Le verdure sono più preziose per i malati che per i sani, lo dice l’INRAN

Frutta e verdura sono alleati preziosi contro lo stress ossidativo, ma lo sono ancora di più per chi è affetto da malattie e/o fuma o soffre di ipertensione e iper-trigliceridemia. A sostenerlo, è Mauro Serafini, ricercatore e responsabile del Laboratorio Antiossidanti dell’Inran.

Glicemia, l’effetto yo-yo fa male al cuore

L’effetto yo-yo gella glicemia fa male al cuore e rischia di danneggiare le sue funzionalità e la forza. A sostenerlo, sono i ricercatori dell’Università di Tor Vergata, che hanno pubblicato i risultati del loro studio su “Diabetes Care”. Gli studiosi, hanno preso in esame un gruppo di 26 persone, con diagnosi di diabete di tipo 2, che per tenere sotto controllo i valori glicemici seguivano una dieta ad hoc o facevano uso di ipoglicemizzanti orali.

Gli esperti, così, attraverso un sensore sottocutaneo, hanno analizzato i valori della glicemia su 24 ore, e hanno misurato la pressione e l’emoglobina glicata. Al termine del test, ai pazienti è stata fatto un elettrocardiogramma per valutare le condizioni di salute del cuore e la sua funzionalità, ma anche una valutazione dell’endotelio vascolare e del livello di stress ossidativo.

Invecchiamento, i radicali tornano liberi (forse)

Parliamo di radicali liberi, sempre sul banco degli imputati come responsabili del processo di invecchiamento. Trattiamo l’argomento per raccontarvi un esperimento che sembra quasi fantascienza, effettuato dal dottor Siegfried Hekimi e dal suo allievo, il dottor Wen Yang, entrambi ricercatori presso il Dipartimento di Biologia della McGill University.

I due hanno testato l’attuale teoria dei radicali liberi relativa all’invecchiamento, creando dei vermi mutanti che avevano una maggiore produzione di radicali liberi, prevedendo che sarebbero vissuti poco. La sorpresa invece è che hanno vissuto molto più dei vermi non modificati.
Longevità che è stata annullata quando i vermi sono stati trattati con antiossidanti come la vitamina C.

Rallentare l’invecchiamento è possibile, ma non solo con gli antiossidanti

Non smettere ancora di bere il vino rosso e prendere vitamine. Questi sono tra gli antiossidanti più presenti nelle nostre diete, e ci permettono di vivere più a lungo, ma non sono gli unici fattori per rallentare l’invecchiamento almeno secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genetics, il quale mette in dubbio la teoria che lo stress ossidativo sui nostri tessuti accorcia la durata della vita.

Questo perché i ricercatori della McGill University, in Canada, hanno identificato mutazioni in 10 geni diversi nei vermi (i geni si ritiene siano identici alle loro controparti negli esseri umani), i quali estendono la loro vita senza ridurre il livello di stress ossidativo. I risultati contraddicono la teoria popolare che la produzione di sostanze per la tossicità delle specie reattive dell’ossigeno nei tessuti sia responsabile dell’invecchiamento.

L’inquinamento da freni delle auto provoca un’incremento delle malattie polmonari

Le particelle rilasciate dalle pastiglie dei freni delle auto, uno dei maggiori fattori d’inquinamento spesso sottovalutati, possono danneggiare le cellule polmonari in vitro. Un gruppo di ricercatori ha pubblicato sul giornale del BioMed Central Particle and Fibre Toxicology la loro scoperta che una brusca frenata, come quando si inchioda in caso di pericolo, ha provocato i danni maggiori, mentre le frenate normali e progressive, anche senza toccare il pedale del freno, hanno portato potenzialmente pericoli di stress cellulare.

Barbara Rothen-Rutishauser e Peter Gehr dell’Università di Berna, in Svizzera, e Michael Riediker dell’Istituto per il lavoro e la salute di Losanna, sempre in Svizzera, hanno lavorato con un team di ricercatori per studiare gli effetti delle particelle dei freni sulle cellule polmonari coltivate in vitro e collocate vicino alla camera in prossimità di una vettura.

I radicali tornano liberi, antiossidanti inefficaci contro l’invecchiamento

Gli antiossidanti non rallentano il naturale processo di invecchiamento. E’ una notizia diffusa in questi giorni che ha sollevato un’infinità di perplessità e diviso il mondo scientifico su quello che sembrava uno dei capisaldi della ricerca scientifica, nonchè il punto di partenza fondante per numerosi prodotti di bellezza anti-age.

E’ infatti da molti anni, esattamente dal lontano 1956, che la scienza asserisce con convinzione l’efficacia degli antiossidanti contro i segni del tempo. Proprio in quell’anno, infatti, gli scienziati scoprirono che l’invecchiamento era causato dai superossidi, meglio conosciuti come radicali liberi, forme reattive dell’ossigeno che generano stress ossidativo nell’organismo, avviando la degenerazione dei tessuti.