I benefici per la salute delle acciughe

Le acciughe (o alici) sono pesci molto diffusi in tutto il mar Mediterraneo, ma se ne trovano abbondantemente anche nel Baltico e nell’Oceano atlantico. Appartengono alla categoria del pesce azzurro che come sapete si caratterizza per le sue preziose proprietà nutrizionali, benefiche per la salute dell’uomo. Quali sono? Ce le spiega in dettaglio la dottoressa Maria Assunta Coppola biotecnologa medica e nutrizionista.

Colesterolo, arrivano nuove linee guida

Il colesterolo ed i trigliceridi alti sono una delle piaghe maggiori esistenti per l’organismo umano e per il suo benessere. Specialmente dal punto di vista cardiaco. I dati raccolti in tutta Europa sono chiari in tal senso. Almeno un terzo degli europei ha questi valori troppo alti. E nel caso degli over 65 spesso le cure non sono sufficienti. L’European Atherosclerosis Society e l’European Society of Cardiology hanno quindi deciso di mettere a punto delle linee guida specifiche.

Diabete di tipo 2, un aiuto dalla frutta secca

Buone notizie per gli amanti della frutta secca. Sembra, infatti, che aiuti a prevenire e a controllare il diabete di tipo 2. A sostenerlo, è una ricerca dell’Università di Toronto in Canada, diretta dal dottor David Jenkins e pubblicata su “Diabetes Care”.

Colesterolo: 10 consigli per tenerlo sotto controllo

Il colesterolo alto è una condizione di cui preoccuparsi seriamente in quanto, specialmente in chi è più avanti con l’età, può comportare diverse patologie, alcune anche gravi, come l’arteriosclerosi o diverse patologie cardiache. Cambiare stile di vita in uno più sano può aiutare a ridurre il colesterolo. Di seguito troverete 10 consigli utili per iniziare a tenere sotto controllo il colesterolo.

Le virtù degli oli vegetali per il benessere del corpo

Gli oli vegetali sono dei preziosi alleati per il benessere del nostro corpo. Proteggono l’intestino, riattivano il metabolismo e aiutano a combattere stipsi e colesterolo. Gli oli vegetali sono sostanze ricche di acidi grassi essenziali, in grado di lubrificare l’intestino, di risvegliare il metabolismo impigrito, di ripulire il sangue da colesterolo e trigliceridi, di rendere la pelle luminosa e aiutano ad affrontare meglio anche le ondate di caldo.

Colesterolo, il tè verde potrebbe abbassarlo

Il tè verde aiuterebbe ad abbassare il colesterolo cattivo, lasciando inalterato quello buono. A sostenerlo, è una ricerca condotta dall’Union Medical College di Beijing, pubblicata sulla rivista American “Journal of Clinical Nutrition”.

Colesterolo, scoperta una forma ultra-cattiva: i rischi

Colesterolo cattivo? No ultra-cattivo. Ecco un nuovo rischio per anziani e diabetici in primis, ma anche per tutti coloro che soffrono già di ipercolesterolemia. L’allarme arriva da uno studio scientifico appena pubblicato sulla rivista Diabetes, realizzato presso l’Università di Warwick (UK). Il nuovo nemico della salute si chiama Mgmin-LDL e si aggiunge alle due forme già conosciute: l’HDL (il cosiddetto colesterolo buono) e l’LDL (il colesterolo cattivo), da cui l’ultimo arrivato deriverebbe. Gli scienziati, guidati dalla dottoressa Naila Rabbani, nel corso di alcuni test di laboratorio sul colesterolo cattivo, hanno evidenziato la nuova conformazione di grassi nel sangue ricca di zuccheri molto fini che favoriscono un più pericoloso attecchimento alle pareti dei vasi sanguigni.

Obesità e diabete: nuove scoperte sulla genetica

La genetica è alla base della medicina del futuro. Anche per ciò che riguarda l’obesità. In particolare un gruppo di ricercatori britannici ha individuato un gene che funge da regolatore rispetto ad altri per lo sviluppo di disturbi metabolici. Lo studio è appena stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Genetics” ed è frutto del lavoro di un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Tim Spector, del King’s College di Londra (Gran Bretagna). L’analisi è stata condotta su un bel numero di geni: oltre 20.000 per essere precisi, estratti dall’adipe, il grasso cutaneo. Si è partiti con quello di 800 gemelle inglesi per confrontare poi i dati con quelli rilevati da 600 volontari islandesi: ne è emerso che il gene KLF14 (presente appunto nell’adipe) è in grado di controllare la funzionalità di altri geni legati al metabolismo, e dunque anche quelli che regolano il colesterolo e il diabete di tipo 2.

Colesterolo cattivo: lo stress lo favorisce?

Lo stress potrebbe favorire il colesterolo cattivo. A sostenerlo, è una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’University College di Londra, secondo cui, esisterebbe una relazione tra l’incapacità o la ridotta capacità di far fronte allo stress e l’aumento di colesterolo. Dunque, la produzione di colesterolo nel sangue non dipenderebbe esclusivamente dalle nostre abitudini alimentari, ma anche dal carico di tensioni a cui siamo sottoposti.

Lo stress è un pessimo compagno di vita, si sa, ed è in grado di condizionare negativamente sia il corpo che la mente, diventando spesso la causa o la concausa di molte patologie. Lo stress, infatti, indebolisce le nostre difese immunitarie e accorcia la vita.

Riso, alleato per una buona salute e basso colesterolo

Consumare il riso non solo come prima pietanza ma anche al posto del pane. E’ questo il suggerimento che arriva da uno studio coreano per migliorare la nostra salute e contemporaneamente combattere il colesterolo.

Questo perché a livello energetico, rispetto al pane, il riso è in grado di rendere la persona più attiva ed efficiente.

Colesterolo, pericoloso solo per chi affetto da diabete?

Il colesterolo è da sempre additato come una delle componenti più pericolose di un piatto: uova, crostacei molluschi, sono tutti cibi da sempre tenuti sotto scacco e del quale si raccomanda un consumo moderato. Ma la quantità contenuta negli alimenti è davvero così pericolosa?

Ad innescare il dubbio ci pensa una articolo pubblicato sul British Jorunal of Nutrition da un gruppo di ricercatori che sostengono che il colesterolo alimentare è pericoloso quasi esclusivamente per coloro che soffrono, allo stesso momento, di diabete.

Colesterolo: si abbassa con i rimedi naturali

I rimedi naturali, come i gemmoderivati, sono un alleato prezioso per combattere il colesterolo e abbassare i trigliceridi, 2 condizioni spesso correlate al sovrappeso. I trigliceridi, hanno essenzialmente la funzione di scorta energetica, e sono la forma di immagazzinamento dei grassi nell’organismo. I trigliceridi derivano dagli alimenti o vengono sintetizzati dal fegato e quando non sono impiegati come fonte di energia, si accumulano nel tessuto adiposo.

La quota di trigliceridi presente nel sangue normalmente è compresa tra valori di 50 e 150/200 mg/dl. Oltre questo intervallo, aumenta in maniera significativa il rischio di malattie cardiovascolari. Spesso, è sufficiente modificare l’alimentazione per normalizzare i trigliceridi, ma anche il colesterolo.

Dormire poco invecchia il cervello e favorisce diverse malattie

Per gli adulti di mezza età, dormire meno di sei ore o più di otto ore per notte è associato ad un declino della funzionalità cerebrale. Secondo un team di ricerca britannico, l’entità di tale declino mentale equivale ad avere 4-7 anni in più. Spiega l’autore dello studio Jane Ferrie, ricercatore senior presso il dipartimento di epidemiologia e sanità pubblica presso l’University College della London Medical School, che la vita frenetica di oggi comporta una sorta di “scambio” di tempo da dedicare al sonno, con quello dedicato ad attività produttive in quanto ci si aspetta sempre di più da un lavoratore.

Il nostro studio suggerisce che questo potrebbe avere effetti negativi sulla funzione cognitiva.

Infatti, ad esempio, le donne che dormono sette ore a notte avevano il punteggio più alto per ogni misura cognitiva, seguito da coloro che avevano sei ore di sonno. Per gli uomini, la funzione cognitiva è stata simile per coloro che dormivano sei, sette o otto ore a notte, ma sotto le 6 ore o sopra le 8 i punteggi si abbassavano.

Dieta, inseribile tra i servizi coperti dal Sistema sanitario Nazionale?

Il sistema sanitario italiano offre tante tipologie di terapia gratuita a seconda delle patologie riconosciute. Non potrebbe rientrare nello stesso anche un programma preventivo antiobesità? Immaginate cosa significherebbe se a passare i costi delle diete fosse il servizio sanitario nazionale.

Questa riflessione è stata fatta all’interno di Obesity 2010 (il meeting annuale dell’Obesity Society americana, n.d.r.) ed uno studio a tal riguardo è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Diamogli un’occhiata per vedere se effettivamente possa essere una ipotesi da prendere in considerazione anche nel nostro paese.