Pelle, danni invisibili svelati da macchina fotografica ad ultravioletti

Si parla spesso di come la pelle venga rovinata dai raggi del sole, ma difficilmente si ha una vera idea dei danni che l’epidermide subisce quando a contatto con i raggi ultravioletti. Ora è possibile utilizzare una macchina fotografica particolare che rende visibili le modificazioni non percettibili a occhio nudo. Uno studio a tal riguardo è stato condotto dai ricercatori dell’University of Colorado Cancer Center.

I raggi solari bloccano la varicella? Cerchiamo di capire meglio

La varicella bloccata dal sole? Una novità scientifica che sembra avere dell’incredibile, visto che finora tutti i pediatri ed i medici del mondo ci hanno insegnato a stare ben lontano dai raggi solari durante e nei mesi successivi all’eruzione cutanea dovuta al virus dell’herpes della varicella-zoster. In realtà nulla di confutato, l’indicazione rimane, ma i ricercatori del dipartimento di microbiologia del St George’s Hospital di Londra sono andati a scovare le motivazioni di un dato epidemiologico evidente da tempo: ad alcune latitudini, ed in particolare ai tropici, la diffusione della varicella nei bambini è molto più lieve di quanto non sia altrove (picchi epidemici invece si hanno negli adulti più soggetti a spostamenti in climi temperati).

Lampade abbronzanti, le regole da seguire

Quando si fa uso di lampade abbronzanti, recentemente abolite dal Ministero della Salute al di sotto dei 18 anni, in stato interessanti e se si ha la tendenza a scottarsi, è importante seguire alcune regole per non incorrere in problemi anche seri.

Esporsi precocemente ai raggi ultravioletti non causa il melanoma

L’esposizione precoce ai raggi ultravioletti non causa il melanoma, o almeno così pare nei pesci, secondo gli scienziati dell’Università del Texas dell’Anderson Cancer Center che hanno pubblicato la loro relazione su Proceedings of the National Academy of Sciences.

L’esposizione agli UVA è improbabile che abbia contribuito alla crescita dell’incidenza del melanoma negli ultimi 30 anni, concludono i ricercatori, perché il modello del pesce era stato l’unico modello animale ad indicare una connessione tra l’esposizione ai raggi UVA in giovane età e lo sviluppo del melanoma seguente.

I nostri dati confutano l’unica prova diretta che l’UVA provoca il melanoma, il che non vuol dire che l’UVA sia innocuo. Soltanto non è pericoloso come pensavamo prima perché non causa il melanoma

ha affermato l’autore dello studio David Mitchell docente al Dipartimento della carcinogenesi alla Anderson. L’UVA è un agente cancerogeno responsabile dei carcinomi a cellule squamose che causano anche l’invecchiamento precoce della pelle e sopprimono il sistema immunitario. E’ anche possibile, notano gli autori, che a lungo termine l’esposizione cronica ai raggi UVA possa accelerare la progressione verso la malignità dei melanociti della pelle, che sono già sulla strada per diventare melanoma.

La pelle dei bambini: proteggiamola dal sole

La pelle dei bambini si sa è molto delicata e necessita di accortezze particolari. Tra queste una costante protezione dagli agenti atmosferici esterni, soprattutto fino ai 3 anni, quando ancora non si è raggiunta la completa maturazione cutanea ed i bimbi sono privi del necessario film idrolipidico. La pelle va comunque protetta ad ogni età ed in tutti i periodi dell’anno.

Pensiamo alle splendide giornate primaverili ad esempio. A partire dalla classica gita di pasquetta: tutti al mare o su un prato a giocare coi bambini a pallone. Nulla di male, ma bisogna iniziare ad usare la corretta protezione solare. Anche se non è ancora estate, i raggi ultravioletti arrivano sulla nostra pelle e non sono rari i casi di scottature in questo periodo. Occhio quindi alla cute dei più piccini: esistono in commercio numerose creme solari dedicate all’infanzia e non bisogna dimenticare mai di applicarle se si decide di passare una giornata all’aperto.

Melanina e chiazze scure sulla pelle/2

 

Un’altra sgradita presenza è rap­presentata dalla ipomelanosi gettata idiopatica, che consiste in minuscole macchiette bianche distribuite su gambe e avambracci di donne adulte. Il loro numero tende ad aumentare con l’età, sino a costituire un problema estetico evidente verso i 50-60 anni. La predisposizione di queste chiazzette per le aree intensa­mente esposte alla luce solare suggerisce che quest’ultima abbia un ruolo importante nella loro comparsa. La dermopatia pur­troppo non risponde alle cure, per cui è la prevenzione  l’unico modo per limitare ulteriori accentuazioni del problema.

Ma la più temuta del gruppo è senza dubbio la vitiligine: carat­terizzata da vistose chiazze prive di pigmento, localizzate inizial­mente ai lati della bocca e degli occhi, alle mani, ai genitali, ai go­miti, etc., essa tende nel tempo ad estendersi a gran parte della superficie cutanea. La vitiligine è molto frequente e interessa oltre l’11% della popolazione; la sua comparsa avviene nell’infanzia o nell’adolescenzam, nel 30-40% dei casi vi è un componente in famiglia.

La caffeina uccide le cellule cancerogene

L’abuso di caffeina, l’abbiamo dimostrato più volte, può portare a patologie anche gravi. Un uso più moderato però ha le potenzialità per portare numerosi benefici al corpo umano. Primo fra tutti, una cura anti-cancro. Una tazza di caffè al giorno può aiutare a tenere lontano il cancro della pelle. Un nuovo studio mostra che la caffeina aiuta ad uccidere le cellule che danneggiano gli uomini tramite i raggi ultravioletti, uno degli elementi scatenanti di molti tipi di cancro della pelle.

La constatazione, pubblicata sul Journal of Investigative Dermatology, potrebbe portare allo sviluppo di creme o pomate a base di caffeina per invertire gli effetti dei raggi UV sull’uomo e prevenire alcuni tumori della pelle. Un tumore non-melanoma della pelle, che raramente crea metastasi o provoca la morte, è la forma più comune di cancro negli esseri umani, con milioni di casi che si verificano ogni anno nel mondo (il melanoma è, tuttavia, uno dei tumori mortali più comuni).