La dieta del gelato

E’ gradito a tutti, grandi e piccini, perché è gustoso, fresco, morbido. Si scioglie in bocca, solleticando il palato e lasciando una piacevole sensazione di ristoro. Il gelato è un alimento genuino, nutriente e per niente ipercalorico, come molti potrebbero pensare. Dietologi e nutrizionisti lo inseriscono con molto piacere anche nelle diete dimagranti, perchè il gelato è un bel premio alla fine di un pranzo a regime controllato, una squisitezza da assaporare come merenda o come dessert, una ghiotta occasione in veste di sostitutivo di pasto.

Chi lo considera una bomba di calorie si sbaglia di grosso. Tra i dolci, è addirittura quello meno calorico e meno ricco di grassi. Dal punto di vista delle proprietà nutrizionali, quello alla crema risulta essere il migliore, il gelato alla frutta è invece meno calorico, ma più povero di proteine (nella preparazione non si utilizza il tuorlo d’uovo) e di grassi (spesso al latte viene sostituito un frullato di frutta). A parità di quantità, le calorie fornite dal gelato alla crema sono 208 contro le 138 di quello alla frutta.

Se desiderate diminuire le calorie senza rinunciare al gelato, sceglietelo artigianale (contiene meno grassi concentrati rispetto a quello industriale), alla soia o a base di solo yogurt, oppure i prodotti ipocalorici, privi di grassi e con una quantità ridotta di zuccheri. Il gelato non solo è buono, ma costituisce una preziosa fonte di energia per il nostro organismo. Le uniche sostanze che mancano del tutto sono le fibre.

Sole: creme, trucco e autoabbronzanti!

Per quanto riguarda l’abbronzatura, l’importante è fare molta attenzione alle prime esposizioni. Non dimenticate che il primo sole è quello decisivo per la salute della pelle. Se avete l’epidermide particolarmente sensibile, imparate a salvaguardarla con creme ad alto fattore protettivo. Un abbronzatura a “lungo raggio“, cioè quella gestita in modo intelligente nel tempo, dura più di quella ottenuta tutta d’un colpo e consente di evitare terribili scottature. Il sole ha effetti sia positivi sia negativi: i suoi raggi sono benefici per la calcificazione delle ossa, grazie alla sintesi della vitamina D, per l’acne, per tutti coloro che soffrono di ansia ma sono, al contrario, dannosi per l’eccessivo inaridimento della pelle, per la conseguente creazione di rughe, per la vasodilatazione, per la couperose, per l’aumento di macchie cutanee.

Importantissima, se non necessaria, l’esposizione graduale al sole, con la giusta protezione. Ricordatevi che ogni età ha i suoi pregi e i suoi difetti: la pelle a quarant’anni reagisce in modo diverso al sole, si abbronza con difficoltà, più lentamente e in modo meno omogeneo. Ogni ora dì sole non coinvolge solo l’epidermide ma tutto l’organismo, quindi, bisogna esporsi con moderazione. Generalmente, quando si parla di abbronzatura si pensa al mare, ma il sole splende anche in montagna. Agli appassionati delle alte quote va ricordato che è ancora più necessario proteggere qualsiasi zona scoperta, oltre al viso, con prodotti solari ad alto fattore di protezione.

Tintarella: ecco i miti da sfatare

Siamo ormai in piena estate e pare che sia d’obbligo parlare della tintarella. Non solo perchè si tratta quasi di un fenomeno di costume, ma anche, e soprattutto, perchè “abbronzarsi responsabilmente” è di fondamentale importanza per salvaguardare la salute della nostra pelle e proteggerla tanto da spiacevoli inconvenienti come scottature e irritazioni, quanto da vere e proprie patologie come il melanoma cutaneo.

Per questo motivo la rivista Test Salute ha stilato, accanto agli immancabili consigli per proteggere la pelle sotto il sole, un elenco di luoghi comuni da demolire in tema di tintarella. Sapevate ad esempio che sottoporsi a qualche lampada prima dell’arrivo della stagione estiva non serve ad avere un’abbronzatura più uniforme, nè tantomeno svolge un’azione protettiva?

Tu e il sole: dieci domande… scottanti!

L’estate finalmente è arrivata, con il suo indiscusso protagonista: il sole.
Intorno all’esposizione ai suoi caldi raggi sono sorti nel corso dei secoli e si sono radicati luoghi comuni e tabù, difficili da estirpare ancora oggi nelle credenze popolari.

Oggi cercheremo di far luce sulle verità “scottanti” della nostra stella preferita, rispondendo agli interrogativi più diffusi sul rapporto tra i raggi UVA e la nostra pelle.

No dei dermatologi al topless selvaggio: invecchia la pelle

Si avvicinano le vacanza estive e, in attesa delle agognate ferie, le spiagge si pullulano di persone alla ricerca di refrigerio e tintarella nei week-end.
Per le fans dell’abbronzatura integrale c’è una brutta notizia.
Pare, infatti, che esporsi al sole a seno scoperto provochi un’invecchiamento precoce della pelle.

A mettere in guardia dal “topless selvaggio” è il dermatologo Leonardo Celleno, direttore del Centro di ricerche cosmetologiche dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il massaggio autoabbronzante: dagli States un metodo per una tintarella invidiabile senza sole

Agosto è lontano e qualche domenica trascorsa al mare, o ahimè sul balcone di casa, in cerca di un po’ di colorito, non basta a smorzare il cadaverico bianco invernale.
Ma non disperate, se non avete tempo per un’abbronzatura al naturale, dagli States è arrivata una nuova tecnica che combina l’abbronzatura al relax: il massaggio autoabbronzante. Volete saperne di più?

Creme solari: dai numeri alle fasce la rivoluzione è nell’etichetta

Ogni anno, con l’arrivo dell’estate, ci ritroviamo in farmacia, in profumeria o al supermercato a cercare di orientarci fra le varie opzioni di protezione delle creme solari.
Si va dal filtro zero allo schermo totale, con il rischio di non riuscire a scegliere, tra tutti quei numeri, la protezione adatta alla nostra pelle.

In effetti l’idea di misurare in cifre il livello di schermo non è molto funzionale, perchè non basta sapere che 9 è superiore ad 8, per valutare se quella crema ha un sufficiente fattore di protezione per la nostra pelle. Sarà per questo che alcune case produttrici hanno deciso di introdurre le meno complesse fasce sulle etichette dei prodotti solari.

Lampade abbronzanti e tintarella “estrema”. In molti non rinunciano anche se consapevoli dei rischi

Con l’estate ormai alle porte i maniaci della tintarella a tutti i costi tornano alla ribalta: mentre i più fortunati hanno già cominciato a popolare le spiagge armati di ogni sorta di sostanza abbronzante, anche fatta in casa (spesso in base a ricette tutt’altro che affidabili la cui efficacia è sancita più dalla leggenda metropolitana che dalla scienza), chi invece non può concedersi questo lusso approfitta di ogni ritaglio di tempo per correre al centro estetico a fare la lampada abbronzante.

Il vero patito della tintarella infatti non ci pensa nemmeno a presentarsi in spiaggia ancora pallido ad estate iniziata ma vuole esibire sin da subito una abbronzatura invidiabile. Tuttavia è risaputo che l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, emessi dal sole e da lampade e lettini abbronzanti può causare l’insorgenza di tumori della pelle come i carcinomi basocellulari e spinocellulari e il melanoma.

Melanoma della pelle: la diagnosi precoce lo combatte efficacemente

Il melanoma è un tumore grave della pelle che riguarda 7000 nuovi casi ogni anno. L’unico modo per combatterlo è effettuare velocemente la diagnosi e fare attenzione alle scottature da sole ma anche all’uso delle lampade abbronzanti. Anche l’attività lavorativa ha il suo peso: diversamente da chi lavora continuamente all’aperto, perciò ha un’abbronzatura data dalla costante esposizione al sole, chi lavora in ambienti chiusi e poi si espone improvvisamente per brevi ma intensi momenti ai raggi solari incorre in un rischio più elevato di contrarre il melanoma cutaneo.

Con la tintarella si vive di più

La tintarella fa bene. Uno studio Usa scopre che dalla luce solare arriverebbero più benefici che svantaggi. Un po’ più di sole potrebbe infatti aiutarci a vivere più a lungo, prevenendo alcuni tipi di tumore e di malattie cardiache. Lo dice la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Se molti studi hanno dimostrato che una lunga e protratta esposizione al sole incrementi la possibilità di contrarre un carcinoma alla pelle, secondo questa ricerca, è tutt’ altro che vero. Il sole rappresenta la principale fonte di vitamina D per l’uomo. E’ stato altresì evidenziato come una cospicua quantità di vitamina D protegga contro i melanomi della pelle, altre forme di tumori e malattie cardiovascolari. Ma come può una maggiore esposizione al sole portare a netti benefici per la salute?

I ricercatori hanno studiato diverse popolazioni esposte a latitudini differenti ed i risultati sono stati sorprendenti: le popolazioni dalla pelle e capelli molto chiare, appartenenti per lo più al nord Europa come Scandinavia o Regno Unito hanno una maggiore diffusione di melanoma e la percentuale di vitamina D nella pelle è minore con un aumento di tumori anche in altri distretti del corpo; spostandoci da nord a sud la situazione migliora progressivamente.