E’ nei lemuri la speranza per sconfiggere l’Aids

Può un mammifero tanto piccolo, e neppure troppo fotogenico visti i suoi enormi occhioni gialli, diventare di punto in bianco il primate più famoso al Mondo, naturalmente Uomo escluso? Certo che può, specie se questo porta il simpatico nome di Lemure.

Merito dell’imminente uscita del film d’animazione “Madagascar 2”, che annovera tra i protagonisti anche una numerosa (e “caciarona”) colonia di questi animaletti? Solo in parte, perché ad oggi il lemure sembra poter godere di una nuova – ed inattesa – notorietà grazie a quanto è stato scoperto sul suo conto da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine in California.

Il pepe: una nuova arma nella guerra alle zanzare

Con l’arrivo della bella stagione si riapre, ogni anno, l’eterna guerra tra uomo e zanzara, senza esclusione di colpi e stratagemmi, dai più classici ai più disparati.
Zanzariere, lozioni repellenti da spalmare o spruzzare sull’epidermide, piante di geranio alla finestra, candele alla citronella in ogni stanza, zampironi acchiappazanzare e ultimo, ma tra i più usati, il corpo a corpo tra uomo e zanzara, con cuscini, mani e fogli di giornale, che trasforma le serate estive in coprifuochi, le stanza in campi di battaglia, i cuscini in trincee, correndo il rischio di non distinguere tra umani e insetti chi sia la vittima e chi il carnefice.

A correrci in aiuto è Alan Katritzky, chimico dell’Università della Florida, che ha ingaggiato due volontari per sperimentare nuovi repellenti estratti dal pepe.

La bassezza è l’elisir di lunga vita

La mutazione di un gene finora noto per essere collegato alla bassa statura aiuta a vivere più a lungo. Lo hanno scoperto ricercatori statunitensi studiando il Dna di alcuni centenari. Se vivremo tanto oppure no dipende anche dal nostro Dna. Soprattutto dal gene IgF-1. Si tratta di quello che, spiegano gli esperti, “controlla la produzione di un ormone simile all’insulina“.

A metterlo in relazione con la longevità, sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, è stato l’Istituto per le ricerche sull’ invecchiamento dell’Albert Einstein College di NewYork. Prima sugli animali: “Piuttosto che un processo di deterioramento progressivo e casuale – scrivono i ricercatori – la durata di vita può essere modulata dai componenti dell’ IgF-1“.

E’ arrivato il vaccino spray: aghi e siringhe addio!

I nuovi vaccini si inaleranno via bocca con due grandi vantaggi: elimineranno terrore e dolore causati dagli aghi e, soprattutto, renderanno sicure le vaccinazioni nei Paesi poveri. Era ora che aghi e siringhe andassero in pensione. Se il sogno sta per avverarsi davvero – e in un futuro molto vicino – dobbiamo ringraziare una ricerca coordinata dall’Isrec di Losanna, in Svizzera, e pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences di questa settimana.

Lo studio, a cui partecipano gruppi di ricercatori europei, ha infatti l’obiettivo di perfezionare le nuove tecnologie per vaccini aerosol. L’impiego dei vaccini spray rappresenterebbe un passo avanti importante soprattutto nei Paesi più poveri, dove le condizioni igieniche non sono ottimali e dove manca spesso personale medico specializzato. In questi posti l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha già effettuato test con vaccini da inalare contro il morbillo. Allora sono stati utilizzati apparecchi usa e getta.

Questa nuova tecnica non era stata ancora presa in considerazione per le malattie provocate da virus che infettano l’organismo attraverso le mucose, come l’Aids o il papillomavirus umano (Hpv) che causa il tumore cervicale nelle donne. Ora, invece, sono stati testati con successo su 2 macachi (in cui si potenziano le difese immunitarie) e un pretest ha dato buoni esiti anche sull’uomo.

Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.