Volontariato diminuisce rischio di dipendenze negli adolescenti

Che essere altruisti sia un toccasana per l’umore è evidente. Quando aiutiamo gli altri, infatti, la smettiamo, anche se soltanto per poche ore al giorno, di concentrarci sui nostri problemi. Di conseguenza diminuisce l’ansia e quella sensazione di angoscia opprimente viene spazzata via dal desiderio di essere d’aiuto a persone ancora più in difficoltà.

La “dipendenza” è una malattia cerebrale cronica, non un disturbo del comportamento

L’alcolismo, il gioco d’azzardo e la tossicodipendenza, così come tutte le altre forme di addiction vecchie e nuove non vanno più considerati come disturbi del comportamento, ma quali vere e proprie malattie del cervello. Anzi per essere precisi la dipendenza è un disturbo cerebrale cronico, non esclusivamente legato all’uso ed abuso di sostanze. Questa definizione è stata recentemente tracciata dalla ASAM, Società Americana di Medicina delle Dipendenze, dopo circa 4 anni di studio in cui sono stati coinvolti più di 80 esperti.

Aids: cresce il numero delle trasmissioni sessuali ma diminuisce la tossicodipendenza

La battaglia contro l’Aids che diverse associazioni ed organizzazioni, nazionali ed internazionali, stanno portando avanti da anni, sta dando i suoi frutti. Bloccare il contagio è praticamente impossibile, però ciò che si riesce a fare è almeno limitarlo. E’ quanto accaduto in Italia, un Paese in cui, rispetto alla media Occidentale, si rientra nella fascia dei contagi medio-alti, in cui però c’è una buona notizia: si sono ridotti i contagi dovuti alla tossicodipendenza.

Droga: per la Commissione Globale va legalizzata

La droga va legalizzata, il proibizionismo e la repressione, si sono rivelate un fallimento. Questo l’appello sorprendente lanciato dalla Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte anche Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato. Secondo l’organismo internazionale, infatti, è necessario un deciso cambio di rotta se si vuole combattere efficacemente la tossicodipendenza.

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Cocaina, il vaccino testato sui topi sembra funzionare

I ricercatori del Weill Cornell Medical College hanno prodotto un vaccino anti-cocaina, testato per ora solo sui topi, che unisce una parte del virus del raffreddore con una particella che imita la cocaina. Grazie al loro studio, pubblicato su Molecular Therapy e finanziato dal National Institute on Drug Abuse, i ricercatori sono convinti di aver trovato una nuova strategia che potrebbe essere offerta ai cocainomani per farli guarire dalla dipendenza.

Inoltre, con gli opportuni aggiustamenti potrebbe essere utile anche nel trattamento di altre dipendenze, come ad esempio quelle alla nicotina, all’eroina e altri oppiacei.

Droga, criteri più rigidi nella somministrazione di metadone

Nelle scorse settimane, il caso di un quindicenne romano morto per overdose dopo aver ingerito del metadone ricevuto da un tossicodipendente ha sollevato numerosi interrogativi relativamente alla sicurezza dell’affidamento dei farmaci sostitutivi a persone colpite da tossicodipendenza in trattamento con metadone e buprenorfina.
Anche se il Dipartimento per le politiche antidroga fa sapere che resta da accertare se le cause dell’overdose non siano dovute anche all’assunzione di altre sostanze stupefacenti, l’episodio ha portato l’attenzione sulla necessità di emanare nuove norme di sicurezza più rigide sull’uso dei farmaci sostitutivi.

In particolare il DPA ritiene indispensabile usare una maggiore cautela nella distribuzione di questi farmaci, per evitare la cessione impropria degli stessi:

E’ necessario porre molta più attenzione nell’affidamento dei farmaci sostitutivi (metadone e buprenorfina) alle persone tossicodipendenti in trattamento. Bisogna rispettare criteri più rigidi al fine di evitare la cessione impropria ad altre persone di tali farmaci.

A ciascuna tipologia il suo vaccino: la ricerca scientifica è pronta a combattere obesità, ipertensione e tosssicodipendenza

Obesità, definirla un grossso problema non è fuori luogo: innanzitutto perchè i chili di troppo sono un fardello difficile da sostenere e di cui ci si fatica a disfare; in secondo luogo per il fatto che, la nostra società, evidenzia un rapporto sempre più diretto e diffuso con il surplus di calorie. C’è chi le ha provate tutte: diete, trattamenti, interventi chirurgici ma gli effetti non sono stati quelli attesi. Tabagismo, altra enorme piaga: per alcuni, fermarsi al consumo di un pacchetto quotidiano è già un successo da celebrare con squilli di tromba. Ipertensione: chi ha la pressione alta, è spesso vittima di un appuntamento quotidiano – al quale non si può proprio rinunciare – con la pastiglia che funge da calmiere. Per non parlare, certo, della tossicodipendenza che – stando semplicemente all’etimologia del termine – implica un vincolo irrinunciabile con sostanze nocive per il corpo e alla lunga mortali.

Ipnosi e medicina: un’interazione che non ha nulla di magico

Di recente un fatto di cronaca molto curioso ha riacceso il dibattito sulla validità dell’ipnosi: una cassiera è stata ipnotizzata da un ladro, che le ha rubato l’incasso. Se in tv si può pensare che Giucas Casella sia d’accordo con i conduttori e gli autori della trasmissione, così non è per un comune ladro in un comune supermercato in un comune episodio di cronaca. Sto ripetendo le stesse parole, e non è un caso, è una delle tecniche per ipnotizzare una persona.

Spesso si tratta l’ipnosi come una pratica magica, esoterica, in realtà tutti quanti raggiungiamo quotidianamente questo stato di alienazione, ad esempio quando siamo assorti, al punto tale da non renderci conto di nulla di ciò che ci circonda.