, condizioni di disagio psichico di uno dei due partner. In ogni caso è di fondamentale importanza riconoscere di avere un problema e nutrire la volontà di risolverlo per proseguire serenamente la propria esistenza individuale e di coppia.

Troppo zucchero danneggia gli ormoni sessuali

Già da tempo sappiamo che la nostra dieta contiene troppi zuccheri e che consumare troppi dolciumi (zucchero, dolci, gelati, merendine, succhi di frutta di produzione industriale, bibite zuccherate) fa male alla salute, causando obesità e aumentando il rischio di patologie cardiovascolari. Quello che non sapevamo ancora è che il consumo eccessivo di zuccheri può danneggiare anche la nostra sessualità. Infatti, secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata di recente dal Journal of Clinical Investigations, una dieta troppo ricca di fruttosio e glucosio, induce una produzione eccessiva di lipidi da parte del fegato con conseguente diminuzione dell’ormone sessuale SHBG.

Il SHBG (sex hormone binding globulin) è una beta-globulina prodotta dal fegato che controlla la quantità di estrogeno e testosterone. Più precisamente si tratta di una proteina in grado di legare a sè i suddetti ormoni sessuali impedendone il rilascio nel sangue. Ne consegue che la diminuzione della concentrazione di SHBG nel sangue implica l’aumento della quantità di testosterone ed estrogeni che possono essere rilasciati in esso e l’iinalzamento del rischio di sviluppare disturbi come acne, infertilità, ovaio policistico e il cancro dell’utero nelle donne in soprappeso. Una quantità anormale di SHBG, inoltre, è responsabile dell’alterazione del delicato equilibrio fra testosterone ed estrogeni che comporta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, eventualità questa che riguarda soprattutto le donne.

Perché le ostriche sono afrodisiache? O meglio: E’ vero che le ostriche sono afrodisiache?

Già nell’antichità le ostriche venivano consumate in abbondante quantità sia crude, accompagnate da un po’ di limone, che cotte. I Romani addirittura trovarono il modo per creare degli allevamenti e lo storico romano Plinio così le descriveva:
“Le ostriche del Mar di Marmara sono già più grosse di quelle di Lucrino, più dolci di quelle della Bretagna, più gustose di quelle di Medoc, più piccanti di quelle di Efeso, più piene di quelle spagnole… più bianche di quelle del Circeo; di quest’ultime è assodato che non ve ne sono di più dolci o più tenere”.

I popoli antichi ne esaltavano sia il gusto che le proprietà curative pur non descrivendo nei dettagli le proprietà benefiche di questi frutti di mare. Abbiamo tuttavia testimonianze sulle qualità energizzanti e afrodisiache dopo un buon pasto a base di ostriche. Michele Savonarola attribuiva il loro potere seducente e sensuale probabilmente a causa della ventosità del loro guscio e la forma che avevano (simile agli organi genitali), tanto che mise in guardia contro gli istinti lussuriosi scatenati da questi molluschi.

Lo stesso Casanova, si legge nei suoi diari, era un grande consumatore di ostriche e, nei suoi incontri amorosi, rappresentavano un cibo da seduzione. Scrive, infatti, “per puro caso, un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta…“.