Depressione, nuovo farmaco efficace?

Un nuovo farmaco efficace contro la depressione è stato presentato dagli scienziati del Massachussetts General Hospital attraverso uno studio pubblicato sulla rivista di settore Molecular Psychiatry. Si tratta di una nuova cura basata su un meccanismo di azione differente dai medicinali tradizionali.

Ormoni del sesso regalano la felicità?

Gli ormoni del sesso regalano la felicità? Sembra proprio di sì stando ai risultati di una ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Vienna che sostiene come la crescita dei livelli di testosterone negli uomini abbia effetto non solo sulla loro libido ma anche sull’umore.

Torna l’ora solare, attenzione a non dormire troppo

Questa notte riporteremo, tornando all’ora solare, le lancette indietro di un ora. Ma attenzione a non indugiare nel sonno se questo non avviene in condizioni ottimali. Potrebbe rivelarsi deleterio e fonte di radicali liberi dannosi per il nostro organismo.

La felicità? Passa per l’intestino

La felicità? Solo se il nostro intestino sta bene. E’ questa la particolare scoperta archiviata dai ricercatori dell’Alimentary Pharmabiotic Centre dell’University College Cork, in Irlanda, coordinati dai neuroscienziati John F. Cryan e Gerald Clarke. Lo studio condotto a riguardo dimostrerebbe come i livelli di serotonina nel nostro organismo dipendano dalla quantità e dalla qualità dei batteri che risiedono nell’organo sopracitato.

La depressione è alleviata dalla ketamina

La ketamina è conosciuta per essere un farmaco anestetico in grado di agire sul sistema nervoso centrale. E’ soprattutto impiegato in medicina veterinaria, ma non mancano casi di utilizzo anche nella medicina tradizionale. Secondo uno studio condotto da ricercatori australiani, questa sostanza sarebbe in grado di combattere la depressione ed alleviarne i sintomi.

A San Valentino e non solo, i baci fanno bene alla salute

A San Valentino e non solo, chiaramente, i baci fanno bene alla salute. Un invito che, come si suol dire, cade proprio a fagiolo, visto che oggi si celebra la Festa degli innamorati. Secondo una ricercatrice americana, infatti, il bacio, oltre al piacere sensoriale e all’emozione che suscita, regala innumerevoli benefici al nostro organismo.

Così il cervello produce la dopamina: importante scoperta per curare la malattia di Parkinson

Una nuova scoperta scientifica per combattere la malattia di Parkinson? La notizia arriva dalle pagine della rivista scientifica internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA), ma ha origine in Italia, presso il dipartimento di Scienze biochimiche dell’Università La Sapienza di Roma, dove un gruppo di ricercatori, guidati dalla professoressa Francesca Cutruzzolà, in collaborazione con l’Università di Verona hanno scoperto il meccanismo di attivazione dell’enzima che produce la dopamina nel cervello. Cerchiamo di comprendere le terminologie ed i protagonisti di questa importante scoperta scientifica:

Sindrome da serotonina

Sindrome da serotonina

La sindrome da serotonina, o serotoninergica, è una reazione ad un farmaco potenzialmente pericolosa per la vita che avviene quando in corpo c’è troppa serotonina, una sostanza chimica prodotta dalle cellule nervose.

CAUSE: La sindrome serotoninergica più spesso si verifica quando due farmaci che agiscono a livello della serotonina nel corpo sono utilizzati nello stesso momento. I farmaci causano un elevato tasso di serotonina che rimane nella zona del cervello. Ad esempio, è possibile sviluppare questa sindrome se si prendono farmaci chiamati triptani per l’emicrania con antidepressivi chiamati inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o i inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina/serotonina (SSNRIs). I più comuni SSRI sono Celexa, Zoloft, Prozac, Zoloft, Paxil, e Lexapro. I SNRI sono Cymbalta e Effexor. I  triptani sono Imitrex, Zomig, Frova, Maxalt, Axert, Amerge e Relpax.

Depressione post-partum, responsabile una proteina del cervello

La depressione post-partum colpisce migliaia di donne in tutto il mondo, intaccando la felicità di quello che dovrebbe essere uno degli eventi più gioiosi della vita: la maternità. In casi estremi il malessere emotivo si trasforma in comportamenti pericolosi per se stessi e per il bambino, in violenza, istinti suicidi, apatia. E, strano ma vero, può colpire anche i papà.

La scienza si sta interrogando da anni sui meccanismi scatenanti la depressione post-partum. Oggi sembrano arrivare nuove risposte a far luce sui fattori determinanti da una recente ricerca pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Archives of General Psychiatry. Stando a quanto affermano i ricercatori del  Centre for Addiction and Mental Health, che hanno diretto lo studio, gli imputati della depressione post-parto sarebbero gli alti livelli di una proteina del cervello denominata monoamino-ossidasi A (MAO-A).

Ricercatori sono riusciti a far muovere le zampe ad un ratto paralizzato

Buone speranze per chi, a causa un incidente, è rimasto paralizzato. I ricercatori dell’UCLA hanno scoperto che una combinazione di farmaci, stimolazione elettrica e regolare esercizio fisico può consentire ai ratti paralizzati di camminare e persino correre nuovamente, pur sostenendo il loro peso su una pedana mobile.

Pubblicati su Nature Neuroscience, i risultati suggeriscono che la rigenerazione delle fibre nervose interrotta non è richiesta per i ratti paraplegici per imparare a camminare di nuovo. L’accertamento può avere implicazioni per la riabilitazione umana dopo le lesioni del midollo spinale.

Il midollo spinale contiene circuiti nervosi che possono generare attività ritmica senza l’input dal cervello per guidare i muscoli posteriori delle gambe in un modo che ordinino ai piedi di muovere il passo

ha spiegato il principale ricercatore Reggie Edgerton, professore di neurobiologia e delle scienze fisiologiche al David Geffen School of Medicine della UCLA.

Inventato farmaco che previene i problemi di “durata”

Quello a cui tengono maggiormente i produttori è che la gente non lo confonda con il Viagra. La famosa “pillola blu” serve per quelle persone che hanno problemi di erezione. Sarebbe una sorta di aiutino per non fare brutte figure. Però ci sono tanti uomini che non hanno questo genere di problemi, ma un altro che forse è anche più comune, l’eiaculazione precoce.

Per questo la Janssen-Cilag ha inventato Priligy, un farmaco che, se preso due ore prima dell’atto sessuale, garantisce una durata soddisfacente. Spiegano dalla casa produttrice che il farmaco inibisce la ricaptazione della serotonina, in pratica agisce come un antidepressivo,

a base di dapoxetina, molecola che inibisce il trasporto della serotonina, equilibratore dell’umore che, rimanendo in circolo, ritarda l’eiaculazione.