Ginnastica in gravidanza: chi ha detto che non si può?

Per molte donne l’inizio della gravidanza segna l’addio alle attività fisiche svolte in precedenza, magari con regolarità ed impegno. Tuttavia, se è vero che lo stato di attesa impone di adottare alcune precauzioni, non è assolutamente detto che si debba rinunciare completamente a tenersi in forma attraverso le attività ginniche.

Anzi, non abbandonare l’ottima abitudine di fare un pò di movimento non potrà che essere d’aiuto per la futura mamma e giovare alla salute del bimbo che sta per venire al mondo. Praticare regolarmente ginnastica in gravidanza aiuta infatti a mantenere il peso, migliorare la postura e sopportare meglio le sollecitazioni cui è sottoposta la colonna vertebrale col procedere della gestazione. Inoltre i benefici a livello dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio saranno senz’altro apprezzati anche dal feto che risentirà positivamente dell’adeguata circolazione di ossigeno nel sangue.

Mamme stressate in gravidanza? A rischio asma ed allergie il bambino

Lo stress in gravidanza può avere ripercussioni sulla salute del bambino. In particolare aumenterebbe il rischio per i nascituri di sviluppare asma e allergie.
Una donna che in gravidanza viene colpita da almeno tre eventi stressanti ha il 12% di probabilità in più che il figlio nasca asmatico e sviluppi allergie durante l’età dello sviluppo.

Livelli più elevati del marcatore delle allergie sono stati ritrovati nel sangue del cordone ombelicale delle madri particolarmente “affaticate” durante la gravidanza.

Allergia: l’epidemia del Terzo Millennio verso nuovi traguardi

Nel 2020 si calcola che 1 italiano su 2 sarà affetto da allergia, che si tratti di asma o dermatite le prospettive non sono entusiasmanti. Si stanno analizzando al microscopio tutti i fattori scatenanti e tutte le possibili soluzioni di guarigione, tra cui non mancano i vaccini biotech, test diagnostici e anche gli “allergy safe hotel” che offrono vacanze senza acari della polvere, pollini e muffe nella propria camera d’albergo.

Meno allergie per i bambini con un cane in casa

Le preoccupazioni principali, quando si hanno bambini piccoli in casa e si vuole prendere un animale domestico, sono quelle del rischio di malattie trasmissibili dagli animali.
Stare a stretto contatto con un cane e con un gatto per un bambino può impensierire i genitori, ma di certo non provoca danni alla salute. Almeno non se si rispettano le norme minime di igiene e prevenzione.

Gli effetti terapeutici degli animali domestici sono noti ormai da tempo e ora, buonumore a parte, c’è un’altro importante beneficio per la salute dei bambini.
Sembrerebbe, infatti, che un cane in casa riduce il rischio di allergie infantili. Se teniamo conto del costante aumento di allergie infantili in Italia, questa non è una scoperta da poco. A rivelarlo è uno studio tedesco del Centro di ricerche nazionale per la salute ambientale di Monaco, pubblicato sull’European Respiratory Journal.

Le allergie sono la malattia del futuro

Lo Journal of Allergy and Clinical Immunology ha pubblicato uno studio che prospetta l’allergia come malattia del futuro. Nei prossimi anni le patologie infettive verranno sorpassate da quelle allergiche soprattutto nelle città dei paesi in via di sviluppo che sono in rapida crescita demografica.

Lo studio effettuato parte dall’analisi degli ultimi 5-10 anni nei quali è stato rilevato l’aumento dei casi di eczema infantile. Il capo-ricercatore Hywel Williams ha spiegato che la causa di tale aumento è dovuta ai cambiamenti ambientali perché sono da escludere i fattori genetici in quanto essi non potrebbero provocare un cambiamento così veloce.

Tale prospettiva è da prendere in considerazione viste le rilevanti ripercussioni economiche che genera nella vita familiare. L’eczema è una malattia infiammatoria della pelle, cronica e pruriginosa. Provoca arrossamento e fa sorgere efflorescenze varie tra le quali macule, papule, pustole, squame, croste e vescicole e anche lesioni cutanee da grattamento.
Le cure richiedono un esborso economico pari a quello dell’asma. Infatti le cure sono costanti e richiedono oltre a farmaci specifici, anche antistaminici e cortisonici; e si può aggiungere anche la fototerapia, molto usata, che si basa su raggi UVB a banda stretta e UVA1.
In più sono da calcolare tutte le cure “per uso locale”, cioè trattamenti emollienti e lenitivi da applicare direttamente sulla pelle insieme agli adeguamenti ambientali dei posti dove si vive, quindi i luoghi famigliari che devono cercare di eliminare le cause allergologiche e irritative che scatenano l’eczema: da sostanze come detergenti a sostanze inalanti o per contatto che peggiorano le condizioni del soggetto, come anche gli alimenti, tra i quali bisogna acquistare anche quelli specifici o seguire diete particolari.