Più tasse sul tabacco meno fumatori, la proposta dell’Oms

A pochi giorni dalla Giornata Mondiale senza Tabacco, che si celebra il 31 maggio, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ricorda che il fumo uccide 1 persona nel mondo ogni 6 secondi e invita tutti i Paesi ad inasprire le tasse sul tabacco per incoraggiare i fumatori a smettere e impedire che altre persone possano diventare dipendenti dalla nicotina.

Contro l’Hiv arriva un farmaco a base di tabacco

Il tabacco potrebbe essere la chiave di volta per sintetizzare dei nuovi farmaci efficaci e a basso costo in grado di contrastare virus come l’Hiv. La speranza, arriva dal progetto di ricerca internazionale Pharma-Planta, a cui hanno partecipato gli studiosi del Cnr, dell’Enea e del dipartimento di biotecnologie dell’Università di Verona.

Fumo e rischi per la salute, nicotina abbassa livello di attenzione

Come se ne mancassero, arriva da una ricerca italiana un’ulteriore motivazione per smettere di fumare. E ovviamente in ballo c’è sempre la salute. Stavolta sotto accusa è la nicotina contenuta nelle sigarette che, secondo uno studio effettuato da un’équipe di neurobiologi della Sissa, Scuola internazionale superiore studi avanzati di Trieste, abbasserebbe il livello di attenzione (ed è bene ricordarlo dunque quando ci si mette alla guida!).

La ricerca, coordinata da Enrico Cherubini e pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica The Journal of Neurosciences, spiega come quest’ingrediente attivo del tabacco riesca ad influire negativamente sulla capacità dei neuroni di comunicare tra loro e di elaborare le informazioni.

Fumo: uccide gli uomini 2 volte più dell’alcol

Il fumo uccide due volte più dell’alcol. E non solo, miete più vittime tra gli uomini che tra le donne, con divari che arrivano fino al 60%. Il sesso forte diventa debole quindi, e più soggetto a particolari tipi di patologie causate dal tabagismo.

E’ questo il risultato di uno studio condotto in Gran Bretagna su un campione ad ampio spettro riguardante 30 stati europei  e pubblicato dalla rivista specializzata “Tobacco Control”.

Smettere di fumare: anche Elisabetta Canalis lo ha fatto

Smettere di fumare è possibile, parola di Elisabetta Canalis. Ebbene sì, anche la splendida ex velina è riuscita in questa impresa. Lei che poco più di un anno fa ha conquistato George Cloneey, l’uomo più desiderato al mondo, ha vinto una battaglia ben più complessa, con se stessa e contro la sua dipendenza nei confronti del fumo di sigaretta. Lo ha raccontato al Mensile OK Salute, spiegando come sono andate le cose, il perché di questo suo passo importante per il benessere psicofisico, a breve, ma soprattutto a lungo termine.

“Ho deciso dalla sera alla mattina, era l’unico modo per un’amante delle sigarette come me. Smettere di fumare, è come troncare grande storia d’amore: serve un taglio netto, non una pausa di riflessione.

Pubblicità vietata in Occidente? Le lobby del fumo si spostano in Asia

L’Agence France-Presse ha esaminato una tendenza tra le aziende del tabacco a puntare, negli spot pubblicitari, al martellamento nei confronti delle donne nei Paesi in via di sviluppo. Sia negli Stati Uniti che in Europa le pubblicità che riguardano le sigarette sono ormai ridotte all’osso. Quasi tutti i Paesi le hanno vietate sui grandi media, e nella maggior parte dei locali pubblici è diventato vietato fumare. Una soluzione che ha scalfito l’immagine delle sigarette, che comunque continuano ad essere acquistate, ma che non permettono più di fare grossi profitti come una volta.

E allora l’idea: spostare tutto in Asia, in quelle nazioni cioè dove le pubblicità sono ammesse e non vige alcun tipo di divieto. Si legge sul reportage dell’AFP:

La pubblicità dice che i fumatori sono più intelligenti, più energici e più innamorati rispetto alle loro controparti di non-fumatori, e sono viste da tutte le famiglie in Bangladesh – qualcosa di inimmaginabile in molti altri Paesi

riportano gli autori del servizio. Gli esperti sanitari temono che la pubblicità possa riportare ad un aumento del numero di donne che in Bangladesh consumano tabacco e di conseguenza ad un incremento dei casi di cancro al polmone.

Fumare con il narghilè fa male quanto una sigaretta normale

Sfatiamo un mito: fumare con il narghilè non è vero che fa meno male rispetto alla sigaretta. Il tabacco fumato attraverso i suoi tubi espone il consumatore alle stesse sostanze tossiche (monossido di carbonio e nicotina) a cui è esposto fumando una sigaretta. Questo potrebbe ugualmente portare alla dipendenza da nicotina e malattie cardiache, secondo uno studio effettuato da un ricercatore della Virginia Commonwealth University pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine.

Negli ultimi 10 anni circa fumare tramite narghilè o i mille altri metodi fantasiosi è cresciuto in popolarità in tutto il mondo, specialmente tra i giovani tra 18 e 24 anni. La convinzione dilagante è che questo metodo trasporti meno catrame e nicotina del fumo di sigaretta normale e ha meno effetti negativi sulla salute.

I risultati sono importanti perché forniscono concrete prove scientifiche che contraddicono il mito spesso ripetuto che il fumo tramite narghilè non fa inalare al consumatore gli stessi prodotti chimici nocivi delle sigarette. Ci auguriamo che questi risultati saranno utilizzati da medici e funzionari della sanità pubblica per informare i fumatori sul rischio indotto dalla dipendenza dalla nicotina e le malattie cardiovascolari

ha spiegato il principale ricercatore, Thomas Eissenberg, professore presso il Dipartimento di Psicologia VCU.

Il tabacco fa male sempre, sia che lo si fumi sia che lo si mastichi

Volete smettere di fumare, saggia decisione. Non altrettanto sensato sarebbe rivolgersi a palliativi della sigaretta per sopperire alla vostra dipendenza dalle bionde. Fiutare o masticare tabacco, infatti, nuoce alla salute. Ma in che misura rispetto al fumo? Hanno cercato di scoprirlo i ricercatori del Masonic Cancer Center, University of Minnesota, Minneapolis, che in un nuovo studio presentato al 238° National Meeting dell’American Chemical Society (ACS), hanno messo in guardia dai rischi derivanti dall’inalazione e dalla masticazione del tabacco.

Gli studiosi, coordinati da Irina Stepanov (nella foto in alto), hanno concluso dopo accurate ricerche che le nitrosammine e la nicotina contenute in una porzione di tabacco da fiuto espongono il consumatore alla stessa quantità di sostanze chimiche pericolose contenute in cinque sigarette. E’ il momento di bandire il concetto, confortante, che il tabacco da fiuto e il tabacco da masticare sono sicuri perché non bruciano e non producono sostanze tossiche inalabili come il fumo di sigarette.

Fumare danneggia anche il cervello

Nuove ricerche che saranno pubblicate sul Journal of Neurochemistry suggeriscono un legame diretto tra fumo e danni cerebrali. I ricercatori, guidati da Debapriya Ghosh e dal dott. Anirban Basu dell’Indian National Brain Research Centre, hanno scoperto che un composto di tabacco provoca un attacco dei globuli bianchi nel sistema nervoso centrale verso le cellule sane, il che comporta gravi danni neurologici.

I ricercatori si sono concentrati su un composto noto come NNK, che è comune nel tabacco. L’NNK è un procarcinogeno, una sostanza chimica che diventa cancerogena quando è alterata dal processo metabolico del corpo. A differenza dell’alcool o delle droghe, l’NNK non sembra danneggiare direttamente le cellule del cervello, ma può causare neuroinfiammazione, una condizione che porta a malattie come la sclerosi multipla.

Difficoltà a smettere di mangiare? Colpa dell’industria del cibo

Una recente ricerca condotta da David A. Kassler, responsabile della Food and Drug Administration americana, giunge ad una conclusione piuttosto comoda, e che farà piacere a molti. La difficoltà a resistere a cibi succulenti, soprattutto se dolci, non è dovuta tanto alla mancanza di forza di volontà, quanto alle strategie delle industrie alimentari che fanno i loro prodotti “troppo buoni da potergli resistere”.

In pratica è quello che ogni produttore vorrebbe sentirsi dire. Aver trovato il mix giusto di ingredienti che fanno “impazzire” il consumatore è quello a cui punta un imprenditore quando apre la sua azienda, ma secondo Kassler questa è una decisione piuttosto “delittuosa” perché si creano dei meccanismi di dipendenza simili a quelli dell’industria del tabacco, la quale a suo dire inserisce delle sostanze che portano i consumatori finali a non poterne più fare a meno, e a sentirne proprio il bisogno fisico.

Il tè bollente incrementa il rischio di cancro dell’esofago

Di solito si consiglia di attendere qualche minuto prima di bere una tazza di tè appena fatto, e oggi sappiamo anche il perché. A spiegarcelo è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal, che rileva come bere il tè bollente (70 ° C o più) può aumentare il rischio di cancro dell’esofago, il “tubo” che porta il cibo dalla gola allo stomaco. Lo studio è stato condotto nel nord dell’Iran, dove grandi quantità di tè caldo vengono consumati ogni giorno.

Questi risultati però non sono motivo di allarme e il consiglio è quello di attendere che cibi e bevande si raffreddino un po’ prima di deglutirli. I tumori dell’esofago uccidono più di 500.000 persone in tutto il mondo ogni anno e il carcinoma esofageo a cellule squamose è il tipo più comune. In Europa e in America, è principalmente imputabile al tabacco e all’abuso di alcool ed è più comune negli uomini che nelle donne, ma il bere bevande calde si sospetta possa essere un fattore di rischio.

Lo spinello venti volte più cancerogeno della sigaretta

Già in passato abbiamo parlato della distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti facendo ovviamente le dovute distinzioni. Quest’oggi tuttavia vi riportiamo l’esito di una ricerca commissionata dal governo canadese e pubblicata sulla rivista “New Scientist” nella quale viene rilevato la profonda pericolosità in quello che molti ragazzi chiamato un banale spinello.

Ebbene dalla ricerca emerge che se fumare fa male, fumare uno spinello, invece che una sigaretta, alza notevolmente il rischio di sviluppare il cancro. Secondo la rivista canadese, il fumo della cannabis contiene ammoniaca, sostanza chimica altamente cancerogena, venti volte di più rispetto al fumo del tabacco. Dallo studio emergono anche altri dati inquietanti, nella cannabis sono presenti in misura cinque volte maggiore del tabacco acido cianidrico e ossido di azoto, che portano seri danni a cuore e polmoni.

Il mentolo varia l’aroma ma non serve ad eliminare i danni causati dal fumo

Ultimamente il nostro Paese sta vivendo fasi di forte sensibilizzazione rispetto ai danni causati dal fumo. Alle Istituzioni e alle scuole, che da tempo attuano progetti e percorsi volti a informare circa i gravi problemi di salute conseguenziali al consumo di sigarette, si sono aggiunti anche i mass-media che – su tutti Radio Rai schierata in una campagna di smantellamento delle colture di tabacco sparse lungo i confini della penisola italiana – non smettono di insistere quotidianamente: il fumo nuoce gravemente alla salute.

Eppure, i giovani sono nel mirino delle industrie del tabacco che, per invogliarli, utilizzano il mentolo, sostanza capace di attenuare il forte sapore e  ridurre le irritazioni causate dal fumo. Peccato, tuttavia, che resti invariato l’effetto nicotina, quello in grado di creare dipendenza.

Scacco al tumore in bocca con la chirurgia laser

L’ attenzione crescente del settore verso il tumore del cavo orale è giustificata dall’incremento del numero di persone che ogni anno vengono colpite. Una forma tumorale facilmente diagnosticabile e che se individuata nel suo stato iniziale può essere curata senza creare quasi nessun problema al paziente. E per diagnosticare il tumore del cavo orale, nella quasi totalità dei casi, basta effettuare una semplice ispezione. Ma anche la cura dell’eventuale lesione tumorale può non essere particolarmente invalidante.

Il lavoro pubblicato da Doctor Os  a firma di Luigi Rossi dell’Università Politecnica delle Marche e di Valerio Tinozzi e Marco Ferrara, liberi professionisti, presenta il caso di un carcinoma verrucoso del cavo orale trattato chirurgicamente con la tecnica laser. Questo tipo di carcinoma costituisce circa il 5% di tutti i carcinomi squamocellulari del cavo orale. Principalmente colpisce persone di sesso maschile con una età superiore ai 50 anni.