Cellule staminali stampate in 3D

Cellule staminali stampate in 3D per costruire organi in laboratorio e studiare i tessuti.E’ questo il traguardo raggiunto da un gruppo di scienziati americani e cinesi, i quali sono stati in grado di mettere a punto un processo capace di produrre “blocchi” di cellule embrionali.

Sla, primo trapianto di staminali cerebrali nel midollo spinale

E’ stato eseguito il primo trapianto di cellule staminali del cervello nel midollo spinale di un paziente affetto da Sla, sclerosi laterale amiotrofica. Un intervento che potrebbe segnare la svolta decisiva per la lotta contro la patologia e che rientra in un trial clinico di sperimentazione dedicato. Si tratta del primo di diciotto trapianti da eseguire all’interno dello stesso studio in corso.

Parkinson, la speranza arriva dalle cellule staminali embrionali

Contro il Parkinson, una patologia di carattere neurodegenerativo, seconda solo al morbo di Alzheimer, è in arrivo una nuova tecnica in grado di trasformare le cellule staminali degli embrioni umani in neuroni capaci di sostituire quelli distrutti dalla malattia. A sostenerlo, è uno studio statunitense pubblicato su Nature, e co-finanziato dal consorzio europeo di ricerca NEuroStemCell.

Invecchiamento: cellule ultranovantenni riportate a stato embrionale

Trasformare delle cellule ultranovantenni in embrionali? E’ successo in Francia, grazie alla sperimentazione condotta dal dott. Jean-Marc Lemaître dell’ Istituto di genomica funzionale dell’ Università di Montpellier e dalla sua squadra di ricercatori. A quanto pare l’invecchiamento, almeno quello cellulare, non è un fenomeno di tipo irreversibile. Certo, si tratta di una operazione effettuata in vitro, ma deve essere ammesso che si tratta di un protocollo che ha dell’incredibile.

Parkinson, rigenerare neuroni direttamente dai fibroblasti

Generare i neuroni persi a causa del Parkinson direttamente dai fibroblasti, ovvero dalle cellule della pelle. Si tratta di una ricerca tutta italiana condotta all’Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano e pubblicato da Nature, nella sua versione online. Fino ad ora questa “conversione” in neuroni era stata possibile solo da materiale embrionale.

Cellule staminali, embrionali, adulte, da liquido amniotico, cordone ombelicale: cosa sono?

Troppo spesso ci ritroviamo a parlare di cellule staminali senza capirne bene la provenienza e la potenzialità, il possibile utilizzo nella cura di numerose patologie. Ecco perché abbiamo deciso di darvi una rapida spiegazione di questi termini, complessi anche per noi di Medicinalive che li utilizziamo ogni giorno. Partiamo dal principio dunque: la cellula rappresenta un’unità fondamentale negli organismi viventi ed è autonoma (si nutre, cresce, si specializza in determinate funzioni e si riproduce).

Ma cosa sono le cellule staminali?

La cellula staminale in particolare, nel suo processo replicativo, cioè nel riprodursi, si divide simmetricamente dando origine a nuove cellule che creeranno nuovi tessuti.  Le staminali hanno cioè la capacità di “differenziarsi” (questo il termine tecnico, che indica la trasformazione) in diverse cellule di più tessuti dell’organismo. A seconda della maturità che hanno raggiunto cambiano le loro potenzialità. Più sono adulte e minore sarà la capacità di differenziarsi. Vediamo nel dettaglio.

Piastrine create da cellule staminali embrionali

Sono state create piastrine da cellule staminali embrionali. La possibilità di riprodurre tale esperimento in larga scala, abbatterebbe il bisogno di materiale ematico proveniente da donazioni. Almeno per ciò che riguarda queste piccole particelle importantissime per il nostro organismo.

La notizia è stata riportata dal quotidiano statunitense “The Indipendent”.

Cellule staminali embrionali: l’FDA autorizza la sperimentazione per curare la cecità

Cellule staminali embrionali: ovvero, grande potenzialità terapeutica e molti limiti etici. La FDA americana però, per la seconda volta dall’inizio dell’anno ha autorizzato la sperimentazione clinica (ovvero su delle persone malate) di nuove terapie che utilizzano queste cellule staminali immature, capaci di evolversi in tessuti sani.

L’autorizzazione in questione è stata data alla Advanced Cell Tecnology che intende testare una sua cura a base di cellule staminali embrionali su 12 piccoli pazienti affetti da distrofia maculare di Stargardt. Questa patologia colpisce infatti in giovane età, tra i 10 ed i 20 anni (la casistica più alta riguarda i bambini tra i 7 ed i 12 anni) e attualmente non è curabile.

Cellule staminali: da qui il sangue artificiale

Cellule staminali per produrre sangue artificiale. Si tratta di un progetto importante che presto potrà risolvere il problema della mancanza di donazione di sangue e quello della trasmissione di malattie infettive attraverso la trasfusione, che purtroppo avviene ancora in alcuni paesi (non in Italia).

Il lavoro è stato realizzato dai ricercatori dell’Università di Edimburgo che si dicono certi di poter passare ai trial clinici fra soli 5 anni. Ma quali gli importanti risultati ottenuti finora? Il primo passo è già stato compiuto: da cellule staminali embrionali sono stati ottenuti dei globuli rossi, attraverso un non facile meccanismo tecnico scientifico.

Staminali suine per ricostruire organi umani

Gli scienziati sono riusciti a indurre le cellule dei suini a trasformarsi in cellule staminali pluripotenti. Esse, come le cellule staminali embrionali, sono in grado di sviluppare qualsiasi tipo di cellula del corpo umano. E’ la prima volta al mondo che questo è stato realizzato utilizzando cellule somatiche (cellule che non sono spermatozoi o cellule uovo) da animali con gli zoccoli (noti come ungulati).

Le implicazioni di questo risultato sono di vasta portata, la ricerca potrebbe aprire la strada alla creazione di modelli di malattie genetiche umane, ingegneria genetica animale per i trapianti di organi per l’uomo, e per lo sviluppo di suini che sono resistenti a malattie come l’influenza suina. Il lavoro è stato pubblicato oggi sul Journal of Molecular Cell Biology.

Cellule della pelle adulte tornano bambine, un altro miracolo della scienza

Far tornare giovani le cellule adulte. Anche di questo è capace la scienza. Stavolta senza interpellare virus pericolosi, ma impiegando un cocktail di geni trasportato grazie a navette molecolari fino alle cellule adulte, trasformandole in staminali pluripotenti.

Queste le straordinarie implicazioni di due studi, uno inglese, uno canadese, pubblicati entrambi sulla rivista di divulgazione scientifica Nature. Le cellule bambine in realtà erano già state ottenute nel 2006: si tratta delle cosiddette Ips (cellule pluripotenti indotte), staminali ricavate senza utilizzare gli embrioni, per intenderci, bensì generate da cellule adulte tramite l’uso di virus che venivano impiegati come navetta per trasportare fino alla cellula i fattori di riprogrammazione.