Aids: condannata la pop star Nadja Benaissa

Alla fine è stata condannata: 2 anni di reclusione con la condizionale per la giovane cantante pop tedesca Nadja Benaissa. E’ stata ritenuta colpevole per aver infettato con il virus dell’Hiv un suo partner, pur essendo a conoscenza della propria sieropositività.

Nadja oggi ha 28 anni ed è madre di una bimba di 10. Ha scoperto di essere infetta nel 1999, quando aveva solo 17 anni eppure nonostante questo ha ripetutamente avuto rapporti sessuali non protetti. In particolare, tra il 2000 ed il 2004 con cinque partner diversi, senza avvisarli del rischio e contagiandone uno.

Inizialmente si era parlato di una condanna esemplare, a 10 anni di carcere. Il tribunale tedesco sembra però aver tenuto conto del comportamento della star della band femminile delle No-Angels.

Allarme adolescenti: troppo make-up è cancerogeno

Il make-up, termine inglese utilizzato per definire il “trucco”, che si può considerare come una pratica nota ed utilizzata già dai primi abitanti del pianeta. Colorare il proprio corpo, disegnare linee e sottolineare lo sguardo o la bocca sono infatti usanze antiche che si sono evolute nel corso degli anni cambiando anche la loro finalità. Da segnali di appartenenza ad una determinata tribù a vera e propria forma d’arte della cosmesi, il make-up consente di valorizzare i lineamenti e rendere il viso più affascinante.

Tuttavia, secondo le ultime scoperte, sembrerebbe che l’utilizzo eccessivo di prodotti per il trucco, come mascara, rossetti e polveri per il viso come cipria e fard, possa causare problemi di salute, anche gravi. Cancro, infertilità, squilibri ormonali e addirittura depressione sono la conseguenza dell’abuso di questi prodotti fin dall’adolescenza.

Adolescenti: l’importanza e le tecniche per il sonno ideale

La maggior parte degli adolescenti richiede almeno nove ore di sonno a notte, ma ne ottengono molte di meno. Scuola, casa, servizi per la comunità, attività extracurricolari, vita sociale attiva e il lavoro a tempo parziale li tengono occupati dalle prime ore del mattino fino a tarda notte. Si finisce così per tentare di colmare una mancanza di sonno dormendo tutto il fine settimana. Purtroppo, questo contribuisce ad uno stile di sonno irregolare che di fatto rende il problema ancora più grave, portando ad una sorta di jet lag quando il lunedì mattina si ricomincia daccapo.

Oltre ad essere difficile diminuire le preoccupazioni giornaliere, la maggior parte dei ragazzi mostra segni di ritardo nei ritmi circadiani, il che contribuisce alla loro incapacità di addormentarsi fino alle ore “piccole” . Dal momento che molti ragazzi non vanno a dormire prima delle 23, ma devono essere a scuola intorno alle 8, non possono ottenere un’adeguata quantità di sonno.

Durante la pubertà, l’orologio biologico del cervello naturalmente si resetta in ritardo. La ghiandola pineale rilascia la melatonina durante la notte e questo provoca un ritardo del sonno. Dunque, quando è il momento di alzarsi, il corpo di un adolescente sta ancora producendo ormoni notturni. Questo rende difficile per loro sentirsi attivi ed energici al mattino.

Far conoscere la propria vita sessuale ai genitori riduce il sesso a rischio

I padri tipicamente non sono molto presenti quando i loro figli (soprattutto se si tratta di figlie) adolescenti fanno sesso per la prima volta. Un nuovo studio però contraddice le precedenti ricerche che rivelavano che i genitori reagivano con rabbia e distacco quando scoprivano che i loro figli erano diventati sessualmente attivi. Questa era una reazione controproducente, visto che poteva provocare maggiori rischi sessuali per gli adolescenti.

I giovani che esercitano l’attività sessuale in modo più regolare, portando a conoscenza le loro famiglie, sono finiti con il sapere molto di più, rispetto ai loro amici, sulle attività sessuali. Questo ha portato a livelli mediamente più bassi di rischio nei comportamenti sessuali, rispetto ai loro coetanei che coinvolgevano meno i genitori.

Questa è la spiegazione che da la docente del Boston College Rebecca Levine Coley, che ha guidato la ricerca. Lo studio, pubblicato sulla rivista Child Development, ha esaminato i comportamenti sessuali a rischio e i metodi dei genitori di 3.206 adolescenti tra i 13 e i 18 anni, per quattro anni. I dati sono stati raccolti attraverso questionari annuali e valutati come il rapporto cambiava nel corso del tempo.

Giovani, sempre più soli e violenti

Se i giovani italiani vengono descritti come soli, impauriti e alla ricerca di un equilibrio, il motivo si deve spesso alle cattive abitudini che apprendono dalla società, ed in larga parte a causa di genitori che gli permettono di apprenderle.

Il rapporto nazionale di Telefono Azzurro ed Eurispes parla di una generazione di giovani soli e violenti, a causa degli oggetti che contraddistinguono il 21esimo secolo (pc/internet, telefonini e videogiochi) che non aiutano più i ragazzini a socializzare, ma ad autoisolarsi sempre di più, con l’illusione di star socializzando dietro uno schermo, in maniera praticamente virtuale. Le cause? Sono presto spiegate.

Dall’Inghilterra dubbi sulla durata della copertura del vaccino per il papailloma virus

Anche in Gran Bretagna fa discutere il vaccino contro il papillomavirus, al centro della cronaca sanitaria italiana per la recente decisione del governo di escluderlo dai Lea: mentre uno studio farmaco-economico pubblicato sul British Medical journal conclude che si tratta con tutta probabilità di un buon investimento; dalle charities si levano numerose voci di protesta per la scelta del vaccino che protegge contro due ceppi del virus. Servono tuttavia informazioni sull’impatto epidemiologico ed economico dell’aggiunta di questa vaccinazione al sistema di screening della cervice per decidere se e come introdurla.

Il complesso modello messo a punto dal gruppo di economisti sanitari e matematici è stato usato proprio per questa valutazione, al termine della quale il governo inglese ha deciso di avviare proprio a partire da settembre una campagna che coinvolgerà il primo anno le ragazze di 12 e 13 anni, e nell’anno successivo si estenderà in modo da coprire tutta la popolazione femminile di età compresa tra i 14 e i 18 anni.

Adolescenza: riconosciamo i disagi prima dei dodici anni

Crisi, problemi , ‘complessi’ più o meno esagerati, reazioni a volte eccessive, umore altalenante, difficoltà a scuola o nella routine quotidiana? A 15/16 anni sono problemi dell’età si dice in famiglia e si pazienta in attesa che l’adolescente “cresca e capisca”… Invece non sempre è così e possono consolidarsi disturbi difficili poi da risolvere ma che più facilmente potevano essere curati prima che esplodessero. In genere si fa caso all’adolescenza (tutti sono un po’ matti, qualcuno lo è di più)  ma si dimentica che tra i 12 e i 14 anni succedono molti fatti e proprio in questa fascia d’età cominciano problemi psichiatrici che emergeranno dopo ma si possono prevenire e qualcuno già curare.

 Si può soprattutto individuare chi sta maturando un problema, ribadisce Gabriel Levi, docente di Psichiatria dell’età evolutiva all’università La Sapienza di Roma.

“Sopra i 14 anni è come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati: la maggior parte dei problemi che scoppiano nell’adolescenza si possono riconoscere già prima dei 12 anni. Per prevenire non si va più solo a guardare chi ha i problemi (e lo si prende in carico senza far finta che non ne ha) ma si studiano le problematiche come noia, pigrizia. ansia, tristezza, deconcentrazione che tutti hanno e qualcuno di più. Si affronta la situazione di salute mentale evolutiva in generale, con le caratteristiche d’identità di ognuno, per capire come un bambino che oggi si comporta in un certo modo potrà essere a rischio di avere problemi da adulto”.

Genitori severi? I figli faranno più sesso

E’ l’effetto proibizionismo che ancora una volta colpisce le misure troppo rigide a favore di restrizioni più moderate. Se pensate che con i vostri figli sia necessario il pugno di ferro per ottenere una condotta limpida, la ricerca contraddice la teoria della severità come mezzo per educare i giovanissimi.

Sempre più adolescenti si avvicinano al sesso in età precoce e se è vero che non esiste un tempo giusto per amare, è altresì preoccupante che oggi molte ragazze abbiano il primo rapporto completo ad appena tredici anni. Un recente studio, condotto da Rebekah Levine Coley del Boston College, ha evidenziato il ruolo educativo della famiglia e l’influenza sulle scelte sessuali dei figli.